Giuramento dei Sassoni a Napoleone (dipinto) by Benvenuti Pietro (sec. XIX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900158805 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
dipinto Giuramento dei Sassoni a Napoleone
Giuramento dei Sassoni a Napoleone (dipinto) di Benvenuti Pietro (sec. XIX)
Giuramento dei Sassoni a Napoleone (dipinto) by Benvenuti Pietro (sec. XIX)
1812-1812
N.P
dipinto
Cat. Gen., n. 3
00158805
09
0900158805
Il dipinto venne commissionato per ordine della Lista civile napoleonica (A. Zobi, vol. IV, p. 124, nota 123), probabilmente in seguito ad un viaggio del Benvenuti a Parigi nel 1809 (C. Del Bravo, 1969, pp. 21-22; A. Gonzales Palacios, 1970, p. 76) ed era destinato alla Reggia Versailles insieme ad altri quadri commissionati da Napoleone ai principali artisti europei per celebrare le sue gesta militari. L'Hayez ricorda di aver visto l'opera nello studio del Benvenuti nel 1809 (F. Hayez, 1890, p. 11); nel 1812 il quadro terminato venne esposto nella Galleria dell'Accademia prima di essere inviato in Francia (P. Perroni, 1812, p. V; Giornale del Dipartimento dell'Arno, n. 128, 1812. Nel 1815 il Benvenuti venne mandato a Parigi dal granduca Ferdinando III in qualità di commissario per reclamare le opere d'arte toscane requisite dai Francesi ("Giornale di Milano", 25 ottobre 1816 in St. Maurice Gabany, 1845, p. 68) insieme al presidente dell'Accademia Giovanni Degli Alessandri (A. Vannucci, 1866, tomo I, p. 421, nota 19; L. Biagi, 1941, p. 44 e nota 3): in quella occasione gli viene restituito il dipinto. Dopo il 1816 il Benvenuti vende il quadro al conte Pietro Mozzi del Garbo (A. G., Arte 1037; U. Viviani, 1921, pp. 178 e ss.), nella cui collezione è documentato nel 1839 (C. Malpica, 1839, p. 204) e nel 1850 (A. Zobi, 1850-1852, vol. IV, p. 124, nota 123). Successivamente il Palazzo e la collezione Mozzi vennero acquistati dalla principessa Wanda Schonaich-Carolath, i cui eredi decisero nel 1913 di iniziare le pratiche per la vendita del dipinto del Benvenuti allo Stato. Si incarica delle trattative il Console Germanico Robert Oswald, su delega dell'avvocato Boltze, esecutore testamentario degli eredi Schonaich-Carolath. La vendita venne stabilita al prezzo di L. 5000 e conclusa fra il marzo e il dicembre del 1914 (A. G. Arte 1037). Nel quadro il Benvenuti adotta una composizione simmetrica: il gruppo dei vinti a sinistra, Napoleone e il suo stato maggiore a destra. Tale schema compositivo dimostra l'adesione, da parte del pittore aretino, ai fondamenti del linguaggio pittorico del neoclassicismo, avvenuta durante gli anni del perfezionamento a ROma. L'immediato precedente di questo dipinto è il Serment del Horaces di David (1784). Altri probabili modelli possono essere stati la Distribution des Aigles, terminato nello studio di David e la Capitulation de Madrid di Gros (A. Gonzales-Palacios, cit.). Interessante è nel dipinto l'attenzione del pittore allo studio degli effetti di luce in un'ambientazione notturna: la luce naturale della luna, quella artificiale del bivacco sullo sfondo e della torcia. Elementi che dimostrerebbero, secondo il Del Bravo, che, nonostante la sua rigorosa adesione al linguaggio neoclassico, il Benvenuti "fu tentato anche dal Sublime preromantico" (C. Del Bravo, cit.; Cultura neoclassica, 1972, p. 110). La tela, per la quale esistono numerosi disegni preparatori (C. Del Bravo, 1969, cit., pp. 47-48), è stata incisa dal Rosaspina per l'opera di Niccolò Palmerini sul Benvenuti, il cui esemplare nella Biblioteca Nazionale di Firenze è stato alluvionato. Il fatto ci è noto dalla relazione del Tarchiani al Poggi per le trattative dell'acquisto del quadro (A. G., Arte 1037). Il Viviani cita nella lista delle opere del Benvenuti una replica in piccolo formato eseguita per un signore inglese (U. Viviani, 1921, p. 184). COnsiderato fin dalle fonti contemporanee uno dei Capolavori del Benvenuti, in seguito il dipinto viene solamente citato fra le opere dell'aretino. La letteratura sul dipinto della prima metà del XX secolo si limita ad apprezzarne il valore documentario (u. Ojetti, 1929, p. 13), mentre la valutazione sul piano stilistico è in genere negativa (U. Ojetti, cit; M. Salmi, 1945-1946, p. 108; N. Tarchiani, 1949, p. 660; E. Fezzi, 1966, p. 681) con l'unico apprezzamento per lo studio degli effetti di luce. Una rivalutazione di tutta l'opera del pittore aretino è cominciata con la mostra curata da Del Bravo nel 1969, che pubblica cinque disegni preparatori del dipinto di proprietà di casa Sandrelli
44 B 1311 : 61 B 2 (NAPOLEONE BONAPARTE)
Giuramento dei Sassoni a Napoleone
N.P
Giuramento dei Sassoni a Napoleone
Firenze (FI)
0900158805
dipinto
proprietà Stato
tela/ pittura a olio
bibliografia specifica: Cultura neoclassica - 1972
bibliografia specifica: Biagi L - 1941
bibliografia specifica: Ojetti U - 1929
bibliografia specifica: Dizionario pittori - 1974
bibliografia specifica: Saint-Maurice Cabany E - 1845
bibliografia specifica: Hayez F - 1890
bibliografia di confronto: Pietro Benvenuti - 1969
bibliografia di confronto: Zobi A - 1850-1852
bibliografia specifica: Venturoli P - 1973
bibliografia specifica: Viviani U - 1921
bibliografia di confronto: Giornale dipartimento - 1812