Campana XVIII E.F (campana, bene semplice) (XX)

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campana, DO, bene semplice
Campana XVIII E.F (campana, bene semplice) (XX) 
Campana XVIII E.F (campana, bene semplice) (XX) 
1939-1939 
Campana riccamente ornata opera di fine anni ‘30 del XX secolo della fonderia Marinelli di Agnone. Presenta caratteristiche riconducibili allo scultore Felice D’Onofrio, imparentato con la famiglia di fonditori di Agnone. La campana ha una grande corona a 6 bracci, senza modanature o decori particolari. La calotta è priva di fregi e nel rigo superiore compare la nota rogazione contro “la folgore e la tempesta”. Più in basso ruota un carosello di puttini che reggono una ghirlanda, essi si aprono sulle due facce della campana dove, in grandi nicchie, compaiono i bassorilievi principali. Dalla metà in giù sono poste verticalmente grandi foglie d’acanto separate da linee che terminano con fiori a 8 petali. Ritorna, a delineare la base, una cinturina di perline molto comune nelle campane di questo autore 
Campana XVIII E.F (campana, bene semplice) 
A.M. 203 
00108742 
14 
1400108742 
L’iscrizione riporta all’antica rogazione incisa su molte campane presenti su campanili di tutt’Italia. Più che una preghiera è un’invocazione scaramantica contro i disastri causati dalle calamità naturali. Inoltre si riteneva che il suono forte e continuo della campana aveva il potere di disintegrare la grandine e rompere le nuvole, dunque di proteggere dalle alluvioni e dagli incendi i campi ed i boschi in una società prevalentemente agricola. La campana ha l’impostazione sobria e austera tipica del Ventennio Fascista. La datazione relativa a quel periodo (XVIII E. F.) giustifica lo stile di quell’epoca non corrispondente a quello caratterizzante il lavoro dello scultore Felice D’Onofrio. La campana è tra le ultime ad effigiarsi del Titolo concesso nel 1924 alla Fonderia Marinelli da papa Pio XI che morirà proprio nell’anno di questa fusione. Quella di Agnone è tra le rare aziende sopravvissute che continuano a fregiarsi dello Stemma Pontificio dello Stato del Vaticano. Questa volta la campana è firmata da Armando Marinelli come titolare unico dell’azienda 
Campana riccamente ornata opera di fine anni ‘30 del XX secolo della fonderia Marinelli di Agnone. Presenta caratteristiche riconducibili allo scultore Felice D’Onofrio, imparentato con la famiglia di fonditori di Agnone. La campana ha una grande corona a 6 bracci, senza modanature o decori particolari. La calotta è priva di fregi e nel rigo superiore compare la nota rogazione contro “la folgore e la tempesta”. Più in basso ruota un carosello di puttini che reggono una ghirlanda, essi si aprono sulle due facce della campana dove, in grandi nicchie, compaiono i bassorilievi principali. Dalla metà in giù sono poste verticalmente grandi foglie d’acanto separate da linee che terminano con fiori a 8 petali. Ritorna, a delineare la base, una cinturina di perline molto comune nelle campane di questo autore 
campana 
Agnone (IS) 
1400108742 
campana 
proprietà privata 
bronzo  fusione 

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