santuario, diocesano, basilica minore, Madonna di Pietralba / Maria Weissenstein (XVI)

https://w3id.org/arco/resource/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/04iccd_modi_3556839565071 an entity of type: ArchitecturalOrLandscapeHeritage

Il Santuario Basilica della Madonna di Pietralba ("Wallfahrtsort Maria Weißenstein" in tedesco, "Santuarie de Baissiston" in ladino) si trova isolato, in ambiente montano (46,392° N, 11,413° E, 1520 metri s.l.m.). Inoltre da Pietralba può ammirare le catene delle Dolomiti: dal Catinaccio (Rosengarten in tedesco, perché fa riferimento all’Enrosadira che lo colora al tramonto), alla Marmolada, il Gran Vernel e il Latemar, certamente tra le più belle cime di questo complesso montagnoso, denominato Patrimonio naturale dell'Unesco (www.unesco.it). Ha fatto parte della diocesi di Trento fino al 1964, quando è passato alla diocesi di Bolzano -Bressanone; la parrocchia era quella di Nova Ponente/Deutschnofen fino a quando, nel 1900, è stata eretta la parrocchia di Monte San Pietro/Petersberg. Il Santuario Basilica è il più frequentato delle Alpi centrali, si stima che vi giungano 300.000 visitatori l’anno, provenienti soprattutto dal Tirolo, dalla Baviera, dal Trentino e dal Veneto, ma anche da altre regioni italiane e tedesche, dalla Francia, dal Belgio, dall’Ungheria. Nel 1988 è stato visitato anche da papa Giovanni Paolo IL La festa principale è la terza domenica di settembre (Addolorata). Nel primo secolo di vita del Santuario di Pietralba/Weißenstein la festa principale era la solennità dell’Assunta, il 15 agosto, e questa data continua a essere il giorno di maggior affluenza al luogo sacro. Ma le cose cambiarono a partire dal 1718, quando dal convento-madre di Innsbruck arrivarono i frati Servi di Maria. Questo Ordine ha come devozione specifica il culto verso l’Addolorata, la solennità di Maria presso la croce del Signore, la terza domenica di settembre. In tale occasione la venerata immagine in pietra bianca della Pietà viene tolta dalla nicchia dove normalmente è conservata e viene posta su un baldacchino, per esser trasportata in processione attraverso i prati e i boschi di Pietralba in una festa di popolo e di fedeli sempre nuova e affascinante. La celebrazione è presieduta normalmente da un vescovo o da un abate mitrato. La banda musicale del vicino paese di Monte San Pietro/Petersberg accompagna con musiche ritmate l’incedere della processione, mentre gli Schützen di Aldino/Aldein in costume portano il baldacchino con la statua della Madonna infiorato e addobbato a festa. Lungo sette stazioni, che corrispondono ai sette principali dolori della vita di Maria, viene pregata la ″Via Matris″ nelle lingue ufficiali della regione: tedesco, italiano e ladino. La processione si conclude con la benedizione solenne ai paesi e alle valli della regione. Il triduo pasquale (giovedì, venerdì, Sabato santo e Domenica di Pasqua) viene celebrato nel Santuario di Pietralba con solennità momento significativo è la celebrazione dell’«Ora della Madre», il Sabato santo, in cui si contemplano i dolori di Maria, rimasta “desolata” dopo la sepoltura del Figlio. L'immagine venerata a Pietralba è, infatti, la Pietà. Il giorno di Pasqua si canta solennemente il "Regina Coeli" per unirsi alla Madre che per prima vide il Figlio risorto dai morti. Altre occasioni festive: La prima domenica di novembre si celebra in Sudtirolo la ″Seelensonntag″, la domenica dei defunti. Il Movimento per la Vita di questa regione celebra dal 1980 una messa solenne nel Santuario della Madonna Addolorata di