trono, opera isolata by Capello Gabriele detto Moncalvo, Canzio Michele (attribuito) (secondo quarto XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0700034032 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
trono, opera isolata
trono, opera isolata di Capello Gabriele detto Moncalvo, Canzio Michele (attribuito) (secondo quarto XIX)
trono, opera isolata by Capello Gabriele detto Moncalvo, Canzio Michele (attribuito) (secondo quarto XIX)
1847-1847
Quattro gambe massicce a voluta molto arricciata al piede, arricchite da intagli a voluta e foglia d'acanto, che corrono anche sulla fascia frontale parzialmente traforata a giorno. Grifi sabaudi ai bracciali che con le zampe schiacciano una serpe. Targa ovale arricchita da grosse foglie di alloro. Stemma sabaudo e corona alla cimasa da cui si dipartono lateralmente due cascate di foglie d'acanto che si arricciano a un tratto per far fuoriuscire al di sotto un cespo di foglie e fiori. Imbottitura in velluto rosso
trono (opera isolata)
00034032
07
0700034032
La scheda presentava una datazione al XVIII secolo, non plausibile per forme stilistiche e per il contesto nel quale nasce l'oggetto. Dopo l'acquisto del Palazzo da parte dei Savoia del 1822 la sala assume delle modifiche, prontamente registrate nell'inventario del 1830, in cui compare un trono con baldacchino, diverso dall'attuale; la sala diventò definitivamente la "sala del Trono" a partire dall'inventario del 1844. Carlo Luigi Ferrero, che ricopriva l’incarico di ispettore responsabile del palazzo, affidò la realizzazione di gran parte degli intagli in legno all'ebanista piemontese Gabriele Capello detto Moncalvo, che aveva lavorato già per il pavimento in legni intarsiati del Bagno del Re. Capello si occupò di realizzare l'ossatura della cupola del trono, oltre che le due colonne laterali, il “seggiolone”, le due cornici dei quadri di Giordano, e altro ancora. Il tutto fu realizzato nel suo laboratorio torinese del borgo Vanchiglia e trasferito e montato in loco nell'agosto del 1847, con l'aiuto del falegname Giuseppe Muratore. Per il trono, che ripropone nei braccioli un tema caro a Carlo Alberto, il leone con cimiero che tiene una serpe fra gli artigli, desunto dal sigillo di Amedeo VI, il «Conte Verde», Capello si affidò molto probabilmente ai disegni di Michele Canzio
Quattro gambe massicce a voluta molto arricciata al piede, arricchite da intagli a voluta e foglia d'acanto, che corrono anche sulla fascia frontale parzialmente traforata a giorno. Grifi sabaudi ai bracciali che con le zampe schiacciano una serpe. Targa ovale arricchita da grosse foglie di alloro. Stemma sabaudo e corona alla cimasa da cui si dipartono lateralmente due cascate di foglie d'acanto che si arricciano a un tratto per far fuoriuscire al di sotto un cespo di foglie e fiori. Imbottitura in velluto rosso
trono
Genova (GE)
0700034032
trono
proprietà Stato
legno/ doratura
legno/ intaglio
seta/ velluto
bibliografia specifica: Antonetto, Roberto - 2004
bibliografia di confronto: Castelnuovo, Enrico/ Rosci, Mario (a cura di) - 1980
bibliografia di corredo: Leoncini, Luca/ Olcese, Caterina/ Rebora, Sergio - 2020
bibliografia specifica: Torriti, Piero - 1963
bibliografia specifica: Rotondi Terminiello, Giovanna - 1976