Canto d'amore, Testa di statua, guanto e palla tra architetture (dipinto) by De Chirico, Giorgio (sec. XX)
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dipinto Testa di statua, guanto e palla tra architetture
Canto d'amore, Testa di statua, guanto e palla tra architetture (dipinto) by De Chirico, Giorgio (sec. XX)
Canto d'amore, Testa di statua, guanto e palla tra architetture (dipinto) di De Chirico, Giorgio (sec. XX)
1955-1955
natura morta
Canto d'amore, Testa di statua, guanto e palla tra architetture (dipinto)
02138557
03
0302138557
Si tratta di una replica autografa del celebre dipinto "Canto d'amore" (New York, Museum of Modern Art), eseguito più di quarant'anni prima nel 1914 da de Chirico nel suo giovanile soggiorno a Parigi. E' il periodo d'esordio della pittura metafisica, una pittura che negli intendimenti di de Chirico che usa per primo tale definizione, va oltre la rappresentazione della realtà sensoriale. L'artista intende cogliere i "valori nascosti" che le cose rivelano solo quando sono sorprese in una loro solitudine misteriosa, spaesata. Nel 1918 scrive: "Bisogna scoprire il demone in ogni cosa", cioè l'aspetto misterioso che si cela dietro ogni oggetto e che si rivela all'artista in certi "momenti anormali" o magici. La rottura della logica abituale delle situazioni e degli spazi è per de Chirico il modo di far rilevare l'aspetto magico e misterioso che si nasconde dietro ai rapporti consueti. Le combinazioni anomale di oggetti e segni provocano la fantasia dell'osservatore in maniera del tutto nuova. Qui la testa dell'Apollo del Belvedere, una delle icone culturali più note e abusate dell'arte classica, è accanto al famoso guanto di gomma rossa e a una palla di stoffa verde. Non è solo uno shock per i benpensanti, sono i segni di una nuova misteriosa rivelazione. Si tratta di una grandiosa messa in scena colpita da una luce netta che esalta l'imponenza plastica degli oggetti. Non vi è un'interpretazione iconografica univoca e il titolo, che deriva da una lirica di Guillaume Apollinaire, rimane misterioso, anche se evidente è il significato di Apollo, quale dio delle muse, e quindi trasfigurazione della poesia e dell'arte, del guanto come evocatore del pericolo, di ciò che è vietato toccare (forse l'amore?), della palla come simbolo dell'infanzia. Wieland Schmied definisce il "Canto d'Amore" l'uovo del cuculo del Classicismo.
Testa di statua, guanto e palla tra architetture
Canto d'amore
natura morta
Testa di statua, guanto e palla tra architetture, Canto d'amore
Bergamo (BG)
0302138557
dipinto
proprietà Ente pubblico territoriale
tela/ pittura a olio