castello d'Amore (portaspecchio) - ambito Francia settentrionale, bottega mosana (ultimo quarto XIV sec)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900286960 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
portaspecchio castello d'Amore
castello d'Amore (portaspecchio) - ambito Francia settentrionale, bottega mosana (ultimo quarto XIV sec)
castello d'Amore (portaspecchio) - ambito Francia settentrionale, bottega mosana (ultimo quarto XIV sec)
ca 1375-ca 1400
Valva di custodia oer specchio di forma circolare, delimitata da una cornice modanata e profilata da un motivo continuo a prismi. All'esterno della cornici, vi erano quattro fogliette, oggi in gran parte perdute. Nel campo centrale della valva, delimitato da una cornice poliloba, sono intagliate più scene che si svolgono attorno a un castello, abitato da diverse figure. In alto, sul torrione, vi è il dio Amore; ai suoi lati, su due ballatoi merlati, un uomo e una donna gli si rivolgono ina tteggiamento devoto e con le mani giunte. Al centro, sotto una arcata inflessa dal profilo interno polilobo, vi sono due figure maschili e una femminile. Lungo i lati, costrette tra i lobi della cornice e le mura del castello, vi sono un anziano, una dama e due giovani uomini. In basso, sotto un'arcata a tutto sesto, vi è un armigero con uno scudo in mano. Nei pennacchi di risulta, mascheroni grotteschi
portaspecchio
Collezione Carrand 132
00286960
09
0900286960
Il soggetto intagliato è insolito: entro un’architettura esuberante sono sovrapposti episodi diversi. Il gruppo centrale, con un giovane affiancato da due donne, ricorda il gioco de la grenouille, frequente sia negli vari e nei marginalia dei codici, che riproduce un passatempo medievale in cui una persona, seduta al centro con le gambe incrociate, aveva riconoscere e afferrare i compagni che da dietro lo spingevano e lo colpivano (Chiesi in Ciseri 2018, p. 307). Le figure attorno alla cornice, differenziate per età e abbigliamento, appartengono allo stesso immaginario fantasioso delle valve narrative della seconda metà del XIV secolo, ma non consentono di individuare una fonte letteraria puntuale per questa composizione (Ivi, p. 307). La valva, acquistata da Jean-Baptiste Carrand alla vendita Soltykoff, è stata collocata nel XIV secolo in ambito francese da Supino (1898), che ne forniva una lettura iconografica imprecisa. Koechlin la data alla fine del XIV secolo, con riserve sullo stile e sulla composizione (1924). Più recentemente, Chiesi, sulla scorta dei costumi dei personaggi e dell’architettura, ha avvicinato l’avorio in esame al cosiddetto “Atelier of the boxer”, seppure vi siano degli elementi insoliti (l’arco centrale massiccio e inflesso, la decorazione a prismi lungo la cornice e l’armato a mezzo busto). La studiosa data la valva alla fine del XIV secolo e suggerisce “per gli elementi irregolari della composizione e dell’iconografia” un’attribuzione a un centro di produzione non parigino, ma del Nord della Francia o riconducibile ad aree di confine prossime alla Mosa (Chiesi in Ciseri 2018, p. 308). Confronta le architetture, le figure esili con ampie capigliature e vesti aderenti della valva del Bargello con avori ricondotti a manifatture di confine, come una coppia di tavolette da scrittura già in collezione Martin Le Roy; un carnet di scrittura del Louvre, riferito ad area modana a inizio XV secolo (inv. MRR 429) o a una tavoletta da scrittura dell’Ermitage, collocata tra il Nord della Francia e la Germania (inv. F 3204). La valva del Bargello può inoltre essere messa in relazione con una valva dell’Ermitage, in cui sono intagliati incontri amorosi in un’articolata architettura, racchiusi in una cornice a dieci lobi con quattro foglie angolari (inv. F 2910). Quest’ultima apparteneva alla collezione Soltykoff, ma non costituiva una medesima custodia con la valva del Bargello, stante le diverse dimensioni
33C92
castello d'Amore
Valva di custodia oer specchio di forma circolare, delimitata da una cornice modanata e profilata da un motivo continuo a prismi. All'esterno della cornici, vi erano quattro fogliette, oggi in gran parte perdute. Nel campo centrale della valva, delimitato da una cornice poliloba, sono intagliate più scene che si svolgono attorno a un castello, abitato da diverse figure. In alto, sul torrione, vi è il dio Amore; ai suoi lati, su due ballatoi merlati, un uomo e una donna gli si rivolgono ina tteggiamento devoto e con le mani giunte. Al centro, sotto una arcata inflessa dal profilo interno polilobo, vi sono due figure maschili e una femminile. Lungo i lati, costrette tra i lobi della cornice e le mura del castello, vi sono un anziano, una dama e due giovani uomini. In basso, sotto un'arcata a tutto sesto, vi è un armigero con uno scudo in mano. Nei pennacchi di risulta, mascheroni grotteschi
castello d'Amore
Firenze (FI)
0900286960
portaspecchio
proprietà Ente pubblico territoriale
avorio/ intaglio
bibliografia specifica: Supino I.B - 1898
bibliografia specifica: Koechlin R - 1924
bibliografia specifica: Koechlin R - 1921
bibliografia specifica: Ciseri, Ilaria - 2018