PATENA, opera isolata - bottega torinese (primo quarto sec. XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100087924 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
PATENA, opera isolata
PATENA, opera isolata - bottega torinese (primo quarto sec. XIX)
PATENA, opera isolata - bottega torinese (primo quarto sec. XIX)
post 1814-ante 1824
Sezione circolare; tesa liscia. Doratura della faccia superiore e di parte di quella inferiore
PATENA (opera isolata)
177 S.M
2179/ 177 S.M
00087924
01
0100087924
Dalle indicazioni presenti nell'inventario delle suppellettili sacre della SS. Sindone appartenenti al patrimonio di S.M., l'esemplare risulta pervenuto presso la Sacrestia della cappella della SS. Sindone con bolletta di carico n. 5 del 29 aprile 1899. Data la prassi della corte sabauda, ampiamente documentata, sia nel corso dell'Ottocento che della prima metà del Novecento, di trasferire, a seconda della necessità, arredi da una residenza all'altra, appare, pertanto, assai probabile che la patena in esame ed il calice alla quale è abbinata, provengano da un'altra cappella, sia essa interna al Palazzo Reale di Torino o facente parte di altro complesso piemontese. Appare certa, dalla presenza dei punzoni della Zecca di Torino, indicanti il I titolo dell'argento e dal marchio dell'assaggiatore Giuseppe Vernoni (1754-notizie fino al 1824), infatti, una produzione in ambito torinese, molto probabilmente da parte di uno degli argentieri abitualmente attivi per la corte. Il punzone con stemma sabaudo coronato affiancato dall'iniziale D e dal numero 11 risulta essere utilizzato tra il 1814 ed il 1824, inoltre, il periodo di attività dell'assaggiatore, dal 1779 al 1824, permette di proporre una datazione tra il 1814 ed il 1824, cfr. A. Bargoni, Mastri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo, Torino, 1976, pp. 14-15, 28-29. Il marchio di Giuseppe Vernoni compare assai di frequente sulle argenterie piemontesi, data anche la lunga carriera del personaggio: nominato assaggiatore della Regia Zecca nel 1779, primo assaggiatore durante il periodo dell'occupazione napoleonica, carica mantenuta anche al ritorno della corte sabauda, nel 1817 ottenne la nomina di Controllore dell'Ufficio del Controllo Generale delle R. Finanze. Più difficile appare individuare il nome dell'artefice data la limitata leggibilità del punzone, forse identificabile con Giuseppe Felice Borrani (Torino, 1766/ notizie fino al 1838) o Innocente Gaia (notizie dal 1788 al 1853) o Giuseppe Gallino (notizie dal 1814 al 1820)
Sezione circolare; tesa liscia. Doratura della faccia superiore e di parte di quella inferiore
PATENA
Torino (TO)
0100087924
PATENA
proprietà Stato
argento/ fusione
argento/ doratura
bibliografia specifica: Bargoni, A - 1976