dipinto - ambito fiorentino-pratese (sec. XV)

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dipinto - ambito fiorentino-pratese (sec. XV) 
dipinto - ambito fiorentino-pratese (sec. XV) 
ca 1450-ca 1480 
Dipinti murali di cui il piú esteso è delimitato da una cornice a frontale architettonico decorata da un motivo a palmette e agli angoli superiori da due dischi concentrici; mentre il più piccolo, eseguito sulla parte inferiore sinistra, presenta una semplice riquadratura lineare. Sotto il margine inferiore di entrambi è visibile una fascia frammentaria a foglie lanceolate 
dipinto 
00300408 
09 
0900300408 
Di questi due affreschi si ha la prima menzione nella scheda sintetica del1913 a cura del Comune di Prato, in cui è suggerita l'attribuzione a Filippo Lippi estesa anche all'Annunciazione e alla Sant'Agata rappresentate ai lati dei dipinti murali in esame. In seguito Petrioli Tofani A. nella scheda del 1969 indica una datazione generica al XV secolo, che si può circoscrivere ai primi decenni della seconda metà del secolo per certe affinità non solo stilistiche (quali il motivo decorativo della riquadratura) riscontrabili con l'affresco precedente (cfr. scheda n. 0900300407). Tale datazione concorderebbe anche con la notizia documentaria (una lettera dell'allora pievano Andrea Guazzalotri) seconda la quale un grave incendio interessò l'area presbiteriale della chiesa nel 1478 cui seguì probabilmente una nuova decorazione delle pareti più vicine maggiormente danneggiate (cfr. Fredlander J., 1862). Il cattivo stato di conservazione non permette una lettura stilistica precisa ciò nonostante la figura di San Francesco sembra più rigorosa e proporzionata rispetto a quelle dell'Annunciazione e meno caratterizzata sul piano fisionomico. Per la presenza inoltre del padiglione cfr. Pavone A. M. (1988) che illustra vari esempi di iconografia francescana quattrocentesca. Il riquadro più piccolo con Tobia e l'arcangelo Raffaele ricavato nella stessa superficie di quello maggiore è da ritenere contemporaneo e apparentemente vicino stilisticamente all'affresco che lo contiene, anche se le figurette, mosse e vivaci, sono rese secondo dettami più calligrafici e caratterizzati. Rimangono tuttora inspiegati i motivi della presenza di questo soggetto iconografico e della sua collocazione anche se l'ipotesi più ricorrente lo vuole ex voto di qualche parrocchiano. Una tradizione popolare inoltre, basata evidentemente su una datazione anteriore del dipinto, l' attribuisce al piccolo Leonardo da Vinci 
Dipinti murali di cui il piú esteso è delimitato da una cornice a frontale architettonico decorata da un motivo a palmette e agli angoli superiori da due dischi concentrici; mentre il più piccolo, eseguito sulla parte inferiore sinistra, presenta una semplice riquadratura lineare. Sotto il margine inferiore di entrambi è visibile una fascia frammentaria a foglie lanceolate 
dipinto 
Prato (PO) 
0900300408-0 
dipinto 
proprietà Ente religioso cattolico 
intonaco/ pittura a tempera 
bibliografia di confronto: Pavone M. A - 1988 
bibliografia di confronto: Friedlander J - 1862 

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