monumento ai caduti - a lapide by Petroni Francesco (primo quarto sec. XX)

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monumento ai caduti, a lapide, Monumento ai caduti della prima guerra mondiale
monumento ai caduti - a lapide di Petroni Francesco (primo quarto sec. XX) 
monumento ai caduti - a lapide by Petroni Francesco (primo quarto sec. XX) 
post 1900-ante 1924 
Battista alla quale si accede da un piccolo vialetto che passa attraverso il ristretto ma suggestivo giardino antistante. Posta sulla destra del portale, essa costuita a somiglianza di un altare votivo di discrete dimensioni. Due gradoni di marmo bianco come basamento che poggiano in terra, sopra ad essi un elemento orizzontale in marmo grigio, ancora sopra una striscia orizzontale in marmo bianco con un fregio in bassorilievo raffigurante un ramo di alloro. Sopra a questo si trova una struttura divisa in 3 parti: al centro la lapide in marmo bianco, mentre ai due lati due elementi verticali in marmo grigio con due fasci littori in bassorilievo. Al di sopra il tutto termina con una parte in marmo grigio all'interno della quale è posta una targa bronzea al centro raffigurante un elmetto con ai lati due pugnali rivolti verso l'alto il tutto sovrastato da una stella (la stella d'Italia) e sopra a questo una croce 
Monumento ai caduti della prima guerra mondiale (monumento ai caduti a lapide) 
00848058 
09 
0900848058 
La grande e artistica lapide fu inaugurata nell'agosto 1920 sulla facciata dell'antica pieve di S. Giovanni Battista. Essa era opera del noto scultore Francesco Petroni (la cui firma è visibile sulla lapide). È da presumere che l'aggiunta dei due fasci littori ai lati della lapide (tutt'oggi presenti) sia avvenuta in seguito, negli anni più inoltrati del regime fascista. Dopo la prima apposizione fu anche aggiunto il nome di un caduto, molto probabilmente perchè la morte fu accertata dopo l'erezione della lapide: episodi come questo furono molto frequenti dato che il lavoro di recupero, di identificazione e di trasporto delle salme dei soldati dal fronte fino ai propri luoghi di origine andò avanti ancora per alcuni anni dopo la fine della guerra. L'epigrafe fu dettata dal conte Cesare Sardi, presidente della Misericordia di Lucca e persona di primo piano nell'ambiente cattolico lucchese, in particolar modo al centro della ritualità legata al ricordo dei caduti dagli anni di guerra fino ai primi anni Venti, prima che il fascismo prendesse il sopravvento anche in questo aspetto della vita pubblica 
soggetto assente 
Battista alla quale si accede da un piccolo vialetto che passa attraverso il ristretto ma suggestivo giardino antistante. Posta sulla destra del portale, essa costuita a somiglianza di un altare votivo di discrete dimensioni. Due gradoni di marmo bianco come basamento che poggiano in terra, sopra ad essi un elemento orizzontale in marmo grigio, ancora sopra una striscia orizzontale in marmo bianco con un fregio in bassorilievo raffigurante un ramo di alloro. Sopra a questo si trova una struttura divisa in 3 parti: al centro la lapide in marmo bianco, mentre ai due lati due elementi verticali in marmo grigio con due fasci littori in bassorilievo. Al di sopra il tutto termina con una parte in marmo grigio all'interno della quale è posta una targa bronzea al centro raffigurante un elmetto con ai lati due pugnali rivolti verso l'alto il tutto sovrastato da una stella (la stella d'Italia) e sopra a questo una croce 
Monumento ai caduti della prima guerra mondiale 
Bagni di Lucca (LU) 
0900848058 
monumento ai caduti a lapide 
proprietà Ente religioso cattolico 
marmo 

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