Chiesa vecchia di San Marciano (strutture per il culto, edificio di culto) - Carasco (GE) (PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' medievale/ Alto Medioevo)
https://w3id.org/arco/resource/ArchaeologicalProperty/0700373916 an entity of type: ArchaeologicalProperty
strutture per il culto, edificio di culto, sito individuato sulla base di scavo archeologico, Chiesa vecchia di San Marciano, San Marziano
Chiesa vecchia di San Marciano (strutture per il culto, edificio di culto) - Carasco (GE) (PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' medievale/ Alto Medioevo)
Chiesa vecchia di San Marciano (strutture per il culto, edificio di culto) - Carasco (GE) (PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' medievale/ Alto Medioevo)
Chiesa vecchia di San Marciano (strutture per il culto edificio di culto)
00373916
07
0700373916
edificio di culto di epoca medievale
La chiesa di San Marciano (o San Marziano) di Carasco è menzionata dalle fonti a partire dal 1187, quando il vescovo di Savona, Ambrogio, e l'abate di Tiglieto, Nicolò, sentenziarono in una lite riguardante "ecclesiam sancti Marciani de Calasco ex alia". Successivamente la stessa è ricordata da molteplici documenti: nel 1273 viene menzionata come monasterium de Calasco e, alcuni secoli dopo, nei resoconti della visita pastorale di monsignor Bossio (XVI secolo) e in quelli delle visite del rev. Giovanni Caviglia e dal padre Agostino Assarotti (seconda metà del XVII secolo); questi ultimi restituiscono informazioni sulle condizioni dell’edificio religioso successivamente agli eventi alluvionali che lo interessarono nel XVII secolo e che portarono al suo definitivo abbandono, in favore dell’attuale parrocchiale di San Marziano, localizzata in posizione rilevata e in maggiore adiacenza al nucleo urbano di Carasco. La sopravvivenza dell’edificio religioso di epoca altomedievale non era nota fino agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, quando nella zona dei Prati di Carasco, a Sud dell’attuale nucleo urbano, ne vennero individuati alcuni resti, inglobati nei ruderi di un fabbricato rurale edificato nel XVIII secolo. Le indagini archeologiche condotte successivamente dalla Soprintendenza hanno interessato, per motivi di sicurezza e di statica della costruzione, solo la porzione esterna dell’edificio. Particolarmente rilevanti si sono rivelati gli esiti di un saggio effettuato nell'area esterna all'abside, che ha documentato le tecniche costruttive impiegate per il coronamento absidale, realizzato con archetti, mensole, piastrini e capitelli. Nell'ambito dello stesso saggio è stata anche individuata una struttura annessa alla chiesa, in cui forse va riconosciuta la canonica menzionata dalle fonti scritte del XVII secolo. Ulteriori indagini condotte in prossimità dell’edificio di culto hanno evidenziato come, durante il XVI-XVII secolo, il letto fluviale del torrente Lavagna si sia spostato a breve distanza dalla chiesa di San Marciano e hanno documentato l’evoluzione della piana alluvionale di Carasco, interessata da due distinte alluvioni nella metà del XVII secolo - nel 1626 e nel 1664 – che distrussero e seppellirono la chiesa, al pari di numerose abitazioni poste in prossimità della stessa. Questi eventi, descritti nel resoconto del citato Padre Caviglia, comportarono vistose modifiche del paesaggio circostante, con una crescita della quota del piano di campagna stimabile in oltre 4 m. Una successiva campagna di scavi, condotta dalla Soprintendenza e dall'Università degli Studi di Genova all’interno dell’edificio religioso, nell’area corrispondente all’abside e a parte della navata, ha portato alla luce porzioni della chiesa sepolta e ha permesso di cogliere elementi nuovi in relazione alle fasi postmedievali dell’edificio. Sono stati individuati due pavimenti ad acciottolato, entrambi di cronologia posteriore al XVIII secolo, il più antico dei quali in fase con l’edificio postmedievale che si è sovrapposto alla chiesa seguendo l’andamento dell’arco absidale e integrando quanto restava in elevato della navata e del campanile. La prosecuzione delle indagini al di sotto degli acciottolati ha permesso di mettere in luce due episodi alluvionali, caratterizzati dalla presenza di materiali di crollo dell’edificio stesso e verosimilmente riferibili agli eventi riportati dalle fonti. Un ulteriore approfondimento dell’indagine ha permesso di raggiungere il piano pavimentale in uso prima dell’alluvione del 1626. Ad una profondità 4,50 metri rispetto alla quota del piano di campagna attuale sono emerse le tracce di una pavimentazione in lastre d’ardesia, di una recinzione e del basamento di un altare addossato al muro absidale. In questa fase le murature perimetrali della chiesa erano rivestite di intonaco e in alcune parti si conservano ancora le tracce di fasce alternate dipinte in colore bianco e nero. Le caratteristiche costruttive, la pianta, la scelta dei litotipi, le modalità di realizzazione dell’apparato murario dell’abside e della navata rimandano alla seconda metà del XII secolo, mentre il trattamento della superficie intonacata interna, con l’alternanza di fasce di colore bianco e nero, potrebbe essere attribuito al Basso Medioevo
Chiesa vecchia di San Marciano
Carasco (GE)
0700373916
strutture per il culto edificio di culto
dato non disponibile