scene cortesi (sella - da torneo, opera isolata) - ambito Italia settentrionale (terzo quarto XV sec)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900645305 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
sella, da torneo, opera isolata scene cortesi
scene cortesi (sella - da torneo, opera isolata) - ambito Italia settentrionale (terzo quarto XV sec)
scene cortesi (sella - da torneo, opera isolata) - ambito Italia settentrionale (terzo quarto XV sec)
ca 1450-ca 1475
Sella impiallaccita d'osso e corno con rilievi incollati al supporto ligneo e fissati con piccoli perni in osso. Tra il supporto e i rilievi, strato di pergamena per favorire l'adesione tra le lastrine e la struttura lignea. Bordi della sella profilati da bacchette in osso e corno, alcune lisce, altre lavorate a spina di pesce. I soggetti intagliati sono tratti dall'iconografia cortese. Sull'arcione, coppia di giovani in atto di scmabiarsi doni attraverso la recinzione che li tiene separati; ai lati, angeli con cartigli con le parole "laus deo". Sul lato sinistro della seduta, donna che srotola sotto gli occhi dell'amato una banderuola con iscritto "amor"; più oltre, un cacciatore insegue un leone, che calpesta un cartiglio bianco; in basso, giovane con cappello. Di fronte a quest'ultimo, manca il rilievo corrispondente, sostituito da una placchetta più tarda con due lupi che sbranano una lepre. Sul lato destro della seduta, donna con nastro con scritto "aspeto tempo"; ai suoi piedi un falco e più oltre un giovane che combatte contro un drago. Nella parte posteriore è una coppia in piedi, con la dama che offre all'amato un cuore palpitante, pegno d'amore. Sull'arcione posteriore, alto e modellato per avvolgere i fianchi del cavaliere, due draghi fiacheggiano una ghirlanda vegetale, al cui interno doveva essere dipinto su pergamena uno scudo araldico; tutt'attorno arbusti e rami di quercia
sella (da torneo, opera isolata)
Bargello Avori 3
00645305
09
0900645305
Sella che per la preziosità e la fragilità del materiale e la raffinatezza dell'intaglio, era sicuramente destinata ad un utilizzazione da parato, quale lussuoso corredo da sfoggiare in particolari circostanze, come le nozze. Come messo in luce dalla critica, “i corteggi che accompagnavano la cerimonia di passaggio con cui la sposa lasciava la casa paterna per entrare in quella dello sposo (domumductio) erano occasioni per esibire la ricchezza della dote e per suggellare la nuova alleanza sociale , economica e politica stretta per via del vincolo matrimoniale” (Chiesi in Ciseri 2018, p. 330). L’iconografia cortese dispiegata nelle parti figurate e le iscrizioni potrebbero alludere a questo uso; e lo scudo sull’arcione posteriore doveva essere dipinto con tutta probabilità con le imprese degli sposi o del committente. L’opera, documentata nelle raccolte medicee fin dal 1631, era in origine guarnita con velluto e frange seriche. Essa può essere confrontata solo con una sella da parata del Kunsthistorisches Museum di Vienna (inv. A 64) per la forma; e, in modo più puntuale, con un esemplare della Galleria Estense di Modena, databile agli anni Settanta del Quattrocento e ricondotta al mecenatismo di Ercole I d’Este (inv. 2641). L’opera fiorentina è accomunata all’opera modenese dalla medesima foggia, dai comuni soggetti iconografici tratti da un repertorio cortese ancora legato a un gusto tardo gotico, dallo stile dell’intaglio, dai dati di costume dei personaggi, dalla resa delle chiome degli alberi, così come dalla vivace policromia. Alla luce di ciò, la critica ha supposto siano state eseguite all’interno di una medesima bottega attiva nell’Italia settentrionale, nella cerchia delle corti padane, fra Mantova, Ferrara e Verona, estendendo per il manufatto fiorentino una datazione agli anni Settanta del Quattrocento
n.p
scene cortesi
Sella impiallaccita d'osso e corno con rilievi incollati al supporto ligneo e fissati con piccoli perni in osso. Tra il supporto e i rilievi, strato di pergamena per favorire l'adesione tra le lastrine e la struttura lignea. Bordi della sella profilati da bacchette in osso e corno, alcune lisce, altre lavorate a spina di pesce. I soggetti intagliati sono tratti dall'iconografia cortese. Sull'arcione, coppia di giovani in atto di scmabiarsi doni attraverso la recinzione che li tiene separati; ai lati, angeli con cartigli con le parole "laus deo". Sul lato sinistro della seduta, donna che srotola sotto gli occhi dell'amato una banderuola con iscritto "amor"; più oltre, un cacciatore insegue un leone, che calpesta un cartiglio bianco; in basso, giovane con cappello. Di fronte a quest'ultimo, manca il rilievo corrispondente, sostituito da una placchetta più tarda con due lupi che sbranano una lepre. Sul lato destro della seduta, donna con nastro con scritto "aspeto tempo"; ai suoi piedi un falco e più oltre un giovane che combatte contro un drago. Nella parte posteriore è una coppia in piedi, con la dama che offre all'amato un cuore palpitante, pegno d'amore. Sull'arcione posteriore, alto e modellato per avvolgere i fianchi del cavaliere, due draghi fiacheggiano una ghirlanda vegetale, al cui interno doveva essere dipinto su pergamena uno scudo araldico; tutt'attorno arbusti e rami di quercia
scene cortesi
Firenze (FI)
0900645305
sella da torneo
proprietà Stato
cuoio
legno
pergamena
corno/ doratura, incisione, intaglio, intarsio, pittura
osso/ doratura, incisione, intaglio, intarsio, pittura
bibliografia specifica: Campani A - 1884
bibliografia specifica: Supino I.B - 1898
bibliografia specifica: Palazzo Vecchio - 1980
bibliografia di confronto: Gaborit Chopin D - 1978
bibliografia di confronto: Images ivory - 1997
bibliografia specifica: Rossi F - 1932
bibliografia specifica: Mostra armi - 1938
bibliografia specifica: Chiesi, Benedetta - 2019
bibliografia specifica: Ciseri, Ilaria - 2018