decorazione plastico-pittorica, complesso decorativo by Giulio Romano, Rinaldo Mantovano, Anselmo Guazzi, Andrea Conti (attribuito) (secondo quarto sec. XVI)

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decorazione plastico-pittorica, complesso decorativo, Camerino dei Falconi
decorazione plastico-pittorica, complesso decorativo di Giulio Romano, Rinaldo Mantovano, Anselmo Guazzi, Andrea Conti (attribuito) (secondo quarto sec. XVI) 
decorazione plastico-pittorica, complesso decorativo by Giulio Romano, Rinaldo Mantovano, Anselmo Guazzi, Andrea Conti (attribuito) (secondo quarto sec. XVI) 
1536-1536 
Ambiente di pianta rettangolare, dotato di tre porte di comunicazione con la loggetta dei Cani, il cortile dei Cani e il camerino dei Cesari; la finestra sul lato orientale guarda sulla loggia di Eleonora. Volta reale lunettata a padiglione impostata su serie di vele e pennacchi incornicianti dodici lunette alle pareti (tre per lato). La decorazione plastico-pittorica interessa l'intera volta e le lunette; nel registro inferiore delle pareti si conserva la sola decorazione pittorica dell'intradosso di porte e finestra 
Camerino dei Falconi (decorazione plastico-pittorica) 
03267708 
03 
0303267708 
Il camerino dei Falconi deve il proprio nome ai dipinti mobili con ritratti di falconi originariamente collocati entro le dodici lunette alle pareti. Esso è parte dell'appartamento di Troia, i cui lavori di decorazione, diretti da Giulio Romano, interessarono gli anni 1536-1539: come il camerino degli Uccelli (la cui decorazione giuliesca è perduta) e la camera dei Cavalli, fu decorato nel 1536. Nel marzo di quell'anno Giulio Romano scrive al duca Federico II Gonzaga che mancano sei dei ritratti di falconi previsti e che ha dato ordine ai fratelli Antonio e Paolo della Mola, intarsiatori, affinché realizzino le spalliere in noce per il camerino. Alla fine di ottobre Rinaldo Mantovano risulta impegnato nella serie dei falconi e in procinto di realizzare due quadri da collocare sopra le finestre, “con la Sibilla et la figliola”, quest'ultimo probabile raffigurazione della “Giovane della città di Sestos”, entrambi perduti. Finiti a novembre i falconi, Rinaldo si dedica ad altri dipinti mobili destinati al camerino, mentre anonimi doratori risultano impegnati nello stesso ambiente, concluso entro l'anno. Ad Anselmo Guazzi e a un anonimo compagno spettano l'apparato decorativo a grottesche e figurato della volta, eccettuate le due scene principali, “Tarquinio e Lucrezia” e “Ippo si getta in mare”, assegnate a Rinaldo Mantovano. Il “Ratto di Ganimede” modellato in stucco nel tondo al centro della volta è attribuito ad Andrea Conti: la sua presenza ha dato origine al nome alternativo con cui è noto il camerino, detto appunto “di Ganimede”. Per quanto riguarda i dipinti mobili cui attese Rinaldo Mantovano sul finire del 1536 e che dovevano ornare il registro inferiore delle pareti, spartito da lesene su zoccolo, è stata avanzata l'ipotesi che possano riferirsi al camerino alcuni quadri attualmente divisi tra varie collezioni, la cui attribuzione non spetta tuttavia al solo Rinaldo: “Minerva e Cupido” e “Psiche (o Pandora)” (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini), la “Nascita di Bacco” (Los Angeles, Getty Museum), lo “Svezzamento di Ercole” (ubicazione ignota), “Chirone e Achille” (Londra, Hampton Court), “Ulisse e Nausicaa” (Milano, collezione Cocchi). Durante il restauro diretto da Clinio Cottafavi (1926) fu riaperto il vano della “finestretta” che dava sul cortile dei Cani, furono chiusa la porta e rimessa “a nuovo la finestra quadrata che si apriva sul passetto della loggia di Eleonora” e rintonacate lunette e pareti, ormai prive di alcuna decorazione: nelle lunette furono stese tinte neutre mentre le pareti furono dipinte con motivo a finta stoffa e ad esse fu addossato un basamento “di legno dolce ma colorato a noce scuro”. Come da fotografia pubblicata da Giannantoni (1929, p. 93), sembra di poter attribuire allo stesso restauro la realizzazione delle sagome di falconi attualmente visibili sul fondo delle lunette 
48 A 98 64 
48 A 98 72 
57 A 6 (+2) 
92 BB 12 1 
98 C (LUCREZIA) 6 
Ambiente di pianta rettangolare, dotato di tre porte di comunicazione con la loggetta dei Cani, il cortile dei Cani e il camerino dei Cesari; la finestra sul lato orientale guarda sulla loggia di Eleonora. Volta reale lunettata a padiglione impostata su serie di vele e pennacchi incornicianti dodici lunette alle pareti (tre per lato). La decorazione plastico-pittorica interessa l'intera volta e le lunette; nel registro inferiore delle pareti si conserva la sola decorazione pittorica dell'intradosso di porte e finestra 
Camerino dei Falconi 
Mantova (MN) 
0303267708-0 
decorazione plastico-pittorica 
proprietà Stato 
intonaco/ pittura a fresco 
stucco/ modellatura 
stucco/ modellatura a stampo 
bibliografia specifica: Cottafavi C - 1928 
bibliografia specifica: Giannantoni N - 1929 
bibliografia specifica: Giulio Romano - 1989 
bibliografia specifica: Berzaghi R - 2019 
bibliografia specifica: Giulio Romano - 1992 
bibliografia specifica: Koering J - 2013 
bibliografia specifica: L'Occaso S - 2012 
bibliografia specifica: L'Occaso S - 2014 
bibliografia specifica: Ragozzino M - 2003 
bibliografia specifica: Valli L - 2014 
bibliografia specifica: Negrini F - 1989 

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