Pietralba per i bambini vittime dell’aborto e per le donne che hanno fatto questa esperienza. Da tutta la provincia di Bolzano giungono pellegrini in auto o in pullman per confessarsi e ottenere l’indulgenza plenaria nell’ottavario dei morti, per partecipare alla messa dedicata a questo scopo e per sostenersi a vicenda nella battaglia per affermare il valore della vita. Nel Sudtirolo le ultime domeniche d’avvento sono chiamate rispettivamente “Domenica d’argento”, la terza, e “Domenica d’oro”, la quarta. Dal 1997 il Club Alpino Italiano della Bassa Atesina (Egna/Neumarkt, Salorno/Salurn, Appiano/Eppan) ha realizzato l'iniziativa la “Camminata d’oro”, un pellegrinaggio a piedi da Laives a Pietralba/Weifenstein per trascorrere la giornata nella pace del Santuario, tra la neve, nella preghiera e celebrando una messa solenne. All’inizio i partecipanti erano poche decine; oggi sono varie centinaia, provenienti non solo dall’Alto Adige ma anche dal Trentino e dal Veneto. Il Santuario è stato elevato alla dignità di Basilica Minore il 4 giugno 1985. Il 24 novembre 2024 Mons. Ivo Muser, con decreto Prot. 2024/647, ha stabilito che la Basilica Madonna di Pietralba è Santuario Diocesano, a norma dei cann. 1230 e 1234 del C.J.C
santuario, diocesano, basilica minore, Madonna di Pietralba / Maria Weissenstein (XVI) 
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santuario diocesano, basilica minore 
Secondo la leggenda, la cui prima versione fu scritta intorno al 1600, l’origine del Santuario risale al 1553. Un certo Leonardo, contadino del maso Weizenstain, in seguito a una malattia si trovò a soffrire di turbe mentali che lo spingevano ad allontanarsi da casa: durante uno di questi deliri cadde in un dirupo, rimanendo miracolosamente incolume. Vide allora la Vergine, la quale gli promise la completa guarigione se egli avesse costruito una cappella in suo onore. Durante la costruzione (decisa nel luogo in cui era stato visto, nottetempo, un lume) Leonardo rinvenne la statua che divenne oggetto della devozione. Si tratta di una raffigurazione della Pietà in alabastro, alta 16 cm. Tale leggenda è trascritta su una tavola posta nell’interno della Basilica Santuario (1733). Il dato storico parla dell’esistenza sul posto, nel 1579, di una cappella di dedicazione mariana, che però secondo il parroco di Nova Ponente/Deutschnofen - che stese una relazione in occasione della visita pastorale di quell’anno - era ancora in costruzione e non ancora consacrata. Si rese presto necessaria la costruzione di un edificio di dimensioni maggiori, per cui la cappella primitiva (nella quale c’è oggi una copia settecentesca della statua venerata, in legno dipinto) fu incorporata in una chiesa più grande, costruita a partire dal 1638 da Anton Santa da Monte San Pietro/Petersberg su progetto dell’architetto Giovanni Battista Delai (completamento nel 1654, consacrazione nel 1673). Nel 1658 l’autorità diocesana giudicò veritieri i fatti che avevano portato alla nascita del luogo sacro, e i conti Khuen-Belasi fondarono un beneficio per il sostentamento di un sacerdote (secolare) stabile. Fin dal 1630 vi era sul posto anche una struttura ricettiva per i pellegrini, sostituita nel 1708 da un ampio “hospizio” divenuto poi l’Albergo di Pietralba. Lo stesso conte Matteo Khuen aveva pensato fin dal 1649 di favorire l’arrivo a Weißenstein dei Servi di Maria della provincia tirolese: tale insediamento fu però ostacolato dal parroco di Nova Ponente/Deutschnofen e dai canonici della cattedrale di Trento, per cui si dovette attendere fino al 1718, quando