Festa di Sant'Antonio Abate, FESTA-CERIMONIA; SAPERI; TECNICHE

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Festa di Sant'Antonio Abate, Accensione del #torcione#, bene complesso/ parte componente
Festa di Sant'Antonio Abate, FESTA-CERIMONIA; SAPERI; TECNICHE 
Festa di Sant'Antonio Abate, FESTA-CERIMONIA; SAPERI; TECNICHE 
Un elemento caratteristico della Festa di Sant’Antonio Abate a Collelongo, almeno nella sua veste attuale (che si può far risalire al secondo Novecento), è il #torcione#, una grande catasta di legna dalla forma troncoconica capovolta, che viene preparata nei giorni tra Natale e Sant’Antonio e poi accesa la sera del 16 gennaio. Attualmente in paese si realizzano due #torcioni#, uno in Piazza Ara dei Santi, davanti alla Chiesa dei Caduti, e l’altro in piazza Libertà, nei pressi della Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova; un terzo #torcione#, più piccolo, viene allestito fuori dal paese, nei pressi della collina di Sant’Antonio (fra Collelongo e Amplero, ad alcuni chilometri di distanza in direzione Est rispetto all’abitato di Collelongo), accanto alla cappella votiva dedicata al santo. I #torcioni# sono costituiti da un’intelaiatura di metallo a forma di cono rovesciato, dentro la quale vengono disposti parti di tronchi e rami di quercia e faggio, in forma ordinata, dall’esterno verso l’interno e per tutta la lunghezza della struttura. La sommità del #torcione# viene ricoperta con un grosso telo impermeabile fino al pomeriggio del 16 gennaio, per far sì che la legna non prenda troppa umidità. L’accensione ha luogo alla presenza del parroco, che procede alla benedizione, intorno alle 18 del 16 gennaio; subito dopo aver presieduto all’accensione dei #torcioni# in paese, il parroco si reca fuori dalla cappella votiva dedicata a Sant’Antonio per assistere all’accensione dell’ultimo #torcione# e impartire la benedizione al fuoco. I #torcioni# bruciano tutta la notte, fino all’alba; il giorno della festa di Sant’Antonio l’area su cui è stato acceso il #torcione# accoglie solo la brace residua del fuoco 
Festa di Sant'Antonio Abate (bene complesso/ parte componente) 
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Le fonti orali e scritte (si veda ASSOCIAZIONE LA CUTTORA 2015) rilevano che l’uso di allestire il #torcione# per Sant’Antonio è invalso a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale; in passato, infatti, il #torcione# veniva realizzato esclusivamente per la notte di Natale, mentre in occasione della festa di Sant’Antonio si allestivano dei falò (detti localmente #favore#) fuori dal paese, principalmente ad opera dei pastori che rientravano dagli stazzi di Amplero per rendere omaggio al santo. È ancora in funzione la tradizione di allestire il #favore# per l’Immacolata Concezione (la sera del 7 dicembre, in Piazza Ara dei Santi e in Piazza San Rocco) e per la sera della vigilia di Natale (all’entrata meridionale del paese) 
Il #torcione# è sorretto da una struttura metallica all’interno della quale si dispongono tronchi e rami di quercia e faggio, in modo tale che la parte più esterna appaia come una grande fiaccola di legno; in passato si realizzava scavando un unico grande tronco, che veniva aperto e lavorato, poi riempito di legna. Negli ultimi anni oltre al #torcione# si realizzano delle #torcette# che vengono portate in processione dai bambini la sera del 16 gennaio (e anche la sera di Natale); queste torcette sono preparate tramite la torsione di un tronco giovane di quercia (roverella o cerro) o di carpine; il legno, avvolto su sé stesso, progressivamente si sfibra e in questo modo può essere aperto ad una estremità, che assume la forma di un cono rovesciato, poi stretta con un filo di ferro. All’interno di questa apertura vengono poi sistemati altri piccoli pezzi di legno che aiuteranno l’accensione. Il corteo dei bambini con le #torcette# apre la processione la sera del 16 gennaio 
Un elemento caratteristico della Festa di Sant’Antonio Abate a Collelongo, almeno nella sua veste attuale (che si può far risalire al secondo Novecento), è il #torcione#, una grande catasta di legna dalla forma troncoconica capovolta, che viene preparata nei giorni tra Natale e Sant’Antonio e poi accesa la sera del 16 gennaio. Attualmente in paese si realizzano due #torcioni#, uno in Piazza Ara dei Santi, davanti alla Chiesa dei Caduti, e l’altro in piazza Libertà, nei pressi della Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova; un terzo #torcione#, più piccolo, viene allestito fuori dal paese, nei pressi della collina di Sant’Antonio (fra Collelongo e Amplero, ad alcuni chilometri di distanza in direzione Est rispetto all’abitato di Collelongo), accanto alla cappella votiva dedicata al santo. I #torcioni# sono costituiti da un’intelaiatura di metallo a forma di cono rovesciato, dentro la quale vengono disposti parti di tronchi e rami di quercia e faggio, in forma ordinata, dall’esterno verso l’interno e per tutta la lunghezza della struttura. La sommità del #torcione# viene ricoperta con un grosso telo impermeabile fino al pomeriggio del 16 gennaio, per far sì che la legna non prenda troppa umidità. L’accensione ha luogo alla presenza del parroco, che procede alla benedizione, intorno alle 18 del 16 gennaio; subito dopo aver presieduto all’accensione dei #torcioni# in paese, il parroco si reca fuori dalla cappella votiva dedicata a Sant’Antonio per assistere all’accensione dell’ultimo #torcione# e impartire la benedizione al fuoco. I #torcioni# bruciano tutta la notte, fino all’alba; il giorno della festa di Sant’Antonio l’area su cui è stato acceso il #torcione# accoglie solo la brace residua del fuoco 
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Festa di Sant'Antonio Abate 

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