La fucina di Vulcano (tavolino) by Maggiolini, Giuseppe (attribuito) (secondo quarto sec. XVIII)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0301976355 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
tavolino La fucina di Vulcano
La fucina di Vulcano (tavolino) by Maggiolini, Giuseppe (attribuito) (secondo quarto sec. XVIII)
La fucina di Vulcano (tavolino) di Maggiolini, Giuseppe (attribuito) (secondo quarto sec. XVIII)
ca 1725-ca 1750
Il tavolino, che ha un contropiano con specchio che si apre a forma di leggio e, sul fondo, una tavoletta estraibile verticalmente (decorata da un lato con due festoni trattenuti al centro da una testa di caprone, e dall'altro da un ovale contenente l'officina di Vulcano), fu concepito come toilette e, allo stesso tempo, come scrittoio. La parte frontale, infatti, si alza e forma un ulteriore piano d'appoggio, mentre all'interno trovano posto un vano con quattro cassetti. Al centro del piano impiallacciato d'olivo è raffigurata ad intarsio una scena classica dove compaiono due donne panneggiate all'antica che si rivolgono ad un giovane seduto su di un basamento. Le gambe piramidali scanalate sono decorate in alto con piccoli festoni di bronzo dorato
tavolino
Mobili 390
01976355
03
0301976355
L'iscrizione "A.C." dovrebbero essere le iniziali di Antonio Coldiroli probabile esecutore del disegno preparatorio, tuttora conservato, insieme ad un altro esemplare, nel Fondo Maggioliniano del Castello Sforzesco (Inv. nn. B129 e A86, con l'attribuzione a Giuseppe Levati). Le gambe piramidali scanalate sono decorate in alto con piccoli festoni di bronzo dorato, materiale quest'ultimo utilizzato anche per formare i puntali dei piedi a forma di pallina da cui si dipartono piccole foglie d'acanto. Così come per la scena intarsiata sul piano, che raffigura un episodio "copiato dalle monete di Domiziano" - secondo quanto riportato dalla scritta apposta sul disegno inventariato al n. B129 - esistono dei progetti anche per il motivo, a forma di conchiglia stilizzata tra girali eli foglie d'acanto, che orna la balza sotto il piano (Inv. nn. A242-243, A364 e B451). Questo motivo decorativo, in parte rielaborato dagli ornati rocaille, e la forma semplice ma funzionale tipica della mobilia eseguita intorno agli anni settanta e ottanta del Settecento, farebbero pensare ad una datazione precoce di questo arredo che, vista la straordinaria qualità tecnica delle sue tarsie, dovrebbe rientra re nella produzione autografa del Maggiolini
La fucina di Vulcano
Il tavolino, che ha un contropiano con specchio che si apre a forma di leggio e, sul fondo, una tavoletta estraibile verticalmente (decorata da un lato con due festoni trattenuti al centro da una testa di caprone, e dall'altro da un ovale contenente l'officina di Vulcano), fu concepito come toilette e, allo stesso tempo, come scrittoio. La parte frontale, infatti, si alza e forma un ulteriore piano d'appoggio, mentre all'interno trovano posto un vano con quattro cassetti. Al centro del piano impiallacciato d'olivo è raffigurata ad intarsio una scena classica dove compaiono due donne panneggiate all'antica che si rivolgono ad un giovane seduto su di un basamento. Le gambe piramidali scanalate sono decorate in alto con piccoli festoni di bronzo dorato
La fucina di Vulcano
Milano (MI)
0301976355
tavolino
proprietà Ente pubblico territoriale
vetro a specchio
bronzo/ cesellatura/ doratura
legno/ impiallacciatura in palissandro/ intarsio in avorio/ intarsio in bosso/ intarsio in olivo
bibliografia specifica: Beretti G - 1994
bibliografia specifica: Colle E - 1996
bibliografia specifica: Morazzoni G - 1953
bibliografia specifica: Rosa G - 1963