centro storico, collinare, Grottaglie, Casale Cryptalearum (denominazione storica) (seconda metà X)
https://w3id.org/arco/resource/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1600365416 an entity of type: ArchitecturalOrLandscapeHeritage
Grottaglie, Casale Cryptalearum (denominazione storica)
centro storico, collinare, Grottaglie, Casale Cryptalearum (denominazione storica) (seconda metà X)
centro storico, collinare, Grottaglie, Casale Cryptalearum (denominazione storica) (seconda metà X)
Centro di pianura, di origini medievali. Tra le emergenze culturali figurano la chiesa madre dedicata a San Ciro (sec. XI-XII); la chiesa del Carmine; il castello Episcopio, fortezza medievale eretta nel sec. XIV, più volte rimaneggiata, che ospita in un'ala il Museo della Ceramica. Vicino al castello si trova il suggestivo quartiere delle fabbriche di ceramica, detto li cammen’re (“i camini”), con giare e anfore accatastate, dal Cinquecento in avanti, nelle vie e sui tetti delle abitazioni. Delle antiche mura, se si eccettuano dei ruderi in prossimità del castello, restano pochi reperti, essendo state completamente abbattute
centro storico collinare
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Dal XII sec. tutta l’Italia meridionale è normanna e forma il suo regno sotto i più rigorosi principi del feudalesimo. Grottaglie non fa eccezione. Non conosciamo precisamente l'estensione del casale in questo periodo, tuttavia, l'insediamento "Casale Cryptalearum", doveva coincidere pressappoco con l’attuale centro storico. Sorgeva in un’area che si estendeva tra due solchi vallivi attualmente scomparsi quelli di Sant’Elia e San Giorgio, oggi rispettivamente occupati dalle arterie stradali di Via Ennio - Via Sant’Elia e di Via Crispi, i cui spalti presentano ancora oggi tracce di una frequentazione di età medievale. I dati a disposizione indicano la presenza di un abitato in parte ipogeo in parte subivo, la cui posizione privilegiata dal punto di vista difensivo, ha determinato il successo del casale negli ultimi secoli del medioevo. Da un diploma di Ruggero I del 1133 si rivela che Grottaglie fu ceduta con tutto il territorio dipendente e con i suoi casali di Salete e Misucuro alla mensa arcivescovile di Taranto. In seguito, sotto il dominio degli angioini, i casali limitrofi si aggregarono a Grottaglie per maggiore sicurezza. Sebbene le fonti diventino sensibilmente più copiose a partire dalla conquista normanna, la storiografia, pur con posizioni articolate e differenziate, tende a collocare la nascita dei villaggi rurali del territorio grottagliese, a partire dal X secolo d.C. Grottaglie, sorta così dalla riunione degli abitanti dei casali di Salete, Casalpiccolo, S. Vittore, Termineto e Mannaio, in poco tempo si vide notevolmente ingrandita e quindi per maggior sicurezza, sentì la necessità di fortificarsi e di conseguenza costruire una cinta muraria a difesa della città. A partire dal XIV secolo infatti il casale inizia ad assumere un volto urbano: non si conosce la datazione precisa della cinta muraria, ma la fase di fortificazione è da inquadrare nel più ampio contesto dei lavori promossi da Giacomo d’Atri (1354-1381). Il Castello Episcopio inizialmente doveva essere una semplice residenza di campagna dei vescovi tarantini, una tipica masseria-fortezza, così comune in Puglia a quei tempi. In seguito alla fortificazione della città e alla necessità di dotarla di un ampio presidio militare, anche il castello fu ampliato e venne a far parte integrante della cinta muraria. Diventava in questo modo il principale elemento di riferimento di tutto il sistema della fortificazione, vista la sua ubicazione strategica, nel punto più elevato della città, ed essendo munito di una maestosa torre maestra in muratura che funzionava da osservatorio dalla piana sottostante e dei terreni limitrofi a monte. L’ingresso avveniva attraverso tre porte aperte nelle antiche mura: la prima denominata Porta Sant’Angelo situata a nord-ovest dell’abitato, la seconda Porta Sant’Antonio al limite sud-ovest, ed infine la terza, Porta San Giorgio o (Porta Castello), posta a monte dell’abitato, al limite est. Lo sviluppo edilizio della città storica, a partire dal XVI secolo, avvenne entro il circuito murario trecentesco, assumendo la forma di un rettangolo, con il suo asse maggiore disposto da nord-ovest a sud-est. Nel corso del Cinquecento vennero fondati diversi conventi e monasteri: nel 1520 giunsero i frati Carmelitani, seguiti nel 1536 dai Minimi o Paolotti e, qualche anno dopo, dai Cappuccini. I religiosi edificarono conventi e chiese di grandi dimensioni e ricche di opere d'arte, nei quali abitarono frati e monache stimati per cultura e santità di vita. Il XVII secolo conobbe anni di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola. In un clima di disorientamento politico generale si fa strada il nascente fenomeno del brigantaggio; queste vicende accompagnarono la prima espansione urbana "fuori le mura", fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d'Italia
Centro di pianura, di origini medievali. Tra le emergenze culturali figurano la chiesa madre dedicata a San Ciro (sec. XI-XII); la chiesa del Carmine; il castello Episcopio, fortezza medievale eretta nel sec. XIV, più volte rimaneggiata, che ospita in un'ala il Museo della Ceramica. Vicino al castello si trova il suggestivo quartiere delle fabbriche di ceramica, detto li cammen’re (“i camini”), con giare e anfore accatastate, dal Cinquecento in avanti, nelle vie e sui tetti delle abitazioni. Delle antiche mura, se si eccettuano dei ruderi in prossimità del castello, restano pochi reperti, essendo state completamente abbattute
Grottaglie Casale Cryptalearum (denominazione storica)
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centro storico collinare