Contenitore rettangolare con coperchio, per contenere coni o cialde per il gelato, STRUMENTI E ACCESSORI
https://w3id.org/arco/resource/DemoEthnoAnthropologicalHeritage/0500714257-1 an entity of type: CulturalPropertyComponent
Contenitore rettangolare con coperchio, per contenere coni o cialde per il gelato, bene complesso/ serie
Contenitore rettangolare con coperchio, per contenere coni o cialde per il gelato, STRUMENTI E ACCESSORI
Contenitore rettangolare con coperchio, per contenere coni o cialde per il gelato, STRUMENTI E ACCESSORI
Contenitore rettangolare in metallo e vetro con coperchio incernierato
Contenitore rettangolare con coperchio (per contenere coni o cialde per il gelato, bene complesso/ serie)
00714257
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0500714257
L’oggetto fa parte di una piccola raccolta della famiglia di gelatieri De Pellegrin-Fontanella originari di due frazioni della Val di Zoldo: Fornesighe e Astragal. Gli oggetti sono stati usati da familiari e amici che condividevano lo stesso lavoro. Sono stati utilizzati sia da Camillo De Pellegrin, nel corso della sua doppia attività di gelatiere e di venditore ambulante di caldarroste dette #scòti#, sia da un suo amico, di cui si ricorda il cognome, Giacomel, che lavorava anche lui a Monza come gelatiere. Nello specifico il bene inventariato è un contenitore rettangolare in vetro e metallo che conteneva solitamente cialde o coni per servire il gelato. Il contenitore veniva di solito posizionato sul lato superiore del carretto. Era parte integrante della dotazione base di un carretto per la vendita di gelato ambulante ambulante appartenente al Sig. Giacomel.Le testimonianze raccolte sul luogo riportano che Camillo De Pellegrin a Monza aveva affittato un locale per depositare i suoi carretti (sia quello per la vendita delle castagne, sia quello per i gelati d’estate e altri oggetti e strumenti connessi alla sua doppia attività) e che anche il Sig. Giacomel lasciava in quel deposito il suo carretto e accessori. In seguito alla scomparsa di quest’ultimo, gli oggetti sono stati affidati alla famiglia De Pellegrin. Camillo De Pellegrin era il suocero della Sig.ra Liliana Fontanella, ex gelatiera, che attualmente conserva e custodisce gli oggetti nella sua abitazione. Il carretto del sig. De Pellegrin è attualmente di proprietà del nipote, gelatiere in Germania. Quello del Sig. Giacomel è rimasto a Belluno. Durante il trasferimento di entrambi da Monza alcuni oggetti sono stati riposti nella cassa contenitore e non è possibile stabilire con assoluta certezza se uno specifico accessorio (es. dosatore/porzionatore per il gelato) fosse appartenuto a un gelatiere piuttosto che all’altro: le ricerche sul campo e le informazioni raccolte nella famiglia non precisano in modo inequivocabile il dato ma hanno evidenziato che, molto probabilmente, entrambi i carretti avevano un equipaggiamento simile e quindi è possibile, con attendibilità, collocare alcuni accessori come parte integrante della dotazione standard di un carretto di questa tipologia e quindi anche del carretto inventariato. Alcuni oggetti erano avvolti in carta di giornale datata 1961, anno del probabile ultimo utilizzo degli stessi prima della pausa invernale. L’oggetto inventariato permette di riportare una serie di testimonianze emerse dalla ricerca di campo che riguardano un aspetto legato al gelato e al suo consumo: l’uso di un supporto edibile. La storia della sua invenzione è caratterizzata da molte rivendicazioni di paternità, da brevetti depositati o meno, da narrazioni più o meno documentate. Indipendentemente dall’effettiva paternità (l’uso di supporti edibili per il gelato è attestato in alcuni libri di già nell’Ottocento come quello di Agnes Marshall), l’esigenza di un contenitore edibile per il gelato molto probabilmente aleggiava tra gli addetti ai lavori da diverso tempo, ispirato da altre ricette dal campo pasticceria (cialde, wafer con creme…). Il proliferare di varie versioni in un periodo di tempo così ristretto (1902-1904 Antonio Valvona, Italo Marchioni da una frazione di Vodo di Cadore, Hernst Hamwi) testimonia un grande fermento tra i detentori, che stavano, come in altri mestieri artigianali, sperimentando, captando quello che stava succedendo nel loro campo e cosa ricercava il consumatore. La controversa storia sulla nascita del cono edibile evidenzia un ulteriore aspetto: l’invenzione del cono rispose, in un periodo storico preciso, all’esigenza di trovare una soluzione pratica e funzionale a diverse problematiche del gelatiere. Tra queste vi era non solo la necessità di realizzare un contenitore commestibile che permettesse al cliente di non rimanere vicino al carretto o alla gelateria, rendendo la sua esperienza più gradevole e pratica, ma di trovare qualcosa di economico che sostituisse la fragilità e i costi elevati del vetro, della ceramica, che garantisse una maggior sicurezza igienica (le tazzine, i bicchieri, le ciotole dovevano essere lavate dopo il consumo o in alternativa si usava carta o foglie come supporto), di diminuire il peso da portare nei carretti e aumentare le possibilità di vendita. I dati di campo sono stati raccolti da Claudia Cottica durante la ricerca etnografica condotta nel 2020-2021 per il Comune di Val di Zoldo-Progetto Museo del Gelato e dei Gelatieri
Contenitore rettangolare in metallo e vetro con coperchio incernierato
Contenitore rettangolare con coperchio
Belluno (BL)
0500714257-1
contenitore rettangolare con coperchio per contenere coni o cialde per il gelato
proprietà privata
materiali vari
tecniche varie