acquedotto, Acquedotto romano (SECOLI/ ARCHI DI SECOLI/ I-III)

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Acquedotto romano
acquedotto, Acquedotto romano (SECOLI/ ARCHI DI SECOLI/ I-III) 
acquedotto, Acquedotto romano (SECOLI/ ARCHI DI SECOLI/ I-III) 
L’antico acquedotto romano captava le sorgenti delle vicine colline e faceva convogliare l’acqua verso il centro urbano, dove sono ancora visibili i resti di condotte e cisterne. La struttura era composta da grandi arcate e piloni con contrafforti, a pianta quadrangolare, realizzati in opera incerta, aventi la ghiera dell’intradosso realizzata in tufelli di colore bianco, diversi da quelli utilizzati nel resto della struttura, con l’intento di creare un contrasto cromatico. Non è noto l’intero tracciato dell’acquedotto, si presume sia in buona parte sotterraneo e che giungesse in città, attraversando Porta Maggiore, per raggiungere le Cantine Cerrato, struttura interpretata come castellum acquaere) 
acquedotto 
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La cittadina di Bovino (nel territorio di Foggia) vanta una continuità insediativa di lunga durata, che va dalla Preistoria all’epoca contemporanea, determinata dalla sua ubicazione strategica a controllo della valle del torrente Cervaro, punto nevralgico per i collegamenti tra la Daunia e l’Irpinia. Le prime testimonianze dell’antica Bovino (Vibinum) risalgono all’epoca della Guerra Annibalica (218-202 a.C.), quando il centro era un oppidum. Nel I secolo a.C., a seguito della guerra sociale (90 a.C.), Bovino divenne prima municipium (municipio) e subito dopo colonia romana. Risale, infatti, all’età romana la costruzione della cinta muraria con torri circolari, dell’acquedotto monumentale, di condotte e di cisterne in area urbana; non più visibili sono i resti delle terme urbane, documentate nell’Ottocento dallo storico locale Carlo Gaetano Nicastro. In epoca tardoantica (IV-VI secolo d.C.) la città divenne sede vescovile. Nel 663, dopo l’assedio dell’imperatore d’Oriente Costante II, Bovino passò sotto il dominio bizantino. Verso la metà dell’XI secolo d.C. la città venne espugnata dai Normanni, risale infatti a questo periodo la costruzione del primo castello, attribuita al potente Drogone, figlio di Tancredi e conte di Loritello 
L’antico acquedotto romano captava le sorgenti delle vicine colline e faceva convogliare l’acqua verso il centro urbano, dove sono ancora visibili i resti di condotte e cisterne. La struttura era composta da grandi arcate e piloni con contrafforti, a pianta quadrangolare, realizzati in opera incerta, aventi la ghiera dell’intradosso realizzata in tufelli di colore bianco, diversi da quelli utilizzati nel resto della struttura, con l’intento di creare un contrasto cromatico. Non è noto l’intero tracciato dell’acquedotto, si presume sia in buona parte sotterraneo e che giungesse in città, attraversando Porta Maggiore, per raggiungere le Cantine Cerrato, struttura interpretata come castellum acquaere) 
Acquedotto romano 
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