trittico portatile, insieme by Jacopo di Mino del Pellicciaio (seconda metà sec. XIV)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1000016116-0 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

trittico portatile, insieme
trittico portatile, insieme by Jacopo di Mino del Pellicciaio (seconda metà sec. XIV) 
trittico portatile, insieme di Jacopo di Mino del Pellicciaio (seconda metà sec. XIV) 
ca 1355-ca 1360 
Trittico portatile cuspidato composto da una tavola centrale e due sportelli raccordati mediante cerniere 
trittico portatile (insieme) 
58.0 
00016116 
10 
1000016116 
Pubblicato da Santi (1969, pp. 99-100) con l'attribuzione a Bartolo di Fredi, il trittico viene inserito da Bellosi (1972 , pp. 73-77) nel catalogo di Jacopo di Mino del Pellicciaio, accogliendo una proposta già formulata da Meiss (1951, p. 112 n. 30). L'ascrizione a Jacopo è stata accettata anche da Boskovits (1973, p. 38 n. 91) e De Benedictis (1979, p. 84). Il trittico è ricordato nell’Inventario del Carattoli del 1878 e nella guida di Adamo Rossi del 1879 come proveniente dal convento di san Domenico a Perugia a seguito delle operazioni di demaniazione iniziata nel 1861. Tuttavia non è menzionato né negli elenchi redatti dalla Commissione artistica provinciale, né nelle guide locali dell’epoca. Tale assenza è forse spiegabile con il furto di due dipinti avvenuto nella chiesa in quegli anni. Il trittico si può infatti identificare con quello citato in una delibera della Giunta comunale di Perugia del 14 ottobre 1869 e nel carteggio allegato. Nel documento la Giunta intende procedere per via giudiziaria contro Luigi Calderoni, detentore di due dipinti di proprietà comunale provenienti dall’ex convento di san Domenico, uno dei quali è così descritto: “Un trittico in tavola del primo tempo del 1400 in buono stato, di dimensioni simili a quella del suddetto quadro [Supplizio di Savonarola inv. 187…] ed ha una Madonna in mezzo a vari santi”. E’ probabile che il dipinto sia stato commissionato a Siena per la presenza del protettore della città, sant’Ansano, che assiste allo Sposalizio mistico di santa Caterina nello scomparto centrale del trittico. La santa nello scomparto di destra è identificabile negli inventari storici come santa Cecilia. Santi (1969) avanza altre due ipotesi, dubitativamente, i nomi di Dorotea ed Elisabetta d’Ungheria, quest’ultima proposta forse da accogliere per la particolare ricchezza della veste e la coroncina di rose bianche sul capo (cfr. Garibaldi, 2015, pp. 267-269 con bibliografia precedente) 
11D3221 
11G184 
11 HH (Maria Maddalena) 
11 HH (CATERINA DA SIENA) 34 1 : 11 H (Ansano) 
11 HH (Elisabetta d'Ungheria) 
73A521 
Trittico portatile cuspidato composto da una tavola centrale e due sportelli raccordati mediante cerniere 
trittico portatile 
Perugia (PG) 
1000016116-0 
trittico portatile 
proprietà Ente pubblico territoriale 
tavola/ doratura, pittura a tempera 
bibliografia specifica: Bellosi L - 1972 
bibliografia specifica: Boskovits M - 1973 
bibliografia specifica: De Benedictis C - 1979 
bibliografia specifica: Garibaldi V - 2015 
bibliografia specifica: Meiss M - 1951 
bibliografia specifica: Santi F - 1969 
bibliografia specifica: Pierini, M.; Picchiarelli, V. (a cura di) - 2021 

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