San Biagio (scomparto di trittico) by Alemanno Pietro (attribuito) (ultimo quarto XV)
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scomparto di trittico, lato sinistro San Biagio
San Biagio (scomparto di trittico) di Alemanno Pietro (attribuito) (ultimo quarto XV)
San Biagio (scomparto di trittico) by Alemanno Pietro (attribuito) (ultimo quarto XV)
post 1482-post 1482
San Biagio è rappresentato, secondo la tradizionale iconografia, in abiti vescovili, con un piviale azzurro dalle larghe profilature dorate e con la mitra e il pastorale. Inoltre, nella mano sinistra tiene un pettine da cardatore, simbolo del suo martirio
scomparto di trittico
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L'opera fu commissionata per la chiesa di San Giovanni Battista di Valloppiara, a Valle Castellana (TE) e, probabilmente nel 1714, a causa della distruzione di questa chiesa, fu trasportata nella chiesa parrocchiale di Collegrato, sempre a Valle Castellana. Il Moretti (1968) la assegna a Pietro Alemanno, notando la stretta affinità con la produzione marchigiana di Carlo Crivelli e la data alla seconda metà inoltrata del XV secolo. Proprio questa vicinanza tra i due artisti porta Zampetti (1952) prima e Tropea (1991) poi ad attribuire quest'opera ed il trittico di Santa Rufina, proveniente sempre dalla Valle Castellana, al Crivelli, nel periodo intermedio che va tra la realizzazione della Madonna di Poggio di Bretta ed il pentittico del Duomo di Ascoli, ossia tra il 1470 e il 1473. Bologna (1991) non concorda con questa attribuzione, ma riferisce i due trittici della Valle Castellana a Pietro Alemanno e fissa come termine post quem per la creazione delle opere il 1482, data in cui è stata realizzata la Madonna con il Bambino di Carlo Crivelli ora alla Pinacoteca Vaticana, alla quale il pannello centrale del trittico di Collegrato sembra ispirarsi. Questa ipotesi è stata ripresa anche da Giancola nel 2011. La studiosa, per rafforzare l'attribuzione all'Alemanno nota la stretta somiglianza tra il San Biagio rappresentato nel trittico e quello realizzato sempre da Pietro Alemanno per il pentittico dell'altare degli Schiavoni in Santa Maria della Carità ad Ascoli Piceno. Lo stesso si può dire per la cuspide con il Cristo in Pietà, che mostra punti di contatto con quelle della chiesa di San Salvatore a Cerreto, nel teramano, e di Montefortino. Qui, però, l'artista semplifica l'iconografia, raffigurando come Simboli della Passione soltanto i chiodi posti sul bordo del sarcofago
11 H (BIAGIO)
San Biagio
San Biagio è rappresentato, secondo la tradizionale iconografia, in abiti vescovili, con un piviale azzurro dalle larghe profilature dorate e con la mitra e il pastorale. Inoltre, nella mano sinistra tiene un pettine da cardatore, simbolo del suo martirio
lato sinistro
San Biagio
L'Aquila (AQ)
1300282632-3
scomparto di trittico
proprietà Stato
tavola/ pittura a tempera
bibliografia specifica: Rinascimento danzante. Michele Greco - 2011