Figura maschile (affresco, complesso decorativo) by Ugolino di Prete Ilario (attribuito), Onofrio di Amedeo (e aiuti), Francesco d'Antonio Cecchi (e aiuti), Petruccioli Cola (e aiuti), Nicolò di Zenobio (e aiuti), Angelo Lippi (e aiuti) (terzo quarto XIV)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1000060528 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
affresco, complesso decorativo Figura maschile
Figura maschile (affresco, complesso decorativo) by Ugolino di Prete Ilario (attribuito), Onofrio di Amedeo (e aiuti), Francesco d'Antonio Cecchi (e aiuti), Petruccioli Cola (e aiuti), Nicolò di Zenobio (e aiuti), Angelo Lippi (e aiuti) (terzo quarto XIV)
Figura maschile (affresco, complesso decorativo) di Ugolino di Prete Ilario (attribuito), Onofrio di Amedeo (e aiuti), Francesco d'Antonio Cecchi (e aiuti), Petruccioli Cola (e aiuti), Nicolò di Zenobio (e aiuti), Angelo Lippi (e aiuti) (terzo quarto XIV)
1370-1384
Al'interno di una cornice a compasso gotico è rappresentato un uomo anziano rivolto di trequarti verso sinistra, con barba e baffi molto folti e lunghi. I capelli sono bianchi, divisi in ciocche e lunghi fino alle spalle, il naso è molto pronunciato. Lo sfondo era dorato ed è ora visibile la preparazione rossa
affresco (complesso decorativo)
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La decorazione della tribuna fu commissionata ad Ugolino di Prete Ilario nel magio del 1370; "Reverendus dominus Petrus Dei gratia episcopus urbevetanus (...) concorditer deliberaverunt statuerunt et ordinaverunt, quod cappella super altare maius dicte E. debeat pingi per M. Ugolino pictorem de Urbeveteri (...)". Apprendiamo dai documenti che Ugolino ebbe numerosi aiuti : Onofrio di Amedeo (forse da identificare con Nofrio di Caterina, che nel 1367 a Sermogliano dipinse l'emblema dell'Opera del Duomo in una casa), Francesco d'Antonio Cechi (assunto nel 1370 per 10 soldi, continua a collaborare con Ugolino tra il 1373 ed il 1378 per 15 soldi), Nicolò di Zenobio (collabora dal 1370 al 1373), Angelo Lippi (ricordato solo nel 1370), Meco Costa (ricordato solo nel 1370), Giovanni di Andreuccio (ricordato ad Orvieto nel 1375; nel 1378 è ricordato ad Assisi per restaurare la vetrata della Chiesa Superiore di San Francesco), Nello di Cuccio, Andrea di Giovani e Cola Petruccioli, collaboratori di Ugolino tra il 1372 e il 1380). Ugolino di Prete Ilario viene ricordato per la prima volta nel 1357, quando dipinge la volta della Cappella del Corporale dove lavorerà fino al 1362. Tra il 1362 e il 1370 lavora ai mosaici della facciata. La sua formazione è in rapporto alla pittura senese di Lippo Vani, di Luca di Tommè e di Ambrogio Lorenzetti, dal quale riprende il gusto per le ricerche spaziali, sviluppando contemporaneamente una attenzione al particolare che precorre il gusto narrativo tardo gotico. Longhi lo indica tra i precursori della pittura di Gentile da Fabriano. Non sappiamo con certezza se alla morte di Ugolino, nel 1384, la decorazione della tribuna fosse compiuta. Successivamente si registrano rifacimenti e ritocchi alla fine del XV secolo: nel 1491 Giacomo da Bologna interviene nelle volte e nele pareti; nel 1492 e nel 1496 rifece alcune pitture nella parete destra il Pinturicchio, il cui lavoro venne continuato dal Pastura dal 1497 al 1499
non presente
Figura maschile
Al'interno di una cornice a compasso gotico è rappresentato un uomo anziano rivolto di trequarti verso sinistra, con barba e baffi molto folti e lunghi. I capelli sono bianchi, divisi in ciocche e lunghi fino alle spalle, il naso è molto pronunciato. Lo sfondo era dorato ed è ora visibile la preparazione rossa
Figura maschile
Orvieto (TR)
1000060528
affresco
proprietà persona giuridica senza scopo di lucro
intonaco/ pittura a fresco
bibliografia specifica: Gnoli U - 1923
bibliografia specifica: Longhi R - 1962
bibliografia di confronto: Perali P - 1919
bibliografia specifica: Carli E - 1965
bibliografia specifica: Fratini C - 1983
bibliografia specifica: Fumi L - 1891
bibliografia di confronto: B. Berenson - 1901
bibliografia specifica: Cecchi E - 1931
bibliografia specifica: Longhi. R - 1940