soggetto assente (monumento ai caduti - a pilo) - ambito abruzzese (sec. XX)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1300289598 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
monumento ai caduti, a pilo, monumento ai caduti della prima guerra mondiale soggetto assente
soggetto assente (monumento ai caduti - a pilo) - ambito abruzzese (sec. XX)
soggetto assente (monumento ai caduti - a pilo) - ambito abruzzese (sec. XX)
post 1915/07/01-ca 1925
Il monumento si compone di una lapide posta sul terreno e di un pilo in pietra e in marmo che si innalza sopra essa. La lastra è frammentata e si presenta in uno stato di decomposizione che impedisce la leggibilità della gran parte delle iscrizioni. Il cippo è composto da un alto basamento ottagonale che regge una semicolonna. Il basamento alterna lastre in marmo a lastre in pietra scolpite con elementi vegetali, che, nella parte superiore, si arricchiscono di volute, a loro volta raccordate da un fregio scultoreo. Una delle lastre in marmo, invece, fa da supporto a cinque fotografie di defunti, una delle quali non più visibile. La semicolonna si innesta sul basamento tramite un alto zoccolo che, su quattro delle otto facce, ospita elementi decorativi raffiguranti fiori. Alla base della colonna sorgono quattro lunette che raffigurano una croce, un’ancora, due libri con una stella e il caratteristico cuore abruzzese. La colonna reca, da una parte un’iscrizione commemorativa all’eroe e, dall’altra, una dedicata alla madre. Nella parte superiore è fregiata da due cornici e sorregge una fiaccola in pietra tenuta da tre piedini dal profilo circolare. Attorno alla tomba si ergono diversi piccoli cippi in pietra, uno dei quali dedicato all’eroe dai compagni di armi
monumento ai caduti della prima guerra mondiale (monumento ai caduti a pilo)
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Il monumento è dedicato a Giovanni Rossi, medaglia d’oro al Valor Militare, e alla madre Maria Antico e indica il luogo di sepoltura di questi e di altri familiari non identificati. Non è stato possibile risalire alla data esatta della costruzione del monumento, ma si può ipotizzare che esso sia stato realizzato appositamente per l’eroe, morto nel 1915, su un sito già dedicato alla sepoltura della famiglia Rossi (come attesta l’unica iscrizione leggibile sulla lapide posta a terra). L’iscrizione commemorativa dedicata a Giovanni Rossi, inoltre, è scritta su una semicolonna in posizione frontale, mentre quella dedicata alla madre (morta prima del figlio), nella parte posteriore. Ad indicare la dedicazione all’eroe vi è anche l’iscrizione, di uno dei cippi posti attorno al monumento, che recita “I COMPAGNI/ D’ARME/ Q. M. P.”. Giovanni Rossi (Teramo 4 ottobre 1887 - Alture di Polazzo 1 luglio 1915) nacque da Francesco Rossi e Maria Antico. Condotti gli studi superiori presso l’Istituto Tecnico “F. Galliani” di Chieti, si diplomò geometra. Nel 1909 frequentò il Corso Allievi Ufficiali di Complemento nel 5° Reggimento Genio Minatori. Il 30 giugno 1910 fu promosso sergente e nell’agosto dello stesso anno chiese di interrompere il corso da Ufficiale in quanto vincitore del concorso per Regio Genio Civile. Dal 1910 al 1915 lavorò come geometra presso il Genio Civile di Chieti, in Libia e presso l’ufficio del Genio Civile di Cosenza. Nel marzo del 1915 venne richiamato in servizio con il grado di Sergente e assegnato al 1° Reggimento genio Zappatori. Per le sue azioni ardite nella piana di Monfalcone e sull'Isonzo, fu nominato sul campo Sottotenente. Diventato istruttore per l'impiego dei tubi esplosivi, partecipò sempre in prima persona alle azioni più impegnativi. Il 2 luglio cadde ferito a morte sulle Alture di Pollazzo mentre tentava di far esplodere due tubi sotto reticolati nemici. Il 4 dicembre 1915 venne insignito della medaglia d'oro al valore con la seguente motivazione: “Per ben tre volte, con slancio ed ardimento, guidava tre squadre di volontari di un battaglione sotto un reticolato nemico per collocare e farvi brillare tubi esplosivi. La terza volta cadeva ferito a morte, dopo avere assolto il compito affidatogli”
soggetto assente
soggetto assente
Il monumento si compone di una lapide posta sul terreno e di un pilo in pietra e in marmo che si innalza sopra essa. La lastra è frammentata e si presenta in uno stato di decomposizione che impedisce la leggibilità della gran parte delle iscrizioni. Il cippo è composto da un alto basamento ottagonale che regge una semicolonna. Il basamento alterna lastre in marmo a lastre in pietra scolpite con elementi vegetali, che, nella parte superiore, si arricchiscono di volute, a loro volta raccordate da un fregio scultoreo. Una delle lastre in marmo, invece, fa da supporto a cinque fotografie di defunti, una delle quali non più visibile. La semicolonna si innesta sul basamento tramite un alto zoccolo che, su quattro delle otto facce, ospita elementi decorativi raffiguranti fiori. Alla base della colonna sorgono quattro lunette che raffigurano una croce, un’ancora, due libri con una stella e il caratteristico cuore abruzzese. La colonna reca, da una parte un’iscrizione commemorativa all’eroe e, dall’altra, una dedicata alla madre. Nella parte superiore è fregiata da due cornici e sorregge una fiaccola in pietra tenuta da tre piedini dal profilo circolare. Attorno alla tomba si ergono diversi piccoli cippi in pietra, uno dei quali dedicato all’eroe dai compagni di armi
soggetto assente
Chieti (CH)
1300289598
monumento ai caduti a pilo
proprietà Ente pubblico territoriale
pietra/ scultura
marmo/ incisione