profezia dell' Abate Gioacchino (dipinto murale) by Ferrucci Nicodemo di Michelangelo (sec. XVII)

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dipinto murale profezia dell' Abate Gioacchino
profezia dell' Abate Gioacchino (dipinto murale) di Ferrucci Nicodemo di Michelangelo (sec. XVII) 
profezia dell' Abate Gioacchino (dipinto murale) by Ferrucci Nicodemo di Michelangelo (sec. XVII) 
ca 1620-ca 1624 
in cantonata di fianco all'entrata del convento è raffigurato, nella parte inferiore dell'affresco, il dotto Abate Giovacchino dalla fluente barba assorto nel suo studiolo in una profonda contemplazione. Di fronte a sè un libro con iscrizione, purtroppo andata perduta ma nota grazie al Richa, che ci rammenta la sua profezia ovvero l'avvento di una nuova età per la Chiesa con la comparsa di San Francesco e San Domenico (raffigurati appunto nell'affresco di fianco) 
dipinto murale 
00655664 
09 
0900655664 
gli affreschi di Ognissanti di Nicodemo Ferrucci, membro della nota dinastia di scultori fiesolani e che si formò presso la bottega del Passignano, attestano la piena adesione dell'artista alla pittura riformata fiorentina. Queste opere riflettono lo spirito innovativo che contrassegnò i movimenti degli Spirituali e dell' Osservanza, rifacendosi proprio alla visione profetica di Gioacchino da Fiore. Gli affreschi dovevano infatti sì narrare la vita di San Francesco, ma la vita doveva essere inquadrata da una tesi fondamentale come filo conduttore. Questa tesi fu proprio mutuata da Gioacchino da Fiore, l'abate calabrese che in due suoi scritti secoli prima aveva prospettato l'avvento di due nuovi ordini rivoluzionari per la Chiesa, che avrebbero permesso un'avvenire in cui vita e Vangelo finalmente potessero coincidere. In seguito non si ebbe difficoltà a riconoscere i Patriarchi di questo rinnovamento in San Francesco e San Domenico e non a caso i frati fecero incidere sull'architrave in pietra serena del portale d'accesso al chiostro la frase di Gioacchino "Erunt duo viri". Altra frase importante, voluta sempre dagli Osservanti, si torva nel libro sostenuto da Gioacchino da Fiore stesso nell'affresco in questione, "Veniet homo characteribus Jesu Christi insignitus". Francesco come "novello Cristo" , si voleva far vedere cioè quanto la vita di Francesco fosse conforme alla vita di Cristo in modo che i suoi frati credessero che lo Spirito del Signore si fosse posato su di lui in modo da costituire perfetta garanzia a seguirne l'esempio e la dottrina 
11 P 315311 (GIOACCHINO) 
profezia dell' Abate Gioacchino 
in cantonata di fianco all'entrata del convento è raffigurato, nella parte inferiore dell'affresco, il dotto Abate Giovacchino dalla fluente barba assorto nel suo studiolo in una profonda contemplazione. Di fronte a sè un libro con iscrizione, purtroppo andata perduta ma nota grazie al Richa, che ci rammenta la sua profezia ovvero l'avvento di una nuova età per la Chiesa con la comparsa di San Francesco e San Domenico (raffigurati appunto nell'affresco di fianco) 
profezia dell' Abate Gioacchino 
Firenze (FI) 
0900655664-0 
dipinto murale 
proprietà Ente religioso cattolico 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Kirchen Florenz - 1940-1954 
bibliografia specifica: Razzoli R - 1898 
bibliografia specifica: Chiostro Ognissanti - 1989 
bibliografia specifica: Batazzi F./ Giusti A. M - 1992 
bibliografia specifica: Cantelli G - 2009 
bibliografia di confronto: Morte gloria - 1999 
bibliografia specifica: Batazzi F - 1991 

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