Madonna con Bambino (dipinto, opera isolata) by Vicino da Ferrara (cerchia) (terzo quarto sec. XV)

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dipinto, opera isolata Madonna con Bambino
Madonna con Bambino (dipinto, opera isolata) by Vicino da Ferrara (cerchia) (terzo quarto sec. XV) 
Madonna con Bambino (dipinto, opera isolata) di Vicino da Ferrara (cerchia) (terzo quarto sec. XV) 
ca 1470-ca 1475 
Tavola rettangolare corredata di cornice con montanti in forma di lesene e decorazione intagliata con motivi a candelabra 
dipinto (opera isolata) 
169  2249  664 
00350744 
01 
0100350744 
L’iscrizione sul retro della tavola (“Opera / Di Cosmo Turi altri[menti] / detto Gosmè / Pittor celebre Ferrar[ese] / del sec. XV. / Era della Galleria di Mr. Crispo / Vescovo di Ferrara”), indica la sua provenienza dalla collezione di Monsignor Girolamo Crispi, nato a Ferrara nel 1667 e arcivescovo di Ravenna e poi della sua città natale dal 1721. Monsignor Crispi era ricordato da Girolamo Baruffaldi nelle Vite de pittori e scultori ferraresi (I, 341, n. 1) per aver ottenuto e trasportato nel 1745 due affreschi di Garofalo (Garavelli, 2006). L’attribuzione a Cosmè Tura, con la quale era stata inventariata dallo Scalabrini alla fine del Seicento, fu confermata soltanto da Lionello Venturi (1928) poco prima dell’acquisizione dell’opera da parte della Galleria Sabauda. Pervenne infatti al Museo insieme al nucleo di dipinti che componevano la raccolta dell’avvocato torinese Riccardo Gualino: l'opera, dopo essere stata donata dal proprietario alla Galleria, è stata depositata all'Ambasciata d'Italia a Londra, dove rimane fino al 1959. Lionello Venturi riscontrava il tipico “segno rude e incisivo” del pittore e sottolineava la sua affinità con due Madonne della Galleria Colonna. Il padre Adolfo (1927) aveva proposto come alternativa il nome di Francesco del Cossa e Bernard Berenson (1932) avanzava invece quello di Ercole de’ Roberti, seguito da Ortolani (1941) che avvertiva la vicinanza con le ultime opere dipinte per Schifanoia per via del tono turiano e dell’accento cossesco. L'attribuzione a Ercole de' Roberti è mantenuta da Gabrielli (1961 e 1971). Dello stesso parere Salmi (1960), Natale (1991) che l’accostava specificamente al Mese di Settembre, Puppi (1966) che la ritiene affine al San Girolamo della Pinacoteca di Ferrara e di poco precedente alla predella del Polittico Griffoni, e Sgarbi (1985) che la considerava invece ad esso successiva, ancorandola al primo periodo bolognese del pittore. Qualche anno dopo Bacchi (1987), ribadendo la natura fortemente ferrarese dell’opera, si pronunciava a favore del Maestro dell’Agosto, paternità accolta dalla direzione del Museo (Guide, 1991) e da Sassu (2007); di diverso avviso Benati (1982) e Molteni (1995). Entrambi gli studiosi pur senza propendere per un nome in particolare, individuavano comunemente un possibile ambito di pertinenza in quello di Vicino da Ferrara e una datazione attorno ai primi anni settanta, dunque nel primissimo periodo della signoria di Ercole d’Este. Benati riconosceva in quel torno di tempo alcune involuzioni stilistiche di matrice nordica, accostandola plausibilmente all’anonima Madonna sul ponte di Edimburgo, Molteni non negava le tangenze strette e puntuali con le opere di Ercole de’ Roberti e con gli esagerati sott’in sù già proposti nei troni delle Muse dagli artisti dello studiolo di Belfiore, dai quali derivava ad esempio anche il dettaglio del pendente appuntato sulla spalla della Vergine, eppure riteneva opportuno dirottare altrove la paternità dell’opera. In particolare considerava che l’anonimo pittore nell’impostazione della figura leggermente di tre quarti, nel motivo del coronamento ad arco e ancora nel prezioso sull’acconciatura e nelle volute goticheggianti del manto avesse tradotto, banalizzandoli, alcuni spunti creativi dalla Primavera di Cosmè Tura. Recentemente Andrea G. De Marchi (2001) ha pubblicato una tavola di formato più piccolo (42 x 33,5 cm), già in collezione privata a Lugano e facente parte degli incauti acquisti di Han Coray, che costituisce le “ripetizione del volto” della Madonna Gualino ma che a tutti gli effetti si presenta come un falso, privato in rapporto all’originale della parte inferiore dello schema originale, vale a dire della figura del Bambino benedicente e dei nimbi 
11 F 4 
Madonna con Bambino 
Tavola rettangolare corredata di cornice con montanti in forma di lesene e decorazione intagliata con motivi a candelabra 
Madonna con Bambino 
Torino (TO) 
0100350744 
dipinto 
proprietà Stato 
tavola/ pittura a tempera 
bibliografia specifica: [Gabrielli, Noemi (a cura di)] - 1961 
bibliografia specifica: Bacchi, Andrea - 1987 
bibliografia specifica: Benati, Daniele - 1982 
bibliografia specifica: Berenson, Bernard - 1932 
bibliografia specifica: Berenson, Bernard - 1936 
bibliografia specifica: Berenson, Bernard - 1968 
bibliografia specifica: Bernardi, Marziano - 1968 
bibliografia specifica: Brizio, Anna Maria - 1928 
bibliografia specifica: Carità, Roberto - 1947 
bibliografia specifica: De Marchi, Andrea G - 2001 
bibliografia specifica: Gabrielli, Noemi - 1959 
bibliografia specifica: Gabrielli, Noemi - 1965 
bibliografia specifica: Gabrielli, Noemi - 1971 
bibliografia specifica: Gombosi, György - 1939 
bibliografia specifica: Gronau, Georg - 1934 
bibliografia specifica: Manca, Joseph - 1986 
bibliografia specifica: Manca, Joseph - 1992 
bibliografia specifica: Molajoli, Rosemary - 1999 
bibliografia specifica: Molteni, Monica - 1995 
bibliografia specifica: Natale, Mauro - 1991 
bibliografia specifica: Nicolson, Benedict - 1950 
bibliografia specifica: Ortolani, Sergio - 1941 
bibliografia specifica: Padovani, Corrado - 1954 
bibliografia specifica: Puppi, Lionello - 1966 
bibliografia specifica: Salmi, Mario - 1960 
bibliografia specifica: Sgarbi, Vittorio - 1985 
bibliografia specifica: Venturi, Adolfo - 1927 
bibliografia specifica: Venturi, Lionello - 1926 
bibliografia specifica: Venturi, Lionello - 1928 
bibliografia specifica: [Barbantini, Nino] - 1933 
bibliografia specifica: Pacchioni, Guglielmo - 1951 

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