altare maggiore, complesso decorativo by Riccardi Gian Battista (sec. XVIII)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0300014387-0 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
altare maggiore, complesso decorativo
altare maggiore, complesso decorativo by Riccardi Gian Battista (sec. XVIII)
altare maggiore, complesso decorativo di Riccardi Gian Battista (sec. XVIII)
1741-1741
Altare staccato dalla parete, a due piani. Il fondo è di marmo occhialino grigio scuro su cui sono incastonate centinaia di pietre di tutti i colori e misure: (le più grandi misurano anche 50 x 37) crisoliti, smeraldi, zaffiri, occhio di gatto, diaspri, opali, lapislazzuli, corniole, ametiste, onice nero, onice variegato, diaspri sanguigni, agate, giade, incastonate in volute, nodi, cornici mistilinee di bronzo dorato. Le parti estreme dell'altare, in alto e in basso molto sporgenti, hanno ornamenti di bronzo dorato su cui sono incastonate le pietre; nella parte rientrante enorme diaspro sanguigno (50 x 30). Dove sporge la mensa grandi strisce di lapislazzuli (28 x 10) con bordo di bronzo dorato e corniola tonda, con cornice mistilinea bronzea. Anche i lati dell'altare sono adornati con grandi diaspri rossi sanguigni e bronzi, ripresi anche nella parte posteriore
altare maggiore (complesso decorativo)
00014387
03
0300014387
L'altare venne creato e realizzato da Gian Battista Riccardi, milanese: ".... eiusdem altaris delineationem confecit Joan. Bap.ta Ricardis ingeniosissimus architectus et pictor". Venne iniziato nel 1736 "... mese d'ottobre Giovan Battista Riccardi formam incipit describere altaris maximi ecclesiae nostrae illamque absolvit die 16 iusdem mensis quae forma seu exemplar in scholarum ..... Tutte le maestranze erano milanesi, sia quelli che tagliarono i marmi, che fusero i bronzi, che li dorarono, che tagliarono e lavoravano le pietre preziose, come è annotato negli Atti. Alla realizzazione, a cui partecipano con offerte molti benefattori tra cui il Marchese Alessandro Trivulzio con novemila lire, vari lasciti testamentari, e i Modroni (che ebbero in pochi anni otto barnabiti), diede inizio nel 1736 Francesco Pezzio, allora preposto del collegio e subito dopo la direzione del lavoro passò a Gerolamo Vimercati, il quale diede tutte le sue sostanze
Altare staccato dalla parete, a due piani. Il fondo è di marmo occhialino grigio scuro su cui sono incastonate centinaia di pietre di tutti i colori e misure: (le più grandi misurano anche 50 x 37) crisoliti, smeraldi, zaffiri, occhio di gatto, diaspri, opali, lapislazzuli, corniole, ametiste, onice nero, onice variegato, diaspri sanguigni, agate, giade, incastonate in volute, nodi, cornici mistilinee di bronzo dorato. Le parti estreme dell'altare, in alto e in basso molto sporgenti, hanno ornamenti di bronzo dorato su cui sono incastonate le pietre; nella parte rientrante enorme diaspro sanguigno (50 x 30). Dove sporge la mensa grandi strisce di lapislazzuli (28 x 10) con bordo di bronzo dorato e corniola tonda, con cornice mistilinea bronzea. Anche i lati dell'altare sono adornati con grandi diaspri rossi sanguigni e bronzi, ripresi anche nella parte posteriore
altare maggiore
Milano (MI)
0300014387-0
altare maggiore
proprietà Stato
marmo
bronzo/ fusione
pietra dura
bibliografia specifica: Mezzanotte/ Bascape' - 1968
bibliografia specifica: Bianconi C - 1787
bibliografia specifica: Filalete L - 1825
bibliografia specifica: Latuada S - 1737
bibliografia specifica: Manzini P.L - 1922
<https://w3id.org/arco/resource/PhotographicDocumentation/0300014387-0-photographic-documentation-1>
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