quattro religiosi dell’ordine dei Servi di Maria poterono fare ingresso nel santuario con l’approvazione di papa Clemente XI e dell’imperatore Carlo VI, il quale invitò tutti i suoi sudditi a venerare la “Vergine taumaturga di Pietralba”. Tra 1719 e 1722 fu costruito l’annesso imponente convento, disposto su due ali ai fianchi della chiesa. Nel 1727 e nel 1732 papa Innocenzo XII concesse ai Servi di Maria che operavano a Pietralba il permesso di assolvere i penitenti anche nei casi riservati, cosa che favorì ulteriormente l'afflusso dei pellegrini. Nel corso del XVIII secolo i Servi costruirono anche una chiesetta nel luogo in cui Leonardo, il fondatore, aveva vissuto come eremita; promossero il rinnovamento del luogo di culto in forme barocche, con gli affreschi di Joseph Adam Mölk (1753) e l’altare maggiore, con pala dell’Immacolata, di Johann Victor Platzer (1665-1708). Nel 1787 il Santuario fu soppresso per ordine dell’imperatore Giuseppe II. I Servi furono allontanati; il denaro e gli oggetti di valore furono confiscati; gli arredi liturgici venduti ad altre chiese. Il monastero e la chiesa furono messi all’asta, passarono per più proprietari e furono ridotti dapprima a magazzino e poi a luogo di villeggiatura, rischiando più volte la demolizione. Nel 1826 il vescovo di Trento espresse però il desiderio di veder rinascere il Santuario. La statua dell’Addolorata tornò a Pietralba/Weißenstein (oppure fu posta a Pietralba una copia della statua rimasta invece a Laives). I Servi di Maria ritornarono nel 1836 e si occuparono poi della cura d’anime anche nel villaggio di Monte San Pietro/Petersberg: quanto era stato disperso fu riacquistato e il santuario tornò al precedente splendore. La chiesa fu restaurata e ridipinta da Alphons Siber (gli affreschi del Mélk furono poi riscoperti nel 1977). Nel 1885 la statuetta posta sull’altar maggiore fu incoronata con un diadema di oro e brillanti dal vescovo Giovanni Giacomo Della Bona, alla presenza di oltre quindicimila pellegrini. Molti dei miracoli avvenuti tra XVII e XVII secolo (guarigioni, protezione e altro; alcuni casi di resurrezioni di bambini per il tempo necessario a ricevere il battesimo) sono stati registrati in raccolte a stampa (la prima nel 1722, l’ultima nel 1778); tra 1952 e 1970 sono state contate 197 “grazie”. Vi è una raccolta di ex voto composta da migliaia di pezzi (tavolette dipinte e oggetti di oreficeria, a partire dal 1826); parte di quelli più antichi sono andati distrutti nel 1787 quando il santuario fu soppresso. Oggi vengono conservati nella chiesa, nell’atrio d’ingresso, nei vicini corridoi. Non pochi sono stati portati da reduci, tornati incolumi dalle guerre: il Santuario fu meta di grandi pellegrinaggi il 27 settembre 1914 e il 14 giugno 1943 (Curzel Emanuele - Varanini Gian Maria, Madonna di Pietralba in "Santuari d’Italia Trentino Alto Adige/Südtirol", Roma, De Luca, 2012, pp. 190-192) 
I pellegrinaggi a piedi (tre ore da Laives, un’ora da Nova Ponente/Deutschnofen: i pellegrini usavano ascendere il ripido percorso portando con sé sassi in segno di penitenza) sono stati facilitati negli anni Sessanta del Novecento dalla costruzione del ponte di Aldino/Aldein, che permette un facile accesso anche con auto o pullman. - Pellegrinaggi al Santuario Basilica Madonna di Pietralba: - Pellegrinaggi di valle. Dalla val di Fassa: La terza domenica di maggio in val di Fassa non si celebra nessuna messa festiva, perché tutti i preti con i fedeli, i bambini della Prima comunione, della Cresima, gli ammalati e i gruppi giovanili si recano insieme