modello, insieme - manifattura mantovana (sec. XVIII)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0300151609 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
modello, insieme
modello, insieme - manifattura mantovana (sec. XVIII)
modello, insieme - manifattura mantovana (sec. XVIII)
1730-1730
Modello di forma rettangolare, realizzato in legno massello, con le traverse lunghe, in cui s'incastrano quelle brevi, sporgenti dal perimetro. L'oggetto era utilizzato come unità di riferimento per la forma e le dimensioni, per l'esecuzione degli stampi che venivano impiegati nelle fornaci per la fabbricazione dei mattoni. I bordi dei lati lunghi sono rinforzati con un listello di ferro inchiodato alla struttura lignea. Permangono le tracce di un cartellino incollato sulla parte interna del lato lungo con l'iscrizione rifrentesi all'anno di esecuzione (1730), di un sigillo e di uno stemma, quest'ultimo marchiato a fuoco e riproducente l'aquila bicipite asburgica, impresso su una traversa lunga e su una breve
modello (insieme)
St. 119308
00151609
03
0300151609
Questo modello, assieme agli altri otto schedati presenti in Palazzo, fu realizato sotto la direzione dell'ingegnere Doricilio Moscatelli Battaglia nelle fornaci del Mincio nel 1730 come indica l'etichetta di quel tempo incollata sull'interno di una delle traverse. Essi venivano usati come unità di riferimento per la realizzazione dei mattoni da costruzione. Modeli del tutto analoghi, per forme e dimensioni, anche se arricchiti da varie ornamentazioni ad intaglio, vennero fabbricate per conto della precendente amministrazione gonzaghesca, come documentano alcuni esemplari conservati a Palazzo Te. Doricilio Moscatelli Battaglia, nato a Mantova nel 1660 da Alfono moscatelli, ricopre tra il 1695 e il 1697, come il padre, la carica di Prefetto Generale delle Acque dello Stato Mantovano. Questa carica, per la prima volta di nomina imperiale, riuniva le due tradizionali figure della precedente amministrazione gonzaghesca: quella del Prefetto delle fabbriche ducali e quella del Prefetto delle acque. Doricilio Moscatelli fu chiamato perciò ad occuparsi di problemi di restauro, di trasformazioni funzionali e di progettazioni di nuove strutture, non solo del Palazzo Ducale ma anche di molti altri palazzi e chiese della città. La sua attività si intensifica nei primi decenni del XVIII secolo quando lo troviamo impegnato nella costruzione del Palazzo Lanzoni (1701), nei lavori di restauro nel territorio di Goito e nella ristrutturazione delle otto conche del naviglio di Goito (1703-1712). A partire dal 1710 sino all'incirca al 1733, la sua attività è concentrata nei cantieri della città e dell'immediato "hinterland": porto Catena, Ponte dei Mulini, Porta a Cittadella. Tra il 1719 e il 1722 è impegnato nel restauro di vari locali in Palazzo ducale e soprattutto nei cantieri del Duomo e di Sant'Andrea
Modello di forma rettangolare, realizzato in legno massello, con le traverse lunghe, in cui s'incastrano quelle brevi, sporgenti dal perimetro. L'oggetto era utilizzato come unità di riferimento per la forma e le dimensioni, per l'esecuzione degli stampi che venivano impiegati nelle fornaci per la fabbricazione dei mattoni. I bordi dei lati lunghi sono rinforzati con un listello di ferro inchiodato alla struttura lignea. Permangono le tracce di un cartellino incollato sulla parte interna del lato lungo con l'iscrizione rifrentesi all'anno di esecuzione (1730), di un sigillo e di uno stemma, quest'ultimo marchiato a fuoco e riproducente l'aquila bicipite asburgica, impresso su una traversa lunga e su una breve
modello
Mantova (MN)
0300151609
modello
proprietà Stato
legno/ incisione a fuoco
bibliografia di confronto: D'Arco Carlo - 1857
bibliografia di confronto: Englen A - 1987
bibliografia di confronto: Suitner G - 1989