CALICE, opera isolata by Ignoto argentiere G. C (secondo quarto sec. XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100087770 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
CALICE, opera isolata
CALICE, opera isolata di Ignoto argentiere G. C (secondo quarto sec. XIX)
CALICE, opera isolata by Ignoto argentiere G. C (secondo quarto sec. XIX)
post 1825-ante 1849
Piede a sezione circolare; bordo liscio; fascia con profilo filettato formata da motivo continuo di foglie dentellate lavorate a cesello. Il rimanente della superficie è liscia. Anello di raccordo filettato; fusto con nodo rotondo ornato da corolle di fiori e foglie a rilievo; nella parte inferiore del fusto sono incise foglie lanceolate stilizzate. Sottocoppa con foglie lanceolate a rilievo, alterntate ad elementi vegetali; profilo modinato; coppa dorata internamente ed esternamente
CALICE (opera isolata)
188 D.C./ 214
2020/ 188 D.C
00087770
01
0100087770
L'oggetto risulta indicato negli inventari patrimoniali della Cappella della SS. Sindone a partire dal 1911 e non sono stati rintracciati documenti che permetteno di specificare il preciso momento in cui entrò a far parte del gruppo di suppellettili sacre di dotazione di tale importante sede di culto, né se, pur rimanendo nell'ambito dell'argenteria prodotta su istanza della corte sabauda, sia stato commissionato espressamente per tale sede. La presenza dei punzoni visibili sulla coppa e sul bordo del piede, ovvero quello del I titolo dell'argento e quello distintivo, per tale valore, della Zecca di Torino, in vigore dal 1824 all'unità d'Italia, permettono di ipotizzare una datazione al secondo quarto dell'Ottocento, cfr. A. Bargoni, Mastri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo, Torino, 1976, pp. 15-18, tav. XII. Durante il regno di Carlo Felice (Torino,1765-1831), infatti, venne emanato un nuovo regolamento, basato sul sistema metrico decimale, che abolì il ruolo dell'assaggiatore, introducendo l'uso, oltre che del punzone attestante la qualità della lega, anche di quello distintivo dell'Ufficio del Marchio, fatto che permette di affermare che l'opera sia stata prodotta da un argentiere torinese, purtroppo non identificabile nei repertori noti, ma ripetutamente attivo per argenterie attualmente conservate presso la Cappella della SS. Sindone. Tale datazione è confermata dalla presenza di motivi decorativi di gusto classicista, resi, tuttavia, grazie alla qualità della cesellatura, con estrema abilità ed intenti naturalistici evidenti soprattutto nel lieve movimento impresso alle foglie lanceolate del sottocoppa e che denuncia l'affermarsi, parallelamente ad un repertorio ormai consolidato, di una nuova sensibilità. Per la diffusione di tali stilemi a livello internazionale, a partire dalla produzione orafa romana e diffusa nello Stato Pontificio, si veda, a titolo di esempio, il decoro di un calice conservato nella basilica concattedrale di San Cassiano di Comacchio, opera dell'argentiere bolognese Alessandro Zanetti (notizie dal 1776 al 1826), cfr. F. Faranda, scheda 8, in N. Clerici Bagozzi-A. Zamboni (a cura di), I tesori nascosti delle chiese di Comacchio, catalogo della mostra (Comacchio, Palazzo Vescovile, 10 giugno-5 novembre 2000), Ferrara, 2000, pp. 259-260
Piede a sezione circolare; bordo liscio; fascia con profilo filettato formata da motivo continuo di foglie dentellate lavorate a cesello. Il rimanente della superficie è liscia. Anello di raccordo filettato; fusto con nodo rotondo ornato da corolle di fiori e foglie a rilievo; nella parte inferiore del fusto sono incise foglie lanceolate stilizzate. Sottocoppa con foglie lanceolate a rilievo, alterntate ad elementi vegetali; profilo modinato; coppa dorata internamente ed esternamente
CALICE
Torino (TO)
0100087770
CALICE
proprietà Stato
argento/ fusione
argento/ sbalzo
argento/ doratura
argento/ cesellatura
argento/ punzonatura
bibliografia specifica: Bargoni, A - 1976