Madonna in trono con Bambino, San Sebastiano, San Procolo, Sant'Agostino, San Giovanni Evangelista e due angeli (pala d'altare) by Raibolini Francesco detto Francesco Francia (sec. XV)
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pala d'altare, sull'altare Madonna in trono con Bambino, San Sebastiano, San Procolo, Sant'Agostino, San Giovanni Evangelista e due angeli
Madonna in trono con Bambino, San Sebastiano, San Procolo, Sant'Agostino, San Giovanni Evangelista e due angeli (pala d'altare) by Raibolini Francesco detto Francesco Francia (sec. XV)
Madonna in trono con Bambino, San Sebastiano, San Procolo, Sant'Agostino, San Giovanni Evangelista e due angeli (pala d'altare) di Raibolini Francesco detto Francesco Francia (sec. XV)
1494-1494
Sotto un loggiato aperto, connotato da un'architettura dalle semplici forme rinascimentali e fittamente decorata, sta la Madonna in trono con bambino. Attrono a lei iquattro santi e, seduti sull'ultimo gradino del trono, due angioletti che suonano il liuto e la viola
pala d'altare
00047166
08
0800047166
Già a partire dalle pagine di "Officina ferrarese" Roberto Longhi stabilì che la pittura bolognese della fine del '400 conquistò un ruolo di primato che fino a quel momento era tutto ferrarese. Bologna, con l'opera di Francia si accostò a quel momento dell'arte italiana unificato sovraregionalmente che Longhi stesso definì di "classicismo prematuro", i cui tratti si allineavano con la tendenza toscana "più spontaneamente classica, quasi attica" (Longhi, 1934) di adesione ad un paradigma intimamente classico, raramente supportato da citazioni dall'antico. Il nome che Longhi affianca idealmente a Francia, è quello di Lorenzo di Credi, per una consonanza che vede entrambi trattare la materia pittorica con una stesura esemplarmente uniforme, che prevarica il senso materico della pittura,forse, per Francia, retaggio del sapere artigianale di orafo. L'unione di una tecnica di grande finitezza formale e di una capacità altrettanto alta di indagare le sfumature dei sentimenti, dà vita ad una pittura idealizzante, suggestiva, che in maniera esemplare rappresenta la società aristocratica bentivolesca. La composizione della pala di San Giacomo è chiaramente desunta dagli esempi ferraresi, in particolare dall'opera di Costa nella stessa cappella, ma la monumentalità della Madonna in trono sembra stemperarsi nel rapporto con il paesaggio esterno attraverso l'abside, da cui proviene una luce purissima e diffusa
Madonna in trono con Bambino, San Sebastiano, San Procolo, Sant'Agostino, San Giovanni Evangelista e due angeli
Sotto un loggiato aperto, connotato da un'architettura dalle semplici forme rinascimentali e fittamente decorata, sta la Madonna in trono con bambino. Attrono a lei iquattro santi e, seduti sull'ultimo gradino del trono, due angioletti che suonano il liuto e la viola
sull'altare
Madonna in trono con Bambino, San Sebastiano, San Procolo, Sant'Agostino, San Giovanni Evangelista e due angeli
Bologna (BO)
0800047166-8
pala d'altare
proprietà Stato
tavola/ pittura a olio
bibliografia specifica: Bacchi A - 1984
bibliografia specifica: Estasi Santa - 1983
bibliografia specifica: Ottani Cavina A - 1967
bibliografia specifica: Pittura bolognese - 1986
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