Architetti italiani - Sec. 17. - Monti, Giovan Giacomo (negativo) by Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/0800641899 an entity of type: MovableCulturalProperty
negativo
Edifici di culto - Chiese - Interni - Cappelle (negativo) di Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Architetti italiani - Sec. 17. - Monti, Giovan Giacomo (negativo) by Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini (negativo) by Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Edifici di culto - Chiese - Interni - Cappelle (negativo) by Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Architettura - Chiese – Sec. 17 (negativo) by Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945 (negativo) by Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945 (negativo) di Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Architettura - Chiese – Sec. 17 (negativo) di Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Architetti italiani - Sec. 17. - Monti, Giovan Giacomo (negativo) di Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini (negativo) di Anonimo, Monti, Gian Giacomo (terzo quarto XX)
post 1951-ante 1973/12/27
La lastra era originariamente contenuta in una busta pergamina; tale custodia si conserva separatamente in una scatola. Il negativo presenta sul lato emulsione, una mascheratura in carta nera lungo tutto il perimetro
negativo
N_003106
00641899
08
0800641899
Costruito fra il 1477 e il 1480 da Nicolò di Marchionne da Firenze e Francesco Fucci da Dozza, il Corpus Domini è uno dei santuari più cari alla devozione popolare. L'edificio è conosciuto anche con il nome di “Chiesa della Santa” in quanto in esso è conservato il corpo di Santa Caterina de' Vigri, fondatrice nel 1456 del primo convento di suore Clarisse a Bologna. Conservando la facciata rinascimentale, Giovan Giacomo Monti rimaneggiò l’edificio nella seconda metà del Seicento, in forma barocca. L’interno è a una navata, con cappelle affrescate da Marcantonio Franceschini e arricchito da sculture di Giuseppe Mazza. La chiesa deve però la sua notorietà all'esuberante portale in terracotta attribuito a Sperandio di Bartolomeo de' Savelli. Il santuario venne per la maggior parte distrutto dall’incursione aerea del 5 ottobre del 1943, che abbatté la facciata, il tetto, le volte della nave, alcune cappelle e la parte superiore dei muri di perimetro; inoltre distrusse e mutilò l’interna decorazione ad affresco e a stucco. Il negativo in esame mostra l’ala sinistra della chiesa durante il recupero postbellico: in particolare procedendo dalla controfacciata verso l’altare, il fototipo rende visibili i lavori in corso nella cappella Monti e nella cappella Aldrovandi Marescotti. La prima cappella è di giuspatronato dell’architetto Gian Giacomo Monti, il medesimo che riedificò la chiesa nel XVII secolo e progettò l’architettura del tempietto di cui è patrono. L’immagine presenta inoltre la cappella Aldrovandi Marescotti (detta anche Cappella dello Spirito Santo) completa del dipinto “Madonna Immacolata” di Marcantonio Franceschini. Il recupero in corso dell'archivio fotografico SABAP, offre l'interessante opportunità di osservare l'evoluzione degli edifici e dei beni tutelati e restaurati dalla Soprintendenza. Nel caso della Chiesa del Corpus Domini pesantemente danneggiata dalle incursioni aeree della Seconda Guerra Mondiale, la fase che documenta i lavori in corso del lato meridionale è rappresentata dal negativo N_002523 del 1951 che ha codice univoco 0800641760. Dallo spoglio del faldone “BO M 91/ Ex Chiesa e Convento del Corpus Domini o della Santa”, conservato nell'Archivio storico della “Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara”, contenente gli atti, i carteggi e i progetti relativi alla chiesa bolognese, è stato individuato un appunto datato 19 giugno 1972, in cui si precisava che il lavoro del falegname per il quadro della Cappella dello Spirito Santo, venne sospeso in attesa di informazioni più certe sul dipinto di Franceschini. In considerazione a ciò e per confronto col fototipo N_002523, si può definire che la matrice in disamina realizzata da autore ignoto, è stata eseguita successivamente a questo scatto, pertanto si decide di collocarla nell’arco cronologico compreso tra il 1951 e la fine del 1973 (data desunta da una relazione della Soprintendenza ai Monumenti dell’Emilia, redatta da Sergio Piconi, in cui si precisa che i restauri furono ultimati il 27 dicembre di quell’anno)
BOLOGNA/ CHIESA DEL CORPUS DOMINI/ VEDUTA CAPPELLA 8a (dello Spirito Santo)/ DURANTE I LAVORI DI RESTAURO
Architettura - Chiese – Sec. 17
Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini
Architetti italiani - Sec. 17. - Monti, Giovan Giacomo
Edifici di culto - Chiese - Interni - Cappelle
La lastra era originariamente contenuta in una busta pergamina; tale custodia si conserva separatamente in una scatola. Il negativo presenta sul lato emulsione, una mascheratura in carta nera lungo tutto il perimetro
negativo conservato dentro busta e scatola acid-free
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini ; Edifici di culto - Chiese - Interni - Cappelle ; Architettura - Chiese – Sec. 17 ; Architetti italiani - Sec. 17. - Monti, Giovan Giacomo ; Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945, Bologna - Interno della Chiesa del Corpus Domini, detta anche Chiesa della Santa - Veduta del lato meridionale: la cappella Campagna, la cappella Aldrovandi Marescotti e la cappella Monti, durante il restauro - Edificio danneggiato dal duplice bombardamento della seconda guerra mondiale - Ripresa effettuata tra il 1951 e la fine del 1973
Bologna (BO)
0800641899
negativo
proprietà Stato
gelatina ai sali d'argento
vetro
Bologna - Interno della Chiesa del Corpus Domini, detta anche Chiesa della Santa - Veduta del lato meridionale: la cappella Campagna, la cappella Aldrovandi Marescotti e la cappella Monti, durante il restauro - Edificio danneggiato dal duplice bombardamento della seconda guerra mondiale - Ripresa effettuata tra il 1951 e la fine del 1973