La zia Erminia, La zia Erminia (dipinto) by Cecioni Adriano (terzo quarto sec. XIX)

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dipinto, La zia Erminia La zia Erminia
La zia Erminia, La zia Erminia (dipinto) by Cecioni Adriano (terzo quarto sec. XIX) 
La zia Erminia, La zia Erminia (dipinto) di Cecioni Adriano (terzo quarto sec. XIX) 
1867-1870 
Dipinto 
La zia Erminia, La zia Erminia (dipinto) 
00222317 
09 
0900222317 
Riferibile alla piena maturità dell'artista, il dipinto è significativo esempio del modo in cui la poetica figurativa dei macchiaioli si avvicinasse ai temi dell'intimità domestica, contrapposti allo sviluppo urbanistico e alle mutazioni sociali determinate dalla politica post-unitaria. Gli stessi protagonisti su cui si concentra la sensibilità dei pittori toscani, sono le donne di famiglia, il bimbo che impara a camminare, i ragazzi che giocano o si impegnano nei primi lavori, i contadini sullo sfondo della campagna; e, per descriverli, gli stessi artisti scelgono uno stile altrettanto domestico in quanto formato direttamente sui modelli "primitivi" della pittura toscana quattrocentesca (da Beato Angelico a Piero della Francesca) che allora venivano considerati esempi di fresco e intimo naturalismo. Nel ritratto della zia Erminia si nota infatti, non soltanto la celebrazione degli aspetti più esemplari del vivere, con l'accentuazione affettuosa dei caratteri "comici" del volto, ma soprattutto la solenne misura spaziale che, derivata dalle chiare astrazioni dell'arte rinascimentale, sortisce in questo caso effetti di serena ambientazione, impostata sul contrasto tra l'esterno in pieno sole e la frescura accogliente dell'interno nel quale la zia si riposa leggendo dal lavoro. Adriano Cecioni, come gran parte degli artisti toscani attivi intorno alla metà del secolo, dopo aver frequentato i corsi dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, nel 1859 si arruolerà come volontario negli artiglieri toscani partecipando attivamente alle battaglie del Risorgimento italiano. Legato da una profonda amicizia col Signorini, il Cecioni, dopo essere stato a Napoli (1864), Parigi (1870) e a Londra (1872), visse prevalentemente a Firenze, dove oltre a dipingere, modellò diverse sculture tra le quali quella intitolata "La madre" che gli valse le lodi del Carducci 
La zia Erminia 
La zia Erminia 
Dipinto 
La zia Erminia, La zia Erminia 
Arezzo (AR) 
0900222317 
dipinto 
proprietà Stato 
tela/ pittura a olio 
bibliografia specifica: Bellonzi F - 1960 
bibliografia specifica: Bellonzi F - 1969 
bibliografia specifica: Borgiotti M - 1958 
bibliografia specifica: Bucarelli P - 1956 
bibliografia specifica: Comanducci A.M - 1971 
bibliografia specifica: Drudi Gambillo M - 1960 
bibliografia specifica: Durbé D - 1976 
bibliografia specifica: Maltese C - 1960 
bibliografia specifica: Maltese C - 1967 
bibliografia specifica: Museo Statale Arte - 1987 
bibliografia specifica: Negri-Arnoldi F - 1968 
bibliografia specifica: Procacci V - 1963 
bibliografia specifica: Durbé D./ Matteucci G - 1975 

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