Empio (miniatura) by Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico (metà sec. XV)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900646178-2_4 an entity of type: CulturalPropertyComponent

miniatura, c. 96v Empio
Empio (miniatura) by Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico (metà sec. XV) 
Empio (miniatura) di Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico (metà sec. XV) 
ca 1450-ca 1450 
Iniziale fogliata piccola con figura e caudata D(ixit insipiens). Corpo della lettera azzurro dal quale fuoriescono fiori e foglie rosa, verdi, arancioni e azzurri. Fondo azzurro con la figura di un giovane uomo che tiene nella mano sinistra un puntale; particolarmente interessante è l'abbigliamento del giovane, egli, infatti, indossa una pellanda verde con ampie maniche svasate (manches ouvertes) e corte, la cui particolarità è negli orli lambeaux, con il collo bordato di pelliccia e stretta in vita da una cintura di cuoio borchiata. Dalla cioppa spuntano le maniche della coppa lilla bordate di rosso; i capelli sono corti e biondi 
miniatura 
S. Marco e Cenacoli 531 
00646178 
09 
0900646178 
I due Salteri 530 e 531, realizzati per il Convento di San Marco probabilmente intorno agli anni cinquanta del XV secolo, si possono considerare 'gemelli' poiché contengono le stesse miniature. Sebbene la maggior parte degli studi ad essi riferibili sia piuttosto recente (Bellosi 1990, pp. 98-101; Boskovits 1995, pp. 33-68; Scudieri 2003, p. 166; boskovits 2008, pp. 109-110), erano già noti alla critica ottocentesca che vi ha fin da subito riconosciuto la mano dell'Angelico. Una loro prima attribuzione si deve a Vincenzo Marchese che li riteneva opere di Fra Benedetto dal Mugello ma il primo a ricondurli alla mano di un giovane Angelico fu Max Wingenroth (Beiträge zur Angelico-Forschung, in 'Repertorium für Kunstwissenschaft', 21, 5, 1898, pp. 335-345, 427-438). Trovarono poi il loro pieno riconoscimento in tempi recenti in occasione della mostra 'Pittura di luce. Giovanni di Francesco e l'arte fiorentina di metà Quattrocento' (Firenze 1990), quando sono stati ricondotti da Luciano Bellosi (1990) alla mano di un Angelico ormai alle ultime fasi del suo operato. I due Salteri sono infatti confrontabili con l'Armadio degli Argenti, dove numerose figure di santi sono dipinte con la stessa delicatezza delle carni e dei panneggi del David orante a c. 70v o del David musicante a c. 135v. Nella realizzazione dei due codici, e in particolare del 530, sembra comunque intervenire anche un collaboratore. Nel Salterio 531 è molto evidente l'influenza dei fiamminghi, come evidenziato in occasione della mostra 'Firenze e gli antichi Paesi Bassi 1430-1530. dialoghi tra artisti: da Jan van Eyck a Ghirlandaio, da Memling a Raffaello...' (Firenze 2008) con l'ipotesi di un contatto tra l'Angelico e Rogier van der Weyden durante il suo soggiorno in Italia nel 1450. un contatto che avrebbe lasciato il segno in diverse opere del pittore fiorentino, tra le quali l'Adorazione dei magi (detta Tondo Cook) che è l'opera pittorica che più si avvicina alle miniature del Salterio 531 (Boskovits 1995). E' soprattutto l'incidenza della luce sulle superfici, che regala un aspetto quasi metafisico al dipinto, l'elemento che unisce le due opere: anche nel Salterio, infatti, la luce illumina le vesti e le volumetrie donando un effetto metallico e le vesti si arricchiscono di perle e pellicce descritte con un'attenzione naturalistica tipica dei Paesi Bassi. I riferimenti al Tondo Cook sono anche di carattere iconografico, in particolare nella bellissima figura del giovane Empio a c. 96v che riprende, nel gesto e nei capelli scompigliati, una delle figure degli ignudi sullo sfondo del dipinto. In questo Salterio il presunto collaboratore sembra avere meno spazio e, conseguentemente, l'illustrazione appare più omogenea dal punto di vista qualitativo 
31B8 (stolto) 
Empio 
Iniziale fogliata piccola con figura e caudata D(ixit insipiens). Corpo della lettera azzurro dal quale fuoriescono fiori e foglie rosa, verdi, arancioni e azzurri. Fondo azzurro con la figura di un giovane uomo che tiene nella mano sinistra un puntale; particolarmente interessante è l'abbigliamento del giovane, egli, infatti, indossa una pellanda verde con ampie maniche svasate (manches ouvertes) e corte, la cui particolarità è negli orli lambeaux, con il collo bordato di pelliccia e stretta in vita da una cintura di cuoio borchiata. Dalla cioppa spuntano le maniche della coppa lilla bordate di rosso; i capelli sono corti e biondi 
c. 96v 
Empio 
Firenze (FI) 
0900646178-2.4 
miniatura 
proprietà Stato 
pergamena/ pittura a tempera 
pergamena/ miniatura 
gesso/ doratura 
bibliografia specifica: Vasari G - 1878-1885 
bibliografia specifica: Marchese V - 1869 
bibliografia specifica: Chiarelli R - 1968 
bibliografia specifica: D'Ancona P - 1914 
bibliografia specifica: Miniatura '400 - 2003 
bibliografia specifica: Mostra opere - 1955 
bibliografia specifica: Rondoni F - 1876 
bibliografia specifica: D'Ancona P - 1908 
bibliografia specifica: Pittura luce - 1990 
bibliografia specifica: Beato Angelico - 2009 
bibliografia specifica: Bonsanti G - 1998 
bibliografia specifica: Fra Giovanni - 2007 
bibliografia specifica: Milanesi G - 1850 

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