Chute de la Doire prés le Bains de S.t Didier, veduta della cascata della Dora di Verney a Saint-Didier (dipinto, opera isolata) - ambito piemontese (inizio XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100208438 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
dipinto, opera isolata veduta della cascata della Dora di Verney a Saint-Didier
Chute de la Doire prés le Bains de S.t Didier, veduta della cascata della Dora di Verney a Saint-Didier (dipinto, opera isolata) - ambito piemontese (inizio XIX)
Chute de la Doire prés le Bains de S.t Didier, veduta della cascata della Dora di Verney a Saint-Didier (dipinto, opera isolata) - ambito piemontese (inizio XIX)
1809-1809
Il dipinto all'acquarello, racchiuso entro semplice cornice lignea, raffigura una veduta della cascata della Dora a Pré-Saint-Didier. Al centro è visibile la cascata tra alte pareti di rocce scoscese mentre a sinistra vi è un sentiero, su cui si trovano una donna in piedi ed un uomo seduto intento a disegnare
Chute de la Doire prés le Bains de S.t Didier, veduta della cascata della Dora di Verney a Saint-Didier (dipinto, opera isolata)
1752
574
789
s.n
4900
00208438
01
0100208438
La "Veduta della Cascata della Dora Baltea a Saint Didier", riprende un luogo capace di regalare uno spettacolo naturale di grande suggestione e bellezza, che aveva incantato anche Turner (The waterfall in the gorge of Pre-Saint-Didier, from near the thermal spring, acquerello e matita, cm 33 x 23, 1836). Datato al 1809 e siglato V.C., apparteneva a Maria Teresa di Toscana, moglie di Carlo Alberto e madre del primo duca di Genova, Ferdinando, con cui probabilmente fece il suo ingresso ad Agliè. Documentato fin dall’inventario del 1855, stilato dal pittore Francesco Sampietro, testimonia la diffusione dell’interesse per la montagna, non essendo un caso isolato, ma facendo parte di un nucleo di acquarelli «alla sepia rappresentanti Vedute di Montagna», fra cui erano anche un paesaggio raffigurante il Piccolo San Bernardo e altre due vedute: un «Paesaggio di montagna» e una «Veduta di montagna», registrati nella «Camera da letto del II Ministro» dall’inventario del castello del 1927 (nn. 4898-4901). Opera di un ignoto paesaggista vicino ai modi di Angelo Cignaroli, può essere confrontato con altri scorci di località montane, del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Savoia e della Svizzera, diffuse nel primo quarto del XIX secolo (ad esempio l'acquerello firmato "Angelo Cignaroli f. 1794" rappresentante la Gola di Saorgio (Biblioteca Reale). Cfr. E. Castelnuovo-M. Rosci, a cura di, "Cultura figurativa e architettonica negli stati del Re di Sardegna 1773-1861", catalogo della mostra, Torino 1980, v. III p. 1245 cat. n. 1380a di Marco Rosci [NSC aggiornate nel 2026 da Laura Gallo]
25H1124(+1) : 61D(DORA)
veduta della cascata della Dora di Verney a Saint-Didier
Chute de la Doire prés le Bains de S.t Didier
Il dipinto all'acquarello, racchiuso entro semplice cornice lignea, raffigura una veduta della cascata della Dora a Pré-Saint-Didier. Al centro è visibile la cascata tra alte pareti di rocce scoscese mentre a sinistra vi è un sentiero, su cui si trovano una donna in piedi ed un uomo seduto intento a disegnare
veduta della cascata della Dora di Verney a Saint-Didier, Chute de la Doire prés le Bains de S.t Didier
Agliè (TO)
0100208438
dipinto
proprietà Stato
carta/ acquerellatura
bibliografia di confronto: Castelnuovo E./ Rosci M - 1980
bibliografia specifica: Gallo, Laura - 2026