cuddaru ri piecura (collare, per ovini e caprini, STRUMENTI E ACCESSORI/ AGRO-SILVO-PASTORALI) by (attribuito) - Area della Sicilia Orientale

https://w3id.org/arco/resource/DemoEthnoAnthropologicalHeritage/1900384757 an entity of type: DemoEthnoAnthropologicalHeritage

collare, per ovini e caprini, bene semplice
cuddaru ri piecura (collare, per ovini e caprini, STRUMENTI E ACCESSORI/ AGRO-SILVO-PASTORALI) by (attribuito) - Area della Sicilia Orientale 
cuddaru ri piecura (collare, per ovini e caprini, STRUMENTI E ACCESSORI/ AGRO-SILVO-PASTORALI) di (attribuito) - Area della Sicilia Orientale 
post 1941-post 1960 
Collare formato da una stretta fascia di legno ricurva con due fori speculari a ca. cm 7 dalle estremità. Privo di campanaccio, il collare presenta su un lato, decorazioni ad intaglio con motivi a fiori con gambo e foglie; sull'altro una casetta stilizzata in cima alla quale si sviluppa un fiore su stelo 
cuddaru ri piecura (collare, bene semplice) 
360/5 
00384757 
69 
19 
1900384757 
48 A 98 78 3 
83182/5 
Collare formato da una stretta fascia di legno ricurva con due fori speculari a ca. cm 7 dalle estremità. Privo di campanaccio, il collare presenta su un lato, decorazioni ad intaglio con motivi a fiori con gambo e foglie; sull'altro una casetta stilizzata in cima alla quale si sviluppa un fiore su stelo 
restauro, pulitura 
cuddaru ri piecura 
Palazzolo Acreide (SR) 
1900384757 
collare per ovini e caprini 
proprietà Stato 
decorticatura, taglio, incisione, curvatura, intaglio 
legno/ Gelso nero 
Artigianale: dopo aver scelto e tagliato in periodo opportuno (cioè quando l’albero non è in vegetazione) il legno che serve per la realizzazione dell’oggetto, esso viene ridotto in listelli di ca. cm 8/12 e spessi cm. 2. Successivamente, il listello viene immerso nell’acqua calda o nel siero caldo della ricotta per poterlo curvare ad arco sesto. Per mantenere la curvatura, gli estremi del listello vengono legati con un laccio per diversi giorni. Nell’attesa che il legno prenda la forma curva, il pastore si diletta ad intagliare la superficie. Ultimato il lavoro nella parte in legno, si inserisce l'asse in ferro nei fori speculari e vi si appende il campanaccio. Campanaccio - Il calderaio, tagliava il foglio metallico tramite le cesoie ("forfici"); per realizzare la campana, saldava i bordi tra loro e all‘interno, "impernava", tramite una asticella di ferro, il cosiddetto "battagghiu" per il suono. Per consentire una maggiore resistenza alla parte saldata, l’oggetto veniva posto sulla fucina e scaldato sul fuoco. Subito dopo, si immergeva in un secchio d’acqua fredda per togliere ogni impurità e si rifiniva, lisciandolo con l’apposita spazzola 

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