Saitta (Trottola, Giocattolo, STRUMENTI E ACCESSORI/ LUDICI) - Produzione artigianale
https://w3id.org/arco/resource/DemoEthnoAnthropologicalHeritage/1900383324 an entity of type: DemoEthnoAnthropologicalHeritage
Trottola, Giocattolo, bene semplice
Saitta (Trottola, Giocattolo, STRUMENTI E ACCESSORI/ LUDICI) - Produzione artigianale
Saitta (Trottola, Giocattolo, STRUMENTI E ACCESSORI/ LUDICI) - Produzione artigianale
post 1951-ante 1975
Trottola di forma pressochè conica, con tre scanalature concentriche sulla superficie, punta di ferro infissa nell'estremità e peduncolo in legno nell'altra estremità. Sulla superficie, decorazione a motivo geometrico
Saitta (Trottola, bene semplice)
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I sinonimi di trottola “SAITTA” chiamata comunemente così a Palazzolo Acreide e sull’area Iblea, sono diversi a seconda dei paesi della Sicilia: TROTTULA o TORTULA ad Agrigento, COCULA ad Erice; RUMMULU a Riesi e a Pietraperzia; TUPPETTU a Siracusa, Catania, Giarre, Messina. Questo oggetto fa parte della serie di giocattoli che avevano, oltre alla funzione di far giocare, anche una funzione pedagogica. Servivano infatti, per preparare i piccoli a quelli che si ritenevano fossero i loro futuri compiti. sono giocattoli socialmente connotati e definiscono, nella destinazione e nell'uso, i ruoli che si ritenevano appropriati ai due sessi nella vita adulta. Tutti gli oggetti afferenti alla sfera della casa, erano destinati alle bambine. Quelli afferenti l'"esterno", ai bambini
83017
Trottola di forma pressochè conica, con tre scanalature concentriche sulla superficie, punta di ferro infissa nell'estremità e peduncolo in legno nell'altra estremità. Sulla superficie, decorazione a motivo geometrico
restauro
Saitta
Palazzolo Acreide (SR)
1900383324
trottola giocattolo
proprietà Stato
legno
forgiatura
metallo/ ferro
taglio, levigatura, tornitura
Il falegname, preso un pezzo di legno di forma quadrata, lo sagomava e lo lavorava al tornio dandogli una forma pressoché conica, creando poi, nella parte più larga, scanalature concentriche. Successivamente, con l’ausilio di una sorta di tappo di legno SPINA, l’artigiano praticava sempre al tornio, nella estremità opposta, un foro, avendo cura di farlo col massimo della precisione, perfettamente al centro, perché al suo interno doveva essere alloggiata e infissa la punta di ferro PIZZU, realizzata dal fabbro. Il fabbro ferraio, preso un pezzo di ferro lo scaldava nella forgia, poi lo batteva sull’incudine facendogli assumere una forma appuntita