Architetti - Italia - sec. V./ sec. XIV - Ambito emiliano romagnolo (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (XX)

https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/0800641021 an entity of type: MovableCulturalProperty

negativo, servizio, insieme
Architettura religiosa - Chiese - Interno - Pulpito ed edicola del Santo Sepolcro (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (XX) 
Architetti - Italia - sec. V./ sec. XIV - Ambito emiliano romagnolo (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (XX) 
Architettura - Seconda Guerra Mondiale - Danni di guerra - 1940 (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (XX) 
Architettura religiosa - Chiese - Esterno - Cortile di Pilato - Catino (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (XX) 
Architettura - Seconda Guerra Mondiale - Danni di guerra - 1940 (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (XX) 
Emilia Romagna - Bologna - Basilica di Santo Stefano (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (XX) 
Emilia Romagna - Bologna - Basilica di Santo Stefano (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (XX) 
Architettura religiosa - Chiese - Interno - Pulpito ed edicola del Santo Sepolcro (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (XX) 
Architetti - Italia - sec. V./ sec. XIV - Ambito emiliano romagnolo (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (XX) 
Architettura religiosa - Chiese - Esterno - Cortile di Pilato - Catino (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (XX) 
ca 1940/08-ca 1940/08 
L'insieme è costituito da 2 lastre negative originariamente contenute in pergamino; tali buste, con iscrizioni e annotazioni, si conservano separatamente 
negativo (servizio, insieme) 
N_001876; N_001877 
00641021 
08 
0800641021 
Bologna. Chiesa di Santo Stefano, pulpito e catino di Pilato con le protezione antiaeree 
Tra il settembre del 1943 e l'aprile del 1945 su Bologna ci furono 41 incursioni aeree che distrussero completamente 1.236 fabbricati, ne danneggiarono seriamente 1.470 e ne lesionarono altri 2.445. Sin dalle prime tragiche ore dopo i nefasti accadimenti, come racconta il soprintendente, si poté iniziare la triste opera di ricognizione dei danni. La Soprintendenza ai Monumenti guidata da Alfredo Barbacci e il Genio Civile si impegnarono fin da subito nella ricognizione dei danni subiti dai monumenti cittadini, avvalendosi dell'aiuto degli studi fotografici più attivi in quegli anni, che realizzarono vere e proprie campagne di censimento della condizione in cui versava la città. Lo Studio Villani fu da sempre interprete attento e specializzato, vista la consuetudine con gli storici dell'arte sin dagli anni Trenta (si pensi al momento decisivo della mostra sul Settecento Bolognese organizzata da Zucchini nel 1935, che elegge la ditta Villani, da quel momento e fino alla fine della sua attività, a memoria visiva degli avvenimenti culturali di ambito bolognese), nel campo della riproduzione di manufatti storico artistici. Durante gli accadimenti bellici, specifico incarico giunse anche dal podestà di Bologna, Mario Agnoli che, sul finire del 1944, in accordo con il comando tedesco, volle affidare alla Ditta Villani la documentazione dei danni di guerra, allo scopo propagandistico, di coltivare tra la popolazione il risentimenti verso gli Alleati che stavano bombardando la città e i suoi beni culturali. Cosi come documentano le lastre di proprietà della Soprintendenza, di cui stiamo ricostruendo la storia, la ditta fu impegnata in una metodica campagna di rilevamento dei danni subiti; dopo ogni bombardamento, per specifico incarico, un operatore della ditta Villani si recava sul posto a ritrarre le rovine “proseguendo nello stesso intento documentario cui si deve la dolorosa integrazione della storia per immagini dei monumenti.” Le fotografie Villani, dopo la guerra, avrebbero documentato, cosi come dimostrano alcune delle lastre oggetto di studio, anche la travagliata storia della ricostruzione. Nel secondo dopoguerra l'impegno della ditta, testimone collettivo della storia cittadina, passò attraverso la riorganizzazione dello studio fotografico (con la morte di Achille Villani nel 1949 la società fu rifondata col nome di Ditta Achille Villani e Figli e nel 1953 fu trasformata definitivamente in una società a responsabilità limitata che vedeva in Cesare Forlani l'amministratore unico, concludendosi nel 1970 con la morte di Vittorio Villani) rimanendo comunque lo studio “fotografo per eccellenza la cui fama travalica di gran lunga l'asse della via Emilia” (Luca Zambelli, Ottanta anni di clic, in “Bologna ieri, oggi, domani”, n. 30, 1994, p.38). "Il pulpito e l'edicola del Santo Sepolcro sono stati protetti e chiusi, completamente da una solida armatura di legname che si eleva tutto intorno fino alla sommità. L'armatura è legata e sostenuta da un basamento di mattoni in muratura che si eleva fino a 2 m da terra. La doppia fila di sacchi di sabbia che forma il blindamento è sostenuta per tutta l'altezza da una scaffalatura sostenuta dall'armatura in legname ed è ricoperta da una fodera di eraclit di 3 cm." [...] "Il catino è stato completamente sostenuto da sacchetti di sabbia che lo proteggono anche dai lati e dall'alto. E' risultato protetto da una piramie di sacchetti, a sua volta protetta da copertura in legname e cartone catramato". (Monari 1995). Le protezione sono risultate effficienti e fondamentali all'alba del 9 gennaio 1944 quando, sulla Chiesa di S. Giovanni in Monte e sulle case adiacenti, le bombe, con l'urto dei gas hanno disssestato tetti e distrutto vetrate. Alcuni frammenti, entrati attraverso una grande finestra nella Chiesa del Crocifisso, hanno danneggiato l'organo, senza provocare incendi 
Architetti - Italia - sec. V./ sec. XIV - Ambito emiliano romagnolo 
Architettura - Seconda Guerra Mondiale - Danni di guerra - 1940 
Architettura religiosa - Chiese - Esterno - Cortile di Pilato - Catino 
Emilia Romagna - Bologna - Basilica di Santo Stefano  
Architettura religiosa - Chiese - Interno - Pulpito ed edicola del Santo Sepolcro  
L'insieme è costituito da 2 lastre negative originariamente contenute in pergamino; tali buste, con iscrizioni e annotazioni, si conservano separatamente 
Le lastre sono poste verticalmente sul lato maggiore entro buste di carta a quattro falde e scatola automontante in cartone acid free. All'interno della scatola sono collocate in ordine progressivo seguendo la nuova numerazione inventariale attribuita 
Emilia Romagna - Bologna - Basilica di Santo Stefano ; Architettura religiosa - Chiese - Esterno - Cortile di Pilato - Catino ; Architettura religiosa - Chiese - Interno - Pulpito ed edicola del Santo Sepolcro ; Architetti - Italia - sec. V./ sec. XIV - Ambito emiliano romagnolo ; Architettura - Seconda Guerra Mondiale - Danni di guerra - 1940, Bologna - Piazza Santo Stefano - Basilica di Santo Stefano - Esterno con il Catino di Pilato - Interno con il pulpito e l'edicola di Santo Stefano - Opere di protezione dei monumenti dagli attacchi aerei 
Bologna (BO) 
0800641021 
negativo servizio 
proprietà Stato 
gelatina ai sali d'argento 
vetro 
Bologna - Piazza Santo Stefano - Basilica di Santo Stefano - Esterno con il Catino di Pilato - Interno con il pulpito e l'edicola di Santo Stefano - Opere di protezione dei monumenti dagli attacchi aerei 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here