Mazzocchio (disegno) by Paolo Uccello (metà XV)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900132971 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
disegno Mazzocchio
Mazzocchio (disegno) by Paolo Uccello (metà XV)
Mazzocchio (disegno) di Paolo Uccello (metà XV)
ca 1441-ca 1460
Questo disegno è la riduzione geometrica a forma di solido di un mazzocchio disposto in scorcio. "Prendiamo un grosso anello a ciambella, di materia non dura, e tagliamola esattamente in trentadue parti: otterremo trentadue forme di cilindri irregolari. Indi sfaccettiamo la superficie tonda di ciascuno di questi pseudo-cilindri in sei, e avremo altrettanti poliedri, esagonali o ottagonali, irregolari. Riaccostiamo ora l'uno all'altro i trentadue pezzi nella posizione originaria e avremo" - secondo quanto spiega il Parronchi - "il mazzocchio sfaccettato"
disegno
inv Ferri 1756 A
00132971
09
0900132971
Questa forma deriva, stando a ciò che, almeno fin dai tempi del Vasari, viene ripetuto, dal cercine di vimini sul quale i fiorentini nel Quattrocento drappeggiavano i loro copricapo: i mazzocchi, appunto. Si sa che disegni di "mazzocchi", come il presente o come quello di cui alla scheda successiva, discendono dall'ingegno "sofistico e sottile" di Paolo Uccello, il quale, stando a quanto riferisce il Vasari, consumava il tempo in quei "ghiribizzi", nonché "bizzarrie". E non stupisce apprendere che poco piacevano a Donatello i "mazzocchi a punte e quadri tratti in prospettiva per diverse vedute, e palle a settantadue facce a punte di diamanti e in ogni faccia brucioli avvolti su per e' bastoni" al punto che lo scultore consigliava l'amico Paolo di lasciarli perdere come cose che non servono "se non a questi che fanno le tarsie". Un'affermazione che induce a supporre disegni del genere come una pratica abbastanza diffusa (cfr. Chastel, 1953; Degenhart-Schmitt, 1968) e insieme consiglia a non attribuire ipso facto simili prove sempre e soltanto a Paolo Uccello. Disegni analoghi a questi due mazzocchi degli Uffizi sono una sfera sfaccettata con punto ed un mazzocchio in prospettiva, ma realizzato come studio di corpo solido, leggermente ombreggiato e poggiante su un piano, entrambi conservati al Cabinet des Dessins del louvre (rispettivamente inv. 1969 e 1970). E' certo comunque che Paolo, come nessun altro artista, fece del mazzocchio un motivo ricorrente nei suoi dipinti: si pensi a quelli nell'affresco del Diluvio o nelle tavole della Battaglia di San Romano. Dei due che si conservano agli Uffizi questo potrebbe essere il foglio un tempo in possesso del Vasari il quale, fra i vari disegni di Paolo che diceva di possedere, contava "un mazzocchio tirato con linee sole, tanto bello che altro che la pazienza di un Paulo non l'avrebbe condotto"
41D221
Mazzocchio
Questo disegno è la riduzione geometrica a forma di solido di un mazzocchio disposto in scorcio. "Prendiamo un grosso anello a ciambella, di materia non dura, e tagliamola esattamente in trentadue parti: otterremo trentadue forme di cilindri irregolari. Indi sfaccettiamo la superficie tonda di ciascuno di questi pseudo-cilindri in sei, e avremo altrettanti poliedri, esagonali o ottagonali, irregolari. Riaccostiamo ora l'uno all'altro i trentadue pezzi nella posizione originaria e avremo" - secondo quanto spiega il Parronchi - "il mazzocchio sfaccettato"
Mazzocchio
Firenze (FI)
0900132971
disegno
proprietà Stato
carta a mano/ stilo a penna
bibliografia specifica: Mostra quattro - 1954
bibliografia specifica: Degenhart B./ Schmitt A - 1968-
bibliografia specifica: Berenson B - 1961
bibliografia specifica: Parronchi A - 1961
bibliografia specifica: I disegni antichi degli Uffizi - 1978