ballo campagnolo (arazzo, opera isolata) by Demignot Vittorio, Palanca Angela - manifattura torinese (secondo quarto sec. XVIII)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100171920 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
arazzo, opera isolata ballo campagnolo
ballo campagnolo (arazzo, opera isolata) di Demignot Vittorio, Palanca Angela - manifattura torinese (secondo quarto sec. XVIII)
ballo campagnolo (arazzo, opera isolata) by Demignot Vittorio, Palanca Angela - manifattura torinese (secondo quarto sec. XVIII)
ca 1739-ca 1739
Riduzione ordito 6-7 cm.; riduzione trame 11-12 cm. Bordura a finta cornice lignea intagliata, con tralci di fiori colorati. In primo piano, al centro, un giovane e una fanciulla danzano in mezzo al cortile, al suono di un violino; intorno vari contadini e un cane; sulla sinistra è una casa con dietro un rudere e un campanile (o torre); sullo sfondo sono altri contadini al lavoro nei campi e un castello simile a quello di Moncalieri. Colori: beige in più tonalità, verde, rosso, azzurro, blu. Fodera originale cucita a losanghe. Sospensione ad anelli (rimossi nel 1988) con fascia spinata utilizzata in seguito come coulisse per asta metallica
arazzo (opera isolata)
5074
D.C. 17496
00171920
01
0100171920
L'arazzo probabilmente fu inviato, con altri nove pezzi, alla Villa Reale di Monza, in occasione della visita dell'Imperatore Guglielmo II di Germania, nel 1891. Il gruppo, in seguito passato al Palazzo Reale di Milano, ritorno successivamente a Torino (forse nel 1927). Il gruppo di arazzi delle "Boscarecce" non è una vera e propria serie, bensì un insieme di panni con affinità di soggetti, eseguiti tra il 1739 e il 1789. Ne sono giunti a noi diciassette, ma è probabile che ne furono tessuti in numero maggiore. Due arazzi di questo gruppo sono conservati a Roma, al Quirinale ("Il gioco delle bocce" e "Infanzia e vecchiaia"); quattro sono a Palazzo Reale di Torino ("Ballo campagnolo", "Viandante assalito da un cane", "Giovinetto che pesca in un torrente" e "Giocoliere savoiardo che fa ballare un finto orso"). I bozzetti vennero tradotti in cartoni da Angela Palanca, Francesco Antoniani e Vittorio Amedeo Cignaroli. Per l'arazzo in questione, esisteno due pagamenti alla Palanca nel 1739 per un "quadro di paesaggio a bambocciate alla fiamenga di servir da modello al tapeziere Demignot" (cfr. M. Viale Ferrero, Arazzi, in "Arazzi e tappeti antichi", Torino 1952, pp. 128, 138-140, tav. 112; M. Viale Ferrero, Arazzi, in "Mostra del Barocco Piemontese", Torino 1963, p. 6, 18, tav.24)
46 A 14
ballo campagnolo
Riduzione ordito 6-7 cm.; riduzione trame 11-12 cm. Bordura a finta cornice lignea intagliata, con tralci di fiori colorati. In primo piano, al centro, un giovane e una fanciulla danzano in mezzo al cortile, al suono di un violino; intorno vari contadini e un cane; sulla sinistra è una casa con dietro un rudere e un campanile (o torre); sullo sfondo sono altri contadini al lavoro nei campi e un castello simile a quello di Moncalieri. Colori: beige in più tonalità, verde, rosso, azzurro, blu. Fodera originale cucita a losanghe. Sospensione ad anelli (rimossi nel 1988) con fascia spinata utilizzata in seguito come coulisse per asta metallica
ballo campagnolo
Torino (TO)
0100171920
arazzo
proprietà Stato
fibra vegetale
lana/ arazzo
filo di seta
bibliografia specifica: AA.VV - 1963
bibliografia di confronto: Forti Grazzini, N - 1994
bibliografia specifica: AA.VV - 2014
bibliografia specifica: Viale Ferrero, Mercedes (a cura di) - 1952