Angelica e Medoro (stampa, serie) by De Col Pellegrino - ambito veneto (secc. XVIII/ XIX)

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stampa, di traduzione, serie Angelica e Medoro
Angelica e Medoro (stampa, serie) by De Col Pellegrino - ambito veneto (secc. XVIII/ XIX) 
Angelica e Medoro (stampa, serie) di De Col Pellegrino - ambito veneto (secc. XVIII/ XIX) 
post 1758-ante 1812 
Personaggi: Angelica: Medoro 
stampa (di traduzione, serie) 
10251 
00689880 
05 
0500689880 
La stampa testimonia del successo, prontamente recepito dalla bottega veneziana di Nicolò Cavalli, che il cosiddetto “genere inglese” riscosse in laguna nella seconda metà del XVIII secolo (Boschloo 1998, pp. 126-144). Incisioni ricavate da dipinti di artisti inglesi o che avevano lavorato in Inghilterra come William Hamilton (1751-1801), Giovanni Battista Cipriani (1727-1785) e Angelica Kauffmann (1741-1807) iniziarono ad affluire a Venezia grazie soprattutto al ruolo d'intermediario svolto da personalità come quelle di Joseph Wagner, proprietario a Londra di una società d'intaglio fondata assieme a Jacopo Amigoni negli anni trenta del Settecento, e del suo ex collaboratore Francesco Bartolozzi, che partì per la capitale inglese nel 1764 pur mantenendo stretti rapporti con la città d’origine (ivi, pp. 143-144). Si tratta di rami di piccole dimensioni che accolgono, entro una cornice generalmente ovale, formato spesso impiegato dalla stessa Kauffmann per i suoi dipinti, una grande varietà di soggetti, mostrando una particolare predilezione per le scene mitologiche, allegoriche e letterarie. Il componimento di De Col, tratto da un dipinto di Angelica Kauffmann, è ricordato sia da Luigi Alpago-Novello (1940), che possedeva l’esemplare in questione, sia nel catalogo della calcografia milanese di Giuseppe Vallardi (1833), l’imprenditore che alla morte di Cavalli (1822) entrò in possesso di larga parte dei suoi rami, garantendone una nuova diffusione; tra le stampe «Profane per traverso in accompagnamento per mobiglia» si ricordano qui infatti quattro rami rappresentanti «Venere ed Adone – Armida e Rinaldo – Angelica e Medoro – Diana cacciatrice, dipinti da Angelica Kauffmann, intagliati in forma d'ovato da F. del Pedro e da Pietro del Colle [sic]» (Catalogo Vallardi 1833, p. 20). Della medesima serie al Museo Civico di Belluno si conserva oggi l’acquaforte raffigurante Diana accompagnata da un’ancella, proveniente anch’essa dalla collezione Alpago-Novello 
81 EE (ANGELICA) : 33 C 22 4 
Angelica e Medoro 
Personaggi: Angelica: Medoro 
Angelica e Medoro 
Belluno (BL) 
0500689880 
stampa di traduzione 
proprietà Stato 
carta/ acquaforte 
carta/ bulino 
bibliografia specifica: Alpago-Novello Luigi - 1940 
bibliografia specifica: Boschloo Anton Willem Adriaan - 1998 
bibliografia specifica: Vallardi Giuseppe e Pietro - 1833 

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