alla Madonna di Pietralba/Weißenstein per celebrare una solenne messa e per recitare poi insieme, nel pomeriggio, il rosario per gli ammalati davanti al Santissimo esposto come a Lourdes. Si tratta di un pellegrinaggio ripreso dal 2000, ma che continua un’antica tradizione, risalente alle origini del luogo sacro (secolo XVI), quando “ex cuncta valle Fasciensi” ci si recava a Baissiston a piedi, compiendo due giorni di cammino. E il pellegrinaggio a piedi lo fanno ancora oggi, in quella domenica ma anche in altre occasioni, molti giovani fassani, seguendo l’antico tragitto attraverso il passo di Costalunga/Karer Pass e lungo il lago di Carezza/Karer See, fino a Nova Ponente/Deutschnofen e poi a Pietralba. - L’incontro dell'Azione Cattolica di Bolzano: Nell’ultima domenica di maggio gli iscritti all’Azione Cattolica della diocesi di Bolzano - ma un po’ tutti i cattolici di lingua italiana di questa diocesi pluriculturale e plurilingue - si recano al Santuario di Pietralba per una giornata di celebrazione, di preghiera e di giochi. È un momento d’incontro tra questi cattolici, altrimenti piuttosto dispersi sul territorio. Al sabato pomeriggio salgono a piedi da Laives i giovani, che preparano il pellegrinaggio del giorno seguente, e che alla sera si ritrovano in preghiera nel luogo sacro e poi dormono nei sacchi a pelo nei saloni della Casa della cultura. La domenica è caratterizzata dalla solenne celebrazione della messa all’aperto, seguita da giochi sui prati intorno al Santuario e dal pellegrinaggio all’eremo di Leonardo, dove visse colui che costruì la prima cappella. Questo pellegrinaggio risale agli anni Trenta del secolo scorso e ricevette un particolare impulso nell’epoca in cui era presidente dei giovani dell'Azione Cattolica Josef Mayr-Nusser, che poi morì martire nel 1945 per aver rifiutato di prestare giuramento a Hitler “per motivi di coscienza in quanto cristiano”. - Pellegrinaggi di valle. Il lunedì di Pentecoste, dalla val d’Ega e da Bolzano: Nella cronaca del convento di Pietralba/Weißenstein del 1756 si annota al Lunedì di Pentecoste: “Venit solita processio ex Steinegg” (arriva la solita processione da Collepietra). Ancor oggi quella “solita” processione si ripete ogni anno, nello stesso giorno, con lo stesso rito: le diverse parrocchie della val d’Ega (Collepietra/Steinegg, Cardano/Kardaun, Cornedo/Karneid, Ega/Eggen) giungono a piedi da Nova Ponente/Deutschnofen con i rispettivi parroci. I sacerdoti celebrano alle ore 9.00 all’altare della Madonna una messa solenne, accompagnata da un coro parrocchiale a turno ogni anno e, dopo la messa, ricevono una colazione nel refettorio del convento, mentre gli altri si ristorano nel bar dell’albergo Pietralba. Alle ore 10.30 puntualmente ripartono poi con lo stesso ordine per Nova Ponente/Deutschnofen. Il Lunedì di Pentecoste si svolge anche il pellegrinaggio della parrocchia del Duomo di Bolzano, con il decano della città che sale a piedi da Laives lungo il sentiero dei pellegrini: la “via classica” di pellegrinaggio nel Sudtirolo. È l'adempimento di un voto fatto dai bolzanini intorno al 1840 per aver ricevuto, per intercessione della Madonna di Pietralba/Weißenstein, la grazia di esser stati liberati dal colera. Ma il Lunedì di Pentecoste, giorno festivo in tutta la provincia di Bolzano, è in generale il giorno di pellegrinaggio soprattutto dei fedeli di lingua tedesca. - Pellegrinaggio del popolo Sinti: I nomadi in Italia si distinguono principalmente in Rom (la maggioranza, di religione prevalentemente islamica) e in Sinti (una consistente