Storie di Santo Stefano tra grottesche (dipinto murale, ciclo) by Lombardelli Giovanni Battista detto Montano (attribuito), De Vecchi Giovanni (attribuito) (sec. XVI)
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dipinto murale, ciclo Storie di Santo Stefano tra grottesche
Storie di Santo Stefano tra grottesche (dipinto murale, ciclo) di Lombardelli Giovanni Battista detto Montano (attribuito), De Vecchi Giovanni (attribuito) (sec. XVI)
Storie di Santo Stefano tra grottesche (dipinto murale, ciclo) by Lombardelli Giovanni Battista detto Montano (attribuito), De Vecchi Giovanni (attribuito) (sec. XVI)
ca 1575-ante 1579
Fregio strutturato nelle quattro pareti con riquadri centrali di storie di Santo tra coppie di satiri monocromi con le schiene affrontate e sorreggenti scudo in cornice mistilinea con finto rilievo di creature mitologiche. Lateralmente - ai margini delle pareti - riquadri di grottesche con architettura e al centro cippo sorreggente l'aquila bicipite imperiale (pareti Est e Ovest) e di grottesche con scenette di rovine e al centro ovale con il gambero emblema del committente. Agli angoli clipei di finti rilievi monocromi in cornici con cariatidi, volute e zampe leonine
dipinto murale (ciclo)
01220225
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1201220225
La creazione del ciclo decorativo è stata riconosciuta dalla critica (Brugnoli in "La villa Lante di Bagnaia",1961; Alessi in "Bollettino d'Arte", 2004) come autonoma attività di Raffaellino da Reggio, pur con ascendenze degli Zuccari. La stessa struttura decorativa è chiaramente ispirata ai dipinti del Palazzo Farnese di Caprarola, secondo quello svolgimento privo di pause, nella sovrabbondante alternanza di scene, figurette, paesaggi, candelabre che trasmette il tipico senso di horror vacui. Alcune cadute di livello stilistico possono imputarsi all'ampio concorso della bottega, dovuto soprattutto alla brevità dell'intervallo tra l'intervento a Bagnaia di Raffaellino (ca.1575) e la fine dei lavori di decorazione in vista della visita di papa Gregorio XIII Boncompagni. Argomento a favore di un ruolo decisivo di Raffaellino (morto nel 1578) per l'intera decorazione della Palazzina Gambara è l'interpretazione del termine dei lavori inscritto nel fregio esterno - 1578 - quale riferimento all'insieme delle opere sia architettoniche sia pittoriche, in vista della visita del papa Gregorio XIII (10 settembre 1578). Riferiti essenzialmente all'esecuzione di aiuti sono gli affreschi della sala di San Lorenzo, che Maria Vittoria Brugnoli attribuisce a Giovan Battista Lombardelli, mentre Luigi Salerno vi riconosce la mano di Giovanni de Vecchi
73 F 35 : 48 A 98 72 : 92 L 41 : 44 B 19 4 : 46 A 12 2( GAMBARA)
Storie di Santo Stefano tra grottesche
Fregio strutturato nelle quattro pareti con riquadri centrali di storie di Santo tra coppie di satiri monocromi con le schiene affrontate e sorreggenti scudo in cornice mistilinea con finto rilievo di creature mitologiche. Lateralmente - ai margini delle pareti - riquadri di grottesche con architettura e al centro cippo sorreggente l'aquila bicipite imperiale (pareti Est e Ovest) e di grottesche con scenette di rovine e al centro ovale con il gambero emblema del committente. Agli angoli clipei di finti rilievi monocromi in cornici con cariatidi, volute e zampe leonine
Storie di Santo Stefano tra grottesche
Viterbo (VT)
1201220225-0
dipinto murale
proprietà Stato
intonaco/ pittura a fresco
bibliografia specifica: Alessi A - 2004
bibliografia specifica: Alessi A - 2005
bibliografia specifica: Benocci C - 2010
bibliografia specifica: Brugnoli M.V - 1961
bibliografia specifica: Lazzaro Bruno C - 1974
bibliografia specifica: Salerno L - 1969
<https://w3id.org/arco/resource/PhotographicDocumentation/1201220225-0-photographic-documentation-1>
<https://w3id.org/arco/resource/PhotographicDocumentation/1201220225-0-photographic-documentation-2>