soggetto assente (monumento ai caduti - a cippo, opera isolata) by Cava Romana di Aurisina (officina) - ambito militare italiano (prima metà XX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0600166215 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
monumento ai caduti, a cippo, opera isolata, Monumento ai caduti della prima guerra mondiale soggetto assente
soggetto assente (monumento ai caduti - a cippo, opera isolata) by Cava Romana di Aurisina (officina) - ambito militare italiano (prima metà XX)
soggetto assente (monumento ai caduti - a cippo, opera isolata) di Cava Romana di Aurisina (officina) - ambito militare italiano (prima metà XX)
post 1931-ante 1932
Il monumento è situato sopra un osservatorio blindato italiano, collegato con pozzi e caverne al caposaldo difensivo ricavato all'interno della Galleria di Lokavac. La piattaforma del bunker fa da piazzola rialzata. Un gradino in calcestruzzo sostiene i due blocchi sovrapposti in pietra d'Aurisina del cippo. Il primo, con cornice svasata, fa da basamento, l'altro è quello principale, suddiviso in tre fasce. La più bassa è decorata da quattro scudi ed altrettanti gladi rivolti verso l'alto, alternati, in bassorilievo; questi ultimi sono posti negli angoli, gli altri sulle facce. Parte di questi è scalpellata. La parte centrale reca incise le iscrizioni più importanti, mentre quella superiore termina a forma semicircolare, evidenziando anno d'inaugurazione e fascio littorio, quest'ultimo anch'esso cancellato. Son ben visibili i danni subiti dal manufatto durante la seconda guerra mondiale, tra i quali scalpellamenti e colpi d'arma da fuoco
Monumento ai caduti della prima guerra mondiale (monumento ai caduti a cippo)
00166215
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06
0600166215
Il 65° fanteria faceva parte della Brigata Valtellina. Il 4 settembre 1917, durante l'undicesima battaglia dell'Isonzo, alle dipendenze della 61^ divisione, entra il linea nel settore di Flondar (tra Q.145 e il mare). Lo stesso giorno si scatena un forte attacco; l'avversario, penetrato all'interno della galleria di Locavac, sede del comando di reggimento, provoca un furioso incendio. Verranno messi fuori combattimento oltre 2.900 uomini, dei quali circa 80 ufficiali. Questo cippo commemorativo è strettamente relazionato per fattura, autore e data a quello presente presso la sella di Bonetti, sotto Q.208 Sud
soggetto assente
soggetto assente
Il monumento è situato sopra un osservatorio blindato italiano, collegato con pozzi e caverne al caposaldo difensivo ricavato all'interno della Galleria di Lokavac. La piattaforma del bunker fa da piazzola rialzata. Un gradino in calcestruzzo sostiene i due blocchi sovrapposti in pietra d'Aurisina del cippo. Il primo, con cornice svasata, fa da basamento, l'altro è quello principale, suddiviso in tre fasce. La più bassa è decorata da quattro scudi ed altrettanti gladi rivolti verso l'alto, alternati, in bassorilievo; questi ultimi sono posti negli angoli, gli altri sulle facce. Parte di questi è scalpellata. La parte centrale reca incise le iscrizioni più importanti, mentre quella superiore termina a forma semicircolare, evidenziando anno d'inaugurazione e fascio littorio, quest'ultimo anch'esso cancellato. Son ben visibili i danni subiti dal manufatto durante la seconda guerra mondiale, tra i quali scalpellamenti e colpi d'arma da fuoco
soggetto assente
Duino-Aurisina (TS)
0600166215
monumento ai caduti a cippo
proprietà Stato
conglomerato cementizio
pietra calcarea d'Aurisina