minoranza, prevalentemente cattolici). I Sinti di Bressanone e Bolzano organizzano ogni anno all’inizio di luglio un pellegrinaggio di tre giorni alla Madonna di Pietralba, invitando a prendervi parte loro compagni anche dal Friuli, dalla Toscana e dalla Lombardia. Si tratta dell'unico pellegrinaggio autonomo dei Sinti in Italia, non organizzato dai cappellani che si dedicano alla pastorale dei nomadi. Stanno accampati in roulotte nell’ampio parcheggio accanto al santuario e si ritrovano ogni sera pet pregare il rosario in una cappella a tenda che allestiscono tra gli alberi del bosco. Al secondo giorno viene celebrata per loro una messa all’altare della Madonna e al terzo giorno, come conclusione, fanno una processione intorno al santuario, al suono dei violini e delle chitarre, portando la statua della Madonna di Lourdes, l’immagine del beato Zefferino (il primo loro santo) e il quadro che custodiscono tra gli ex voto di Pietralba con una preghiera alla Madonna in lingua sinti e la foto di un carro trainato da cavalli. Gli anziani del luogo ricordano che questo pellegrinaggio veniva compiuto pure dai loro genitori e nonni, anche se allora dovevano accamparsi con tende in mezzo al bosco. - Pellegrinaggio all’eremo di Leonardo: Nel bosco, a un quarto d’ora di cammino da Pietralba/Weißenstein, si trova l’Eremo di Leonardo, luogo dove il veggente che sta all’origine del santuario cadde nel burrone. Qui egli ebbe l’apparizione della Madonna che gli chiedeva di costruire una cappella in suo onore e si ritirò come eremita al termine della sua vita. Vi si erano ritirati molti eremiti nel medioevo e lo stesso avrebbero fatto poi altri nei secoli successivi. Su quel suggestivo sperone di roccia, da cui si gode uno splendido panorama sulle Dolomiti, che fu forse anche un luogo di culti precristiani, si trovano oggi una cappella, due casette di eremiti e la grotta dove Leonardo ebbe l’apparizione. A quel luogo è tradizione che si compia un pellegrinaggio dalla chiesa-santuario il 10 agosto, festa di san Lorenzo. Negli ultimi decenni si usa compiere quel pellegrinaggio partendo dalla chiesa di Pietralba alle ore 17.00. Si percorre il sentiero nel bosco dove sono installate le sette stazioni della “Via Matris,” con la rappresentazione dei sette principali dolori di Maria, e poi si celebra una messa davanti alla cappella dell’eremo in memoria dei “defunti pietralbini”, per ricordare gli ospiti defunti più fedeli e più importanti dell’albergo Pietralba: dal cardinale Albino Luciani, poi papa, al professore dell’università di Padova Alberto Trabucchi, fino agli ospiti defunti nell’anno. - Pellegrinaggio delle Forze armate: Dall’anno 2000 i cappellani impegnati nella pastorale delle Forze armate del Trentino-Alto Adige organizzano un pellegrinaggio al Santuario di Pietralba che celebra l’unità dei vari corpi militari: alpini, carabinieri, guardie di finanza; ma anche l’unione nella vita e nella fede tra i sacerdoti, i militari e le loro famiglie. Insieme con i membri delle Forze armate in divisa ci sono infatti anche i familiari: mogli, figli, genitori, parenti che esprimono unitamente e festosamente la gioia di sentirsi cristiani. I comandanti, dai generali ai graduati subalterni, si uniscono nella preghiera e nella celebrazione, formando insieme con i soldati un’unica famiglia che esprime una libertà di rapporti altrimenti difficili da vivere. La messa è presieduta spesso dal vescovo castrense d’Italia. - Pellegrinaggio unitario dei ladini: I ladini delle cinque valli intorno al gruppo montuoso del Sella (Badia, Gardena, Fassa, Fodom/Livinallongo del Col di Lana e Ampezzo), oggi divisi amministrativamente tra Alto Adige/Südtirol, Trentino e Veneto, compiono dal 2000 un pellegrinaggio unitario alla Madonna di Pietralba/ Weißenstein nell’ultima domenica di settembre. L’organizzazione è affidata ogni anno a una vallata diversa, dalla quale viene il celebrante (solitamente il decano della valle), il coro e la banda musicale; ma vi partecipano anche le autorità civili e i fedeli delle altre valli. Il pellegrinaggio comincia con la Via Crucis che parte da Nova Ponente/Deutschnofen e sale al luogo sacro, seguendo le stazioni recentemente rinnovate a cura degli studenti dell’Istituto d’arte di Fassa. Continua con una processione unitaria, alla quale partecipano le autorità ladine e gli amministratori locali, le bandiere delle valli, i gruppi in costume, la banda e il coro; una processione che si reca all’interno della chiesa per l’omaggio floreale dei ladini alla Madonna di Pietralba. Segue, nel primo pomeriggio, la celebrazione della messa in lingua ladina. A conclusione c’è solitamente un incontro culturale, in cui si presenta qualche libro o una mostra fotografica sulla valle che ha organizzato il pellegrinaggio. - Pellegrinaggio da una valle trentina. I “Costumi Storici Cembrani” - Non è un pellegrinaggio antico: ma l’omaggio che il gruppo della val di Cembra rende alla Madonna di Pietralba la prima domenica di ottobre, la domenica del Rosario, si rifà alla tradizione dei vecchi che erano soliti recarsi almeno una volta l’anno alla Madonna Addolorata per invocare l’aiuto divino per sé e per la loro valle. Dal 2005 il gruppo dei “Costumi Storici Cembrani” ha ravvivato quella tradizione, compiendo la processione da Monte San Pietro/Petersberg, lungo il sentiero meditativo che si richiama ai sette giorni della creazione, fino al santuario; entrando in chiesa, canta un omaggio alla Madonna e recita una preghiera speciale alla Beata Vergine. Dopo questo rito introduttivo, il parroco del loro paese celebra la messa, accompagnata dai canti del coro “La Valle”, un coro di rara perfezione musicale (Pacchin Lino, La vita di un santuario all’inizio del XXI secolo. Pellegrinaggi e forme di devozione popolare al santuario della Madonna di Pietralba/Maria Weissenstein in "Santuari d’Italia Trentino Alto Adige/Südtirol", a cura di Curzel Emanuele, Varanini Gian Maria, Roma, De Luca, 2012, pp. 166-175) 
Il Santuario Basilica della Madonna di Pietralba ("Wallfahrtsort Maria Weißenstein" in tedesco, "Santuarie de Baissiston" in ladino) si trova isolato, in ambiente montano (46,392° N, 11,413° E, 1520 metri s.l.m.). Inoltre da Pietralba può ammirare le catene delle Dolomiti: dal Catinaccio (Rosengarten in tedesco, perché fa riferimento all’Enrosadira che lo colora al tramonto), alla Marmolada, il Gran Vernel e il Latemar, certamente tra le più belle cime di questo complesso montagnoso, denominato Patrimonio naturale dell'Unesco (www.unesco.it). Ha fatto parte della diocesi di Trento fino al 1964, quando è passato alla diocesi di Bolzano -Bressanone; la parrocchia era quella di Nova Ponente/Deutschnofen fino a quando, nel 1900, è stata eretta la parrocchia di Monte San Pietro/Petersberg. Il Santuario Basilica è il più frequentato delle Alpi centrali, si stima che vi giungano 300.000 visitatori l’anno, provenienti soprattutto dal Tirolo, dalla Baviera, dal Trentino e dal Veneto, ma anche da altre regioni italiane e tedesche, dalla Francia, dal Belgio, dall’Ungheria. Nel 1988 è stato visitato anche da papa Giovanni Paolo IL La festa principale è la terza domenica di settembre (Addolorata). Nel primo secolo di vita del Santuario di Pietralba/Weißenstein la festa principale era la solennità dell’Assunta, il 15 agosto, e questa data continua a essere il giorno di maggior affluenza al luogo sacro. Ma le cose cambiarono a partire dal 1718, quando dal convento-madre di Innsbruck arrivarono i frati Servi di Maria. Questo Ordine ha come devozione specifica il culto verso l’Addolorata, la solennità di Maria presso la croce del Signore, la terza domenica di settembre. In tale occasione la venerata immagine in pietra bianca della Pietà viene tolta dalla nicchia dove normalmente è conservata e viene posta su un baldacchino, per esser trasportata in processione attraverso i prati e i boschi di Pietralba in una festa di popolo e di fedeli sempre nuova e affascinante. La celebrazione è presieduta normalmente da un vescovo o da un abate mitrato. La banda musicale del vicino paese di Monte San Pietro/Petersberg accompagna con musiche ritmate l’incedere della processione, mentre gli Schützen di Aldino/Aldein in costume portano il baldacchino con la statua della Madonna infiorato e addobbato a festa. Lungo sette stazioni, che corrispondono ai sette principali dolori della vita di Maria, viene pregata la ″Via Matris″ nelle lingue ufficiali della regione: tedesco, italiano e ladino. La processione si conclude con la benedizione solenne ai paesi e alle valli della regione. Il triduo pasquale (giovedì, venerdì, Sabato santo e Domenica di Pasqua) viene celebrato nel Santuario di Pietralba con solennità momento significativo è la celebrazione dell’«Ora della Madre», il Sabato santo, in cui si contemplano i dolori di Maria, rimasta “desolata” dopo la sepoltura del Figlio. L'immagine venerata a Pietralba è, infatti, la Pietà. Il giorno di Pasqua si canta solennemente il "Regina Coeli" per unirsi alla Madre che per prima vide il Figlio risorto dai morti. Altre occasioni festive: La prima domenica di novembre si celebra in Sudtirolo la ″Seelensonntag″, la domenica dei defunti. Il Movimento per la Vita di questa regione celebra dal 1980 una messa solenne nel Santuario della Madonna Addolorata di Pietralba per i bambini vittime dell’aborto e per le donne che hanno fatto questa esperienza. Da tutta la provincia di Bolzano giungono pellegrini in auto o in pullman per confessarsi e ottenere l’indulgenza plenaria nell’ottavario dei morti, per partecipare alla messa dedicata a questo scopo e per sostenersi a vicenda nella battaglia per affermare il valore della vita. Nel Sudtirolo le ultime domeniche d’avvento sono chiamate rispettivamente “Domenica d’argento”, la terza, e “Domenica d’oro”, la quarta. Dal 1997 il Club Alpino Italiano della Bassa Atesina (Egna/Neumarkt, Salorno/Salurn, Appiano/Eppan) ha realizzato l'iniziativa la “Camminata d’oro”, un pellegrinaggio a piedi da Laives a Pietralba/Weifenstein per trascorrere la giornata nella pace del Santuario, tra la neve, nella preghiera e celebrando una messa solenne. All’inizio i partecipanti erano poche decine; oggi sono varie centinaia, provenienti non solo dall’Alto Adige ma anche dal Trentino e dal Veneto. Il Santuario è stato elevato alla dignità di Basilica Minore il 4 giugno 1985. Il 24 novembre 2024 Mons. Ivo Muser, con decreto Prot. 2024/647, ha stabilito che la Basilica Madonna di Pietralba è Santuario Diocesano, a norma dei cann. 1230 e 1234 del C.J.C 
Madonna di Pietralba / Maria Weissenstein 
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proprietà Ente religioso cattolico 

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