Chiesa di S. Maria della Strà - particolare interno (positivo) by Soprintendenza ai Monumenti per le province di Verona Mantova e Cremona (XX)
https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/0500677425 an entity of type: MovableCulturalProperty
positivo, c
Chiesa di S. Maria della Strà - particolare interno (positivo) by Soprintendenza ai Monumenti per le province di Verona Mantova e Cremona (XX)
Chiesa di S. Maria della Strà - particolare interno (positivo) di Soprintendenza ai Monumenti per le province di Verona Mantova e Cremona (XX)
post 1920-ante 1970
positivo
F3P/20
00677425
3
05
0500677425
Chiesa di S. Maria della Strà. Interno
S. Maria della Strà. Interno a sud
Chiesa di S. Maria della Strà - particolare interno
Chiesa di S. Maria della Strà - particolare interno, Ripresa fotografica di un particolare dell’interno della chiesa di Santa Maria della Strà durante l’intervento di restauro compiuto tra il 1905 e il 1906. I lavori, curati dalla Regia Soprintendenza ai Monumenti di Verona sotto la direzione dell’ing. Alessandro Da Lisca, furono fondamentali per la conservazione dell’antico edificio romanico, risalente al XII secolo, che versava in condizioni molto precarie. Durante il restauro si cercò di ridare all’interno l’antico aspetto aprendo le antiche finestrine e le prime arcate, chiuse per timore che dovessero crollare riportando così alla luce la prima colonna della navata destra, scoprendo gli affreschi ancora esistenti nelle absidi, sui pilastri e lungo le pareti, e sistemando il pavimento. Nella ripresa è visibile la divisione della navata centrale da quella meridionale
Verona (VR)
0500677425
positivo
proprietà Stato
gelatina ai sali d'argento/ carta
gelatina bromuro d'argento/ carta
bibliografia specifica: Santi E - 1995
bibliografia di confronto: Simeoni L - 1910
Ripresa fotografica di un particolare dell’interno della chiesa di Santa Maria della Strà durante l’intervento di restauro compiuto tra il 1905 e il 1906. I lavori, curati dalla Regia Soprintendenza ai Monumenti di Verona sotto la direzione dell’ing. Alessandro Da Lisca, furono fondamentali per la conservazione dell’antico edificio romanico, risalente al XII secolo, che versava in condizioni molto precarie. Durante il restauro si cercò di ridare all’interno l’antico aspetto aprendo le antiche finestrine e le prime arcate, chiuse per timore che dovessero crollare riportando così alla luce la prima colonna della navata destra, scoprendo gli affreschi ancora esistenti nelle absidi, sui pilastri e lungo le pareti, e sistemando il pavimento. Nella ripresa è visibile la divisione della navata centrale da quella meridionale