archibugio by Sigmund Klett, Hans Paul Klett - produzione austriaca (terzo quarto XVII sec)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0901142965 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
archibugio, a ripetizione
archibugio di Sigmund Klett, Hans Paul Klett - produzione austriaca (terzo quarto XVII sec)
archibugio by Sigmund Klett, Hans Paul Klett - produzione austriaca (terzo quarto XVII sec)
ca 1660-ca 1670
Arma da fuoco portatile. Canna quadra con tacca di mira a perla dorata. Ha un codolo di culatta particolarmente lungo e ampio, fissato alla cassa tramite due vitoni
a ripetizione (archibugio)
AM 70
01142965
09
0901142965
Questo archibuso funzionava a ripetizione, con un serbatoio dalla capacità di 20 colpi. Sganciando il guardamano tramite una linguetta di acciaio, questo veniva fatto ruotare a 180°. In questa rotazione girava anche il blocchetto cilindrico nel mezzo del meccanismo acquisendo una dose di polvere, che entrava nella cavità sferica del cilindro stesso. Ruotando di altri 180° il guardamano, quindi riportandolo in posizione regolare, nell'alloggiamento sferico entrava anche una palla dal serbatoio posto nel calcio. La separazione del serbatoio della polvere da quello delle palle rendeva l'arma tra le più sicure dell'epoca. Questo meccanismo sembra essere stato inventato intorno agli anni Quaranta del Seicento da Peter Kalthoff, in quanto l'esemplare più antico è firmato dall'archibugiaro olandese con data 1645. La famiglia Kalthoff fu impegnata nel progettare archibusi a ripetizione: William Kalthoff aveva prodotto un'arma a ripetizione nel 1640, brevettandola l'anno successivo. Peter ebbe il monopolio della produzione di queste armi negli Stati Generali olandesi e aprì una bottega a Copenhagen in cui lavorarono anche i suoi fratelli Mathias e Caspar, quest'ultimo già noto ingegnere a Londra nel 1630. Proprio grazie all'attività dei fratelli Kalthoff in Danimarca, l'esercito danese fu dotato di fucili a ripetizione. L'esemplare del Bargello, arma militare, sembra essere stato prodotto, poco dopo le innovazioni introdotte dai Kalthoff, dai fratelli Sigmund e Hans Paul Klett. I due fratelli hanno inserito un meccanismo d'accensione molto simile allo snaphaunce svedese. I Klett erano una famiglia di archibugiari che nel 1634 trasferirono la bottega da Suhl a Salisburgo servendo i vescovi di quella città. In particolare i fratelli Hans Paul e Sigmund, figli di Johan Paul il Vecchio, sono noti per la canna dell'archibuso D 99 dell'Hofjagd-und Rustkammer del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la M 159 Musée de l'Armée di Parigi, esemplari molto raffinati che si discostano dal presente archibuso che è invece di chiara destinazione militare. Ebbero un terzo fratello, Cornelius, anche lui noto per aver firmato raffinate canne di archibuso. Trascrizione dall'Inventario del 1878: «Archibuso egualmente a serie di colpi, fino a venti, ma molto più rozzo degli altri e guasto nel meccanismo. Lung. della canna m 0,61, lung. totale m 1,02»
45C16(RIFLE)
Arma da fuoco portatile. Canna quadra con tacca di mira a perla dorata. Ha un codolo di culatta particolarmente lungo e ampio, fissato alla cassa tramite due vitoni
a ripetizione
Firenze (FI)
0901142965
archibugio
proprietà Stato
ferro
legno di noce
ottone/ doratura
acciaio
bibliografia specifica: Blackmore H.L - 1968
bibliografia specifica: Hayward J.F - 1962-1963
bibliografia specifica: Hoff A - 1959
bibliografia specifica: Lupi G - 1976
bibliografia specifica: Peterson H.L - 1963
bibliografia specifica: Støckel J.F - 1938-1943
bibliografia specifica: di Carpegna N - 1968