centro storico, collinare, Vallo della Lucania, Castrum Cornutum (denominazione originaria), Vallo di Novi (denominazione storica, XVIII sec.), Vallo (denominazione storica, fino al 1862/12/14) (metà XV)
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Vallo della Lucania, Castrum Cornutum (denominazione originaria), Vallo di Novi (denominazione storica, XVIII sec.), Vallo (denominazione storica, fino al 1862/12/14)
centro storico, collinare, Vallo della Lucania, Castrum Cornutum (denominazione originaria), Vallo di Novi (denominazione storica, XVIII sec.), Vallo (denominazione storica, fino al 1862/12/14) (metà XV)
centro storico, collinare, Vallo della Lucania, Castrum Cornutum (denominazione originaria), Vallo di Novi (denominazione storica, XVIII sec.), Vallo (denominazione storica, fino al 1862/12/14) (metà XV)
Centro collinare sviluppatosi a cavallo fra il basso Medioevo e l'epoca rinascimentale. Abbonda di testimonianze artistiche ed architettoniche quali la Cattedrale di S. Pantaleone del XVII secolo, e la Cattedrale di S. Maria delle Grazie del XVI secolo. In piazza Vittorio Emanuele si conserva intatto il porticato con colonne doriche in pietra. Nel Palazzo Vescovile ha sede il Museo Diocesano che ospita oggetti del patrimonio artistico culturale dell'intero territorio diocesano di Vallo della Lucania
centro storico collinare
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Il nome originario di Vallo della Lucania era Castrum Cornutum, infatti i suoi fondatori provenivano da Cornutum, città della Dalmazia, da dove giunsero nel IX secolo. La loro presenza è testimoniata in documenti risalenti al 1052 ritrovati nella badia di Cava, in cui si parla del "casale dei Cornuti" come residenza ufficiale di un funzionario longobardo. La località, già in età greca, era un nodo viario di grande importanza strategica. È certo, comunque, che verso la metà del X secolo la località fu raggiunta da monaci italo-greci. Anticamente comprendeva due Casali, Spio e Cornuti, divisi da un fiume e da due ponti. Fino al XVI sec. fu di modeste dimensioni ed infatti la popolazione contava appena trecento unità; a metà del XV secolo iniziò a svilupparsi e raggiunse un margine di sviluppo sul finire del XV sec., quando passò sotto il dominio della Santa Casa dell’Annunziata di Napoli. Fu feudo dei Sanseverino e, dall'inizio del sec. XVII, dei duchi di Monteleone; in seguito, appartenne agli Zattari e ai Mastrillo. Nel XVIII sec. il paese cambiò nome in Vallo di Novi e fu proprio in quell'epoca che raggiunse il massimo della prosperità e ricchezza grazie all'industria della seta e dalla concia del cuoio; nello stesso periodo divenne importante centro di cultura, soprattutto per merito del clero. Nel 1808 per volere di Gioacchino Murat i Casali di Massa, Angellara e Pattano furono annessi al Comune di Vallo; con Regio Decreto dell’8 novembre 1828, anche Novi Velia, Moio della Civitella e Cannalonga vennero aggregati a Vallo, cessando di essere comuni autonomi. Con il terremoto del 1980 furono notevolmente danneggiati diversi edifici monumentali, fra cui la settecentesca cattedrale di S. Pantaleone, la chiesa di S. Filadelfio e l’episcopio
Centro collinare sviluppatosi a cavallo fra il basso Medioevo e l'epoca rinascimentale. Abbonda di testimonianze artistiche ed architettoniche quali la Cattedrale di S. Pantaleone del XVII secolo, e la Cattedrale di S. Maria delle Grazie del XVI secolo. In piazza Vittorio Emanuele si conserva intatto il porticato con colonne doriche in pietra. Nel Palazzo Vescovile ha sede il Museo Diocesano che ospita oggetti del patrimonio artistico culturale dell'intero territorio diocesano di Vallo della Lucania
Vallo della Lucania Castrum Cornutum (denominazione originaria) Vallo di Novi (denominazione storica, XVIII sec.) Vallo (denominazione storica, fino al 1862/12/14)
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centro storico collinare