bifora - ambito pratese (seconda metà sec. XIII)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900300365-0 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

bifora - ambito pratese (seconda metà sec. XIII) 
bifora - ambito pratese (seconda metà sec. XIII) 
1250-1299 
Bifora divisa da un pilastro avente base in pietra, fusto in laterizio, capitello in alberese e inserto di marmo serpentino all'altezza dell'imposta su cui poggiano gli archetti. L'archivolto é a tutto sesto leggermente rialzato, con intradosso progressivamente piú spesso dalle imposte alla chiave. Due bassorilievi affiancati in laterizio sono posti nello spazio centrale compreso fra l'archivolto e gli archetti 
bifora 
00300365 
09 
0900300365 
L'intera facciata fu sottoposta ad un intervento di restauro, a causa dei danni subiti durante la II guerra mondiale, svoltosi negli anni 1944/1945. Tali lavori furono promossi e realizzati a cura di un Comitato presieduto dall'allora pievano Cipriani C. Fu in questa occasione che venne scoperta la bifora, in seguito alla rimozione della cantoria e dell'organo, e che si decise di ripristinare, con integrazioni, la superficie in laterizio della facciata (Badiani A., in "Archivio Storico Pratese", 1945). Occorre infatti precisare che la facciata presenta una ripartizione netta di materiali: l'alberese nella parte inferiore e il laterizio in quella superiore. Sia le ragioni che hanno imposto l'impiego di tali materiali diversi sia una datazione più circoscritta della costruzione -comunque di età romanica- rimangono incerte. Riguardo i due bassorilievi, sappiamo che al momento della ricomparsa della bifora si trovavano collocati sul capitello (cfr. Badiani A., 1945); é stato supposto che siano da riferire ai marchi dei costruttori, ma molto più probabilmente si possono identificare, osservandoli da posizione ravvicinata, con i due santi Pietro e Paolo. Il Moretti, più recentemente (in "Prato storia di una città", 1991, v. I, t. II) li segnala senza precisarne l'iconografia. Sembra comunque da escludere qualsiasi legame con la famiglia dei Guazzalotri che ha avuto un ruolo importante nella storia della pieve fin dalla sua origine (Pagni G., manoscritto del 1816). Utile risulta il confronto con edifici pratesi del XIII secolo costruiti in laterizio che presentano talvolta sulle facciate, motivi figurativi di simile fattura come nel caso dell'ex spedale di San Giovanni Gerosolimitano preso in esame da Stopani R. (in "Prato Storia Arte", 1980, n. 57). Per tipologia, la bifora rimanda al secolo XIII, ma permangono ancora dubbi circa la cronologia delle diverse parti componenti la facciata 
Bifora divisa da un pilastro avente base in pietra, fusto in laterizio, capitello in alberese e inserto di marmo serpentino all'altezza dell'imposta su cui poggiano gli archetti. L'archivolto é a tutto sesto leggermente rialzato, con intradosso progressivamente piú spesso dalle imposte alla chiave. Due bassorilievi affiancati in laterizio sono posti nello spazio centrale compreso fra l'archivolto e gli archetti 
bifora 
Prato (PO) 
0900300365-0 
bifora 
proprietà Ente religioso cattolico 
laterizio 
pietra/ scultura 
marmo serpentino/ scultura 
pietra alberese/ scultura 
bibliografia specifica: Prato storia - 1991 
bibliografia di confronto: Stopani R - 1980 
bibliografia specifica: Badiani A - 1945 

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