Raccolta Munoz (XX)
https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/1201416273 an entity of type: MovableCulturalProperty
raccolta, professionale, Il fondo è costituito da 534 negativi in vetro e pellicola di vario formato: 24x30 (5), 21x27 (76), 18x24 (207), 13x18 (220), 9x12 (3), 6x9 (23). A un nucleo omogeneo di 511 negativi giunti tramite lo storico dell'arte Federico Zeri si aggiungono altri materiali sempre riconducibili all'intermediazione di Zeri, da collegarsi alla collezione di opere d'arte e disegni di Antonio Muñoz, numerico, Una volta acquisite le lastre sono state inventariate con il criterio per formato adottato dal GFN, dalla lettera C (formato 24x30) alla lettera M (formato 6x7)
Raccolta Munoz (XX)
Raccolta Munoz (XX)
post 1904-ante 1960
Raccolta Munoz (raccolta professionale, DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE)
C011506-C011510; D007506-D007582; E048783-E048990; F012545-F012765; H004212; H005025- H005026; M001679-M001701
01416273
534
12
1201416273
Il fondo Muñoz giunge all’ICCD tramite donazione da parte della vedova Maria Luisa su interessamento dello storico dell’arte Federico Zeri. Antonio Muñoz e Zeri erano infatti legati da parentela essendo cugini di secondo grado ed è proprio Federico Zeri l’artefice della distribuzione dei materiali dello studioso dopo la sua morte, con un lavoro di progressiva dismissione della collezione, attraverso la vendita o la cessione. Muñoz utilizzava la fotografia per la sua ampia attività di ricerca e per la didattica, raccogliendo negativi e positivi che spesso si ritrovano nei numerosi scritti. Zeri propone dunque l’acquisizione di negativi, per lui di scarso interesse, richiedendone copia positiva e selezionando soggetti che avrebbero potuto incrementare e arricchire il patrimonio iconografico del Gabinetto Fotografico Nazionale. In questo contesto si inserisce un carteggio tra l’allora direttore del GFN Giorgio Castelfranco e Zeri del 24 novembre 1962 (Calanna 2018, p. 247) in cui è chiara l’acquisizione per donativo di 511 lastre negative del "compianto prof. Muñoz" con l’impegno di stamparle in duplice copia, una da consegnare alla vedova e la seconda destinata allo stesso Zeri. La presa in carico dei negativi in formato 13x18, 18x24 e 21x27, come donazione Muñoz, è registrata sui libri inventariali tra il 30 giugno e il 27 settembre 1961 e il lavoro di stampa viene eseguito dal fotografo Bruno Cargnel, in organico presso il Gabinetto Fotografico. Un secondo nucleo riferibile alla collezione dello studioso, ma di formato minore (9x12 e 6x9), fa il suo ingresso nel GFN alcuni anni più tardi, nel 1966, sempre attraverso un donativo Zeri. Una parte cospicua di positivi appartenenti a Muñoz è stata ereditata da Federico Zeri che oltre al legame di parentela condivideva con lui l’ambito di interesse professionale ed è conservata, insieme a volumi e contributi editoriali, dalla Fondazione Zeri di Bologna
I negativi sono in corso di digitalizzazione nell'ambito del progetto finanziato dalla Legge 190. Le descrizioni sono state riversate su piattaforma XDams e consultabili sul Portale di fotografia del MIC
Architettura - Edifici di culto - Chiese - Restauri
Codici miniati - Manoscritti miniati
Italia - Scultori sec. 15 - Filarete
Italia - Scultori sec. 18-19 - Canova, Antonio
Pianificazione urbanistica - Piani regolatori - Progetti
Veneto - Possagno - Musei - Collezioni - Gessi - Sculture
Il fondo è costituito da 534 negativi in vetro e pellicola di vario formato: 24x30 (5), 21x27 (76), 18x24 (207), 13x18 (220), 9x12 (3), 6x9 (23). A un nucleo omogeneo di 511 negativi giunti tramite lo storico dell'arte Federico Zeri si aggiungono altri materiali sempre riconducibili all'intermediazione di Zeri, da collegarsi alla collezione di opere d'arte e disegni di Antonio Muñoz
Tutti i negativi sono rientrati nel progetto di digitalizzazione previsto dalla Legge 190 e contestualmente sono stati sottoposti a intervento di pulitura e condizionamento. Gli esemplari che presentavano problematiche sono stati sottoposti a restauro
Veneto - Possagno - Musei - Collezioni - Gessi - Sculture ; Codici miniati - Manoscritti miniati ; Pianificazione urbanistica - Piani regolatori - Progetti ; Italia - Scultori sec. 18-19 - Canova, Antonio ; Italia - Scultori sec. 15 - Filarete ; Architettura - Edifici di culto - Chiese - Restauri, La raccolta mostra temi riconducibili agli ambiti di studio e ricerca di Antonio Muñoz, alle sue attività scientifiche, editoriali e didattiche. Un corposo gruppo di lastre documenta il Museo Canoviano di Possagno, in particolare la Gipsoteca con vedute di insieme e di singole opere, da collocarsi cronologicamente prima del bombardamento del 1917 in cui l’edificio venne rovinosamente colpito. Muñoz comincia ad occuparsi di Canova già dal 1922, con un articolo pubblicato in occasione del centenario dalla morte dello scultