Archivio Cisterna Monti by Cisterna, Eugenio, Monti, Virginio, Armoni, Luigi, Felici, Giuseppe, Balelli, Alfonso, De Federicis, Francesco, Molins, Pompeo, A. Vidan & Figlio, Raffaelli, Paolo, Pedo, Getano (XIX-XX)
https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/1201254148 an entity of type: MovableCulturalProperty
archivio, professionale, bene semplice, Il fondo è costituito da 574 positivi di vario formato (da un massimo di 38x26 cm a un minimo di 5,2x5,1 cm) in massima parte sciolti ma con alcuni esemplari incollati su supporto secondario. Compongono la serie di positivi stampe all'albumina, alla gelatina ai sali d'argento, celloidine (aristotipi al collodio) e stampe al citrato (aristotipi alla gelatina cloruro d'argento), stampe al carbone, collotipie e stampe su tela emulsionata. Completano il fondo 16 negativi alla gelatina bromuro d’argento su vetro (formato 9x12 e 13x18), tematico, La scelta di un ordinamento tematico che vede l'accostamento di temi simili nella stessa scatola conservativa, o la giustapposizione di immagini analoghe sullo stesso supporto, ha sovvertito l'ordine numerico dato in fase di inventariazione
Archivio Cisterna Monti by Cisterna, Eugenio, Monti, Virginio, Armoni, Luigi, Felici, Giuseppe, Balelli, Alfonso, De Federicis, Francesco, Molins, Pompeo, A. Vidan & Figlio, Raffaelli, Paolo, Pedo, Getano (XIX-XX)
Archivio Cisterna Monti di Cisterna, Eugenio, Monti, Virginio, Armoni, Luigi, Felici, Giuseppe, Balelli, Alfonso, De Federicis, Francesco, Molins, Pompeo, A. Vidan & Figlio, Raffaelli, Paolo, Pedo, Getano (XIX-XX)
ca 1875-ca 1910
Archivio Cisterna Monti (archivio, bene semplice)
0001 - 0590
01254148
590
12
1201254148
Il fondo si presenta come un corpus unico e complessivo sull'attività artistica dell'atelier Cisterna-Monti. La sua importanza e unicità è data dal soggetto e dall'uso delle fotografie in relazione alle opere realizzate dai due artisti nel corso della loro attività. L'importanza di questo fondo appare evidente per lo studio dei rapporti tra fotografia e pittura a cavallo tra i due secoli, ed in particolare, in questo caso, dalla rilevanza che a quel tempo avevano i due pittori-decoratori, ben introdotti nella cerchia artistica e intellettuale del periodo. La fotografia aveva raggiunto un grado di esecuzione abbastanza semplice con una diffusione sempre maggiore e una funzionalità di supporto all'attività artistica. Molti pittori trovarono più pratico, semplice e a volte economico, usare la fotografia come strumento di lavoro. La posa dei modelli veniva infatti fissata con lo scatto fotografico, lasciando così il tempo e l'agio all’artista di riprodurre la stessa posa in pittura o trarne ispirazione. Era questo lo scopo delle fotografie dell'atelier Cisterna-Monti e testimonianza ne sono anche le quadrettature, a matita o inchiostro, che spesso sono tracciate sui positivi, così come le annotazioni, i danni causati da una frequente consultazione delle immagini (macchie, abrasioni, lacerazioni). I diversi formati mostrano come le fotografie fossero strumento dai lavoro: in alcuni casi al verso troviamo la sagoma dell'immagine realizzata con un veloce tratteggio, quasi fosse un primo bozzetto del dipinto già impostato su carta fotografica. Spesso i modelli erano gli stessi familiari che si prestavano a trasformarsi in tableaux vivants per la coppia di pittori (conferma viene anche da nomi ricorrenti manoscritti al verso dei positivi: Rosita Cisterna, Emilia Monti Cisterna, Giulio, Gina, Maria Giovanna...). Osservare e studiare questo fondo fotografico permette di entrare in contatto con una realtà altrimenti perduta, di capire i processi di preparazione dell'opera pittorica, le scelte e i ripensamenti. La biografia dei due pittori si intreccia sia professionalmente che privatamente, facendo forse meglio comprendere l'atmosfera di continua collaborazione che coinvolgeva l'intera famiglia e non solo il rapporto professionale tra i due. Solo una decina d'anni separavano la nascita di Virginio Monti ed Eugenio Cisterna e il loro sodalizio professionale fu suffragato dalla parentela acquisita. Seppure sempre definiti decoratori-pittori, Papa Leone XIII nominò il Monti, già affermato per la sua collaborazione con Alessandro Mantovani, Pittore Ufficiale della Chiesa Romana e questo lo portò ad accettare e portare a compimento numerosi incarichi per decorare gli interni delle nuove chiese che si andavano erigendo non solo a Roma e nel Lazio, ma anche nel resto d'Italia e all'estero, dall'isola di Malta a Londra, agli Stati Uniti d’America. Lo stile di entrambi i pittori si nutriva del recupero della pittura classica e si adattava perfettamente alle richieste degli uffici pontifici. La fiorente attività è testimoniata non solo dagli originali in loco, ma dalle opere riprodotte fotograficamente che possono essere confrontate con quanto è ancora presente in chiese e palazzi privati, permettendo di comprendere meglio l'intera figura dei due autori ed il loro metodo di lavoro. Lo stesso Cisterna, sempre incline a nuove forme espressive, si impegnò anche nello studio delle vetrate artistiche tanto da trovare innovative soluzioni di realizzazione e ad aprire nel 1900, con il genero Giulio Cesare Giuliani, la fabbrica di Vetrate d'Arte Giuliani, tra le più note della capitale e tuttora attiva
350
Il materiale è stato inventariato nel 2000. La fisionomia del fondo e il modo in cui si presenta è strettamente connesso alle modalità conservative individuate: particolare rilevanza assume infatti il lavoro di montaggio dei fototipi che spesso accosta sullo stesso supporto stampe tratte dal medesimo negativo ed eseguite con tecniche diverse o con viraggi dai toni differenti. Nel 2012 i dati inventariali sono confluiti in un file excel (vedi allegato in FNT - Fonti e Documenti). Nel 2002 è stata invece avviata la catalogazione con scheda F, livello C (catalogatore Monica Vinardi) su software T3: sono stati attribuiti 587 numeri di catalogo generale (da 12/00931020 a 12/00931573 - da 12/00933239 a 12/00933271). La catalogatrice ha svolto soprattutto ricerche di carattere storico-artistico i cui risultati sono confluiti nell’articolo pubblicato su “M.A.FO.S. Comunicazioni” (Vinardi 2002). Sempre nel 2012 la studiosa Giovanna Bertelli ha analizzato i materiali, indagando il legame con la produzione artistica dei due pittori e producendo una relazione corposa, confluita in parte in questa scheda riepilogativa. Il fondo è stato inoltre interamente digitalizzato a opera del Laboratorio fotografico dell’ICCD in alta e bassa risoluzione. Le immagini digitali sono confluite nel progetto per un sistema di archiviazione e gestione delle immagini digitali (SAGID) e sono tutte visibili alla pagina http://www.fotografia.iccd.beniculturali.it/index.php?r=collezioni/immagini&fondo=Cisterna+Monti
Architettura - Decorazioni - Pittura - Affreschi
Pittori - Italia - Sec. 19.-20. - Monti, Virginio
Pittura - Modelli - Figuranti
Stendardi - Gonfaloni
Pittori - Italia - Sec. 19.-20. - Cisterna, Eugenio
Ritratti fotografici
Cartoni - Disegni - Bozzetti
Iconografia mitologica - Allegorie
Iconografia cristiana - Madonna - Gesù Cristo - Santi - Profeti
Il fondo è costituito da 574 positivi di vario formato (da un massimo di 38x26 cm a un minimo di 5,2x5,1 cm) in massima parte sciolti ma con alcuni esemplari incollati su supporto secondario. Compongono la serie di positivi stampe all'albumina, alla gelatina ai sali d'argento, celloidine (aristotipi al collodio) e stampe al citrato (aristotipi alla gelatina cloruro d'argento), stampe al carbone, collotipie e stampe su tela emulsionata. Completano il fondo 16 negativi alla gelatina bromuro d’argento su vetro (formato 9x12 e 13x18)
consolidamento
I positivi sciolti sono stati trattati con sistema di archiviazione pHidoc-Stouls, che consiste in un foglio di poliestere termosaldato ad uno in cartoncino. La stampa viene fissata al supporto sulla parte superiore con carta giapponese. Questo sistema ha il pregio di proteggere, sostenere e permettere la visione diretta dell’oggetto senza alcuna manipolazione. E' possibile inoltre visualizzare anche il verso del positivo grazie al montaggio parziale. Le stampe incollate su supporti originali in cartoncino sono state inserite in cartelline saldate su due lati. Tutti i positivi sono riposti, in senso orizzontale, all'interno di 28 scatole di cartone a ph neutro, mentre le lastre negative di entrambi i formati sono inserite in buste a quattro falde e riposte in senso verticale entro una scatola a ph neutro. Tutti i materiali sono conservati presso i magazzini climatizzati del GFN Archivio Fotografico, prima stanza, parete sinistra
Pittori - Italia - Sec. 19.-20. - Cisterna, Eugenio ; Pittori - Italia - Sec. 19.-20. - Monti, Virginio ; Pittura - Modelli - Figuranti ; Cartoni - Disegni - Bozzetti ; Iconografia cristiana - Madonna - Gesù Cristo - Santi - Profeti ; Architettura - Decorazioni - Pittura - Affreschi ; Stendardi - Gonfaloni ; Ritratti fotografici ; Iconografia mitologica - Allegorie, Il Fondo Cisterna Monti è costituito da più di 400 fotografie (positivi e negativi) che ritraggono modelli in posa. Su molti positivi sono presenti fori, quadrettature e tracce di colore. Questi elementi, insieme alla comparazione delle fotografie con le opere dello stesso Eugenio Cisterna, dimostrano in che modo l’artista impiegasse la fotografia: come studio e trasposizione diretta di elementi figurativi da inserire nelle composizioni pittoriche. A questo gruppo si sono aggiunti 146 positivi di cui molti riproducono opere di Virginio Monti. La storica dell’arte Monica Vinardi ha dimostrato come i due gruppi, apparentemente distinti anche per autorialità, possano essere riferiti sia a fotografi professionisti sia ad entrambi i pittori. Sembra infatti che alcuni modelli fotografati siano serviti anche a Monti per alcune composizioni pittoriche come per la decorazione del Duomo di Ferrara (1890) e, più in generale, per le opere realizzate tra il 1884 e il 1887
Roma (RM)
1201254148
archivio professionale
proprietà Stato
Il Fondo Cisterna Monti è costituito da più di 400 fotografie (positivi e negativi) che ritraggono modelli in posa. Su molti positivi sono presenti fori, quadrettature e tracce di colore. Questi elementi, insieme alla comparazione delle fotografie con le opere dello stesso Eugenio Cisterna, dimostrano in che modo l’artista impiegasse la fotografia: come studio e trasposizione diretta di elementi figurativi da inserire nelle composizioni pittoriche. A questo gruppo si sono aggiunti 146 positivi di cui molti riproducono opere di Virginio Monti. La storica dell’arte Monica Vinardi ha dimostrato come i due gruppi, apparentemente distinti anche per autorialità, possano essere riferiti sia a fotografi professionisti sia ad entrambi i pittori. Sembra infatti che alcuni modelli fotografati siano serviti anche a Monti per alcune composizioni pittoriche come per la decorazione del Duomo di Ferrara (1890) e, più in generale, per le opere realizzate tra il 1884 e il 1887