verifica delle stimmate di San Francesco d'Assisi (dipinto murale) by Ferrucci Nicodemo di Michelangelo (primo quarto sec. XVII)

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dipinto murale, ventisettesima lunetta verifica delle stimmate di San Francesco d'Assisi
verifica delle stimmate di San Francesco d'Assisi (dipinto murale) by Ferrucci Nicodemo di Michelangelo (primo quarto sec. XVII) 
verifica delle stimmate di San Francesco d'Assisi (dipinto murale) di Ferrucci Nicodemo di Michelangelo (primo quarto sec. XVII) 
ca 1620-ca 1624 
Anche questa lunetta come la precedente, è una delle più danneggiate del ciclo, e riusciamo a cogliere ogni singolo elemento grazie ad un'incisione tratta dal testo "Il tesoro degli affreschi" del 1866 (Santi 1989). Il dipinto, riferito erroneamente in passato al pittore Fabrizio Boschi (op. cit. 1866), come del resto tutte le lunette del lato est di mano del Ferrucci, narra, come afferma Anna Maria Amonaci (1989), dell'episodio in cui i confratelli, lavando i piedi di San Francesco, si rendono conto dei segni delle stimmate. La scena, eccetto l'estremità destra in cui è raffigurata in piccolo, la scena del Purgatorio, è occupata quasi interamente dai frati francescani che, stupiti, attorniano Francesco. Tutta la composizione, dal disegno nitido di chiara matrice fiorentina, si svolge entro ritmi pacati e con una semplicità formale, costante dell'arte del Ferrucci, che riscontriamo in tutte le sue scene del lato orientale 
dipinto murale 
00655765 
09 
0900655765 
L'intero ciclo decorativo venne commissionato dai frati minori al veronese Jacopo Ligozzi, autore, come attesta la firma autografa nella seconda e quinta scena, della parete meridionale, di quella occidentale e degli episodi quali "L'incontro di San Francesco, San Domenico e Sant'Angelo Carmelitano in San Giovanni in Laterano" e "San Francesco riceve le stimmate". A lui subentrarono, in un secondo momento, Giovanni Mannozzi, Galeazzo Ghidoni, Filippo Tarchiani e Nicodemo Ferrucci che portarono a compimento la parte restante del ciclo, avvalendosi, per alcune scene (è questo il caso della "Cacciata dei diavoli"), di disegni preparatori che lo stesso Ligozzi aveva lasciato. Il 1599, anno di edizione delle "Rime" di Andrea Grillo, testo da cui il Ligozzi avrebbe tratto le citazioni presenti sotto ogni singolo episodio entro cartigli o cornici, è stato fissato come termine post quem per l'inizio dei lavori del ciclo (Conigliello 1989). Ipotesi avvalorata dalla presenza di due date trascritte dal pittore veronese negli episodi de "Il dono del mantello" e "La rinuncia ai beni paterni", rispettivamente 1600 e 1602. Se poi consideriamo un pagamento avvenuto nel 1605 da parte di un certo Balì Roberto Pucci per una della lunette del chiostro e che la sesta storia venne ripresa tra il 1604 e il 1607 dal Poccetti in uno degli affreschi dell'Annunziata (Conigliello 1989), possiamo proporre anche un arco cronologico per le prime scene ligozziane compreso tra il 1600, anno tradizionalmente riconosciuto dalla letteratura (a partire da Giuseppe Richa) come inizio della decorazione, e il 1607. A distanza di quasi un decennio subentrò, nella parete settentrionale, il pittore Toscano in arte conosciuto come Giovanni da San Giovanni che dipinse le prime cinque storie (Baldinucci 1846). Fu la volta di Galeazzo Ghidoni con l'episodio del "San Francesco che resuscita un bambino annegato" e di Filippo Tarchiani con il "Miracolo di San Francesco che converte l'acqua in vino". Le successive scene, ventitre e ventiquattro, si devono nuovamente al Ligozzi che lasciò definitivamente il posto a Nicodemo Ferrucci, autore delle cinque lunette conclusive del ciclo francescano. Il termine della decorazione può essere considerata, come riferisce il Terrinca (1691), la data 1624 (Matteoli 1973; Conigliello 1990). Come sottolinea la studiosa Lucilla Conigliello (1989), gli affreschi del Ligozzi si differenziano non solo dalla tradizione cinque-seicentesca di Andrea del Sarto piuttosto che Bernardo Poccetti per spazi meno scenografici e figure che si proiettano in primissimo piano, ma anche per una grande attenzione ai particolari che denotano il gusto per l'ornato (elemento distintivo della sua attività di decoratore) e per l'introduzione di elementi di novità che creano nello spettatore effetto di meraviglia. La sua pittura nitida e arcaizzante, che bene si fonde con la vita francescana e costituisce un modello per il fedele, si rivolge piuttosto, nell'organizzazione degi spazi riprodotti come scatole prospettiche e nelle tipologie fisionomiche, agli artisti del secolo XV (Ghirlandaio, Signorelli) 
11 H (FRANCESCO) 4 
verifica delle stimmate di San Francesco d'Assisi 
Anche questa lunetta come la precedente, è una delle più danneggiate del ciclo, e riusciamo a cogliere ogni singolo elemento grazie ad un'incisione tratta dal testo "Il tesoro degli affreschi" del 1866 (Santi 1989). Il dipinto, riferito erroneamente in passato al pittore Fabrizio Boschi (op. cit. 1866), come del resto tutte le lunette del lato est di mano del Ferrucci, narra, come afferma Anna Maria Amonaci (1989), dell'episodio in cui i confratelli, lavando i piedi di San Francesco, si rendono conto dei segni delle stimmate. La scena, eccetto l'estremità destra in cui è raffigurata in piccolo, la scena del Purgatorio, è occupata quasi interamente dai frati francescani che, stupiti, attorniano Francesco. Tutta la composizione, dal disegno nitido di chiara matrice fiorentina, si svolge entro ritmi pacati e con una semplicità formale, costante dell'arte del Ferrucci, che riscontriamo in tutte le sue scene del lato orientale 
ventisettesima lunetta 
verifica delle stimmate di San Francesco d'Assisi 
Firenze (FI) 
0900655765-27 
dipinto murale 
detenzione Ente religioso cattolico 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia di confronto: Dizionario enciclopedico - 1972-1976 
bibliografia specifica: Kirchen Florenz - 1940-1954 
bibliografia specifica: Baldinucci F - 1845-1847 
bibliografia specifica: Richa G - 1754-1762 
bibliografia specifica: Dizionario biografico - 1960- 
bibliografia di confronto: Allgemeines Lexicon - 1907-1950 
bibliografia specifica: Razzoli R - 1898 
bibliografia di confronto: Pittura Italia - 1988-1989 
bibliografia di confronto: Cantelli G - 1983 
bibliografia specifica: Chiostro Ognissanti - 1989 
bibliografia specifica: Batazzi F./ Giusti A. M - 1992 
bibliografia specifica: Matteoli A - 1973 
bibliografia di confronto: Borsook E - 1969-1970 
bibliografia specifica: Amonaci A. M - 1988-1989 
bibliografia specifica: Batazzi F - 1991 
bibliografia specifica: Cicconi M - 2003-2004 

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