Colombario di via della Pigna (colombario, area ad uso funerario) - Napoli (NA) (prima metà I)

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colombario, area ad uso funerario, funeraria, Colombario di via della Pigna
Colombario di via della Pigna (colombario, area ad uso funerario) - Napoli (NA) (prima metà I) 
Colombario di via della Pigna (colombario, area ad uso funerario) - Napoli (NA) (prima metà I) 
post 1-ante 50 
Resta la parete nord di un colombario. Sul lato destro la muratura in opera reticolata è intercalata da dieci nicchie per le urne, disposte su due file da cinque. Alla base delle due file di nicchie il reticolato cede il posto a una fila di blocchetti rettangolari di tufo giallo, che dovevano creare una cornice liscia rilevata, di cui restano labili tracce. Gli archi delle nicchie (alcune delle quali conservano traccia delle olle cinerarie un tempo cementate alla base) sono realizzati con una serie di conci radiali sempre in tufo giallo. Sulla destra, in leggero aggetto, è un tratto murario in opera vittata in cui è una nicchia alta 1.50 m destinata ad accogliere la statua del defunto; l’arco è realizzato con conci di tufo radiali e sul fondo resta parte della originaria decorazione ad affresco. In particolare, si distingue il fondo bianco e, in corrispondenza dell’imposta dell’arco, una banda orizzontale rossa, mentre, una seconda banda, sempre rossa, rimarcava l’angolo inferiore interno della nicchia. Immediatamente a sinistra, un setto murario, di cui resta poco più dell’ammorsatura, con direzione nord-sud, chiudeva originariamente il vano. Detta muratura mostra una risega, a circa 1 m da terra. L’angolo che ne deriva conserva un brevissimo lacerto del rivestimento a intonaco: fondo bianco su cui corre una banda rossa in corrispondenza della risega. Sulla stessa direttrice, ma più in basso, si distingue l’angolo di un tratto pavimentale, in cocciopesto rivestito di malta, posto ad una quota più elevata rispetto al piano di calpestio originario, un’altra evanida traccia del medesimo rivestimento in malta su una base in cocciopesto è in corrispondenza dell’angolo formato dal corpo avanzato del muro in cui è la nicchia per la statua. All’estremità orientale della parete conservata è un brevissimo tratto di muro in opera reticolata, con direzione nord-sud, forse pertinente ad un secondo ambiente 
Colombario di via della Pigna (colombario, area ad uso funerario) 
00865971 
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1500865971 
Il colombario venne intercettato e parzialmente distrutto in epoca borbonica a seguito dell’apertura della via Miano-Agnano. La strada, creata tra gli anni Venti e Trenta dell’Ottocento, fu voluta per permettere ai contadini di trasportare la canapa al lago di Agnano senza passare per il centro di Napoli. L’apertura di quella che venne detta “via dei canapi” fece sorgere diverse arterie secondarie nonché il piccolo borgo della Pigna dove ora è l’omonima strada 
L’area dove sorge il colombario rientrava nelle pertinenze dell’antica Neapolis il cui territorio aveva un’estensione di circa 17 km quadrati. La zona in età romana era punteggiata di edifici a destinazione agricola. Il monumento qui trattato doveva essere il luogo di sepoltura per gli abitanti di un insediamento agricolo posto nei pressi dell’attuale via della Pigna. In particolare, nelle immediate adiacenze della strada si rinvennero, negli anni Cinquanta, tratti di murature relative ad una villa rustica di età repubblicana. Probabilmente la villa, come il presente mausoleo, si trovavano lungo un diverticolo della Via Antiniana, che collegava Neapolis con Puteoli attraverso la collina del Vomero. Prima dell'apertura, in epoca borbonica, della “via dei canapi”, che ha provocato la distruzione di buona parte del mausoleo qui trattato, nell’area, si aveva notizia che vi fossero ruderi di diversi ambienti descritti come “stanze di un appartamento con all'interno alcuni sarcofagi”. Resta quindi probabile la presenza nella zona di altre tombe a camera e di colombari distrutti dalla radicale urbanizzazione avvenuta a partire dagli anni Sessanta 
Resta la parete nord di un colombario. Sul lato destro la muratura in opera reticolata è intercalata da dieci nicchie per le urne, disposte su due file da cinque. Alla base delle due file di nicchie il reticolato cede il posto a una fila di blocchetti rettangolari di tufo giallo, che dovevano creare una cornice liscia rilevata, di cui restano labili tracce. Gli archi delle nicchie (alcune delle quali conservano traccia delle olle cinerarie un tempo cementate alla base) sono realizzati con una serie di conci radiali sempre in tufo giallo. Sulla destra, in leggero aggetto, è un tratto murario in opera vittata in cui è una nicchia alta 1.50 m destinata ad accogliere la statua del defunto; l’arco è realizzato con conci di tufo radiali e sul fondo resta parte della originaria decorazione ad affresco. In particolare, si distingue il fondo bianco e, in corrispondenza dell’imposta dell’arco, una banda orizzontale rossa, mentre, una seconda banda, sempre rossa, rimarcava l’angolo inferiore interno della nicchia. Immediatamente a sinistra, un setto murario, di cui resta poco più dell’ammorsatura, con direzione nord-sud, chiudeva originariamente il vano. Detta muratura mostra una risega, a circa 1 m da terra. L’angolo che ne deriva conserva un brevissimo lacerto del rivestimento a intonaco: fondo bianco su cui corre una banda rossa in corrispondenza della risega. Sulla stessa direttrice, ma più in basso, si distingue l’angolo di un tratto pavimentale, in cocciopesto rivestito di malta, posto ad una quota più elevata rispetto al piano di calpestio originario, un’altra evanida traccia del medesimo rivestimento in malta su una base in cocciopesto è in corrispondenza dell’angolo formato dal corpo avanzato del muro in cui è la nicchia per la statua. All’estremità orientale della parete conservata è un brevissimo tratto di muro in opera reticolata, con direzione nord-sud, forse pertinente ad un secondo ambiente 
Colombario di via della Pigna 
Napoli (NA) 
1500865971 
colombario 
proprietà Ente pubblico territoriale 
bibliografia di confronto: Gialanella Costanza - 2000 
bibliografia di confronto: Johannowsky Werner - 1993 
bibliografia di confronto: Adam Jean Pierre - 1996 
bibliografia di confronto: Calastri Claudio - 2006 
bibliografia di confronto: De Caro Stefano - 2002 
bibliografia di confronto: Pallottino Massimo - 1935 
bibliografia di confronto: De Franciscis Alfonso - Pane Roberto - 1957 

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