leggenda della Vera Croce (dipinto, complesso decorativo) by Filippi Sebastiano detto Bastianino, Filippi Camillo, Roselli Niccolò, Surchi Giovanni Francesco detto Dielai, Boari Gregorio, Scala Francesco (secondo quarto sec. XV, sec. XVI, sec. XVII, sec. XIX)

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dipinto, complesso decorativo leggenda della Vera Croce
leggenda della Vera Croce (dipinto, complesso decorativo) by Filippi Sebastiano detto Bastianino, Filippi Camillo, Roselli Niccolò, Surchi Giovanni Francesco detto Dielai, Boari Gregorio, Scala Francesco (secondo quarto sec. XV, sec. XVI, sec. XVII, sec. XIX) 
leggenda della Vera Croce (dipinto, complesso decorativo) di Filippi Sebastiano detto Bastianino, Filippi Camillo, Roselli Niccolò, Surchi Giovanni Francesco detto Dielai, Boari Gregorio, Scala Francesco (secondo quarto sec. XV, sec. XVI, sec. XVII, sec. XIX) 
1425-1449 
1836-1836 
1686-1686 
post 1547-ante 1549 
Complesso decorativo che comprende tutte le pareti dell'Oratorio ad affresco finito a secco 
dipinto (complesso decorativo) 
00296505 
08 
0800296505 
La confraternita della Morte o dei Battuti Neri venne fondata nel 1366 da un gruppo distaccatosi dalla Compagnia dei Battuti di S. Maria Bianca. Compito principale dei membri della nuova confraternita era l'assistenza spirituale e materiale dei condannati a morte. L'oratorio di via Borgo di Sotto venne costruito da Niccolò Zipponari che nel 1376 lo donò alla Compagnia dei Battuti o della Morte. L'edificio era molto semplice : un salone a pianta rettangolare poggiato su una serie di arcate aperte, le cui pareti erano sicuramente decorate. Ne troviamo notizia in un documento che, in data 1612 (quando l'oratorio fu ampliato tamponando le arcate del piano terra) descrive minuziosamente due affreschi quattrocenteschi, ora perduti. Il ritrovamento nel 1835, dietro l'altare maggiore, dell'affresco con la "Resurrezione" nonchè il reperimento di numerose testimonianze archivistiche che comprovano pagamenti a pittori e decoratori, ci restituisce l'immagine di una confraternita che nel corso del 400, costruì e consolidò la propria buona posizione sociale. Durante il secondo e il terzo decennio del XVI secolo, l'oratorio fu frequentato da Isabella d'Aragona che donò alla Confraternita una rara reliquia del legno della croce. Questo spinse la Compagnia ad accostare al culto della Madonna Annunciata (prima dedicataria dell'Oratorio) anche quello della Santa Croce. Il primo risultato di questa nuova devozione è da registrarsi nella commissione a Niccolò Pisano di una pala da porsi sull'altare maggiore, nella quale raffigurare la Madonna con Bambino, San Giacomo (in omaggio all'altra attività dei Battuti Neri, cioè l'ospitalità ai pellegrini) e Sant'Elena appoggiata alla croce. La pala realizzata nel 1514, si trova ora a Brera. Il ciclo decorativo che a tutt'oggi orna le pareti, fu realizzato quarant'anni più tardi, seguendo puntgliosamente la traccia della "Leggenda della vera croce" di Jacopo da Varagine. I recenti approfondimenti archivistici (Fioravanti Baraldi 1987) hanno consentito di circoscrivere il periodo di esecuzione delle decorazioni tra il 1547 e il 1549. Nel 1686 Francesco Scala eseguì le quadrature che coordinano gli episodi. Gli affreschi sono ricordati dalla guidistica storica a partire da Guarini (1621), Brisighella, Scalabrini (1773), Barotti (1770).Tutti, pur sottolineandone la qualità e la particolarità, dichiarano di "non risapersi l'autor di ciascuno" (Barotti). Questo scarso interesse è parzialmente motivato dalla difficoltà di visione delle opere, poichè nel 1612 con l'eliminazione del primitivo piano di calpestio, l'oratorio era stato portato a piano terra e gli affreschi risultavano molto in alto, accostati al soffitto. Solo nell'Ottocento si riaccese l'interesse per la decorazione dell'Annunciata; Avventi (1838), Laderchi (1856) e Cittadella (1873), si accostarono criticamente ai dipinti, tentando le prime attribuzioni. Nel 1950 venne ripristinato l'assetto strutturale originariamente sopraelevato. In questa occasione si rese possibile una lettura pù attenta delle opere che, accoppiata ai restauri, fornì gli strumenti adeguati ad Arcangeli (1963) e più tardi a Frabetti (1972) per formulare attribuzioni scientificamente coerenti. La vicenda decorativa dell'oratorio si concluse nel 1836, quando Gregorio Boari affrescò la "Annunciazione" sulla parete absidale 
leggenda della Vera Croce 
Complesso decorativo che comprende tutte le pareti dell'Oratorio ad affresco finito a secco 
leggenda della Vera Croce 
Ferrara (FE) 
0800296505-0 
dipinto 
proprietà Ente religioso cattolico 
intonaco/ pittura a fresco 
tela/ pittura a tempera 
bibliografia specifica: Bentini J - 1987 
bibliografia specifica: Giovannucci Vigi B - 1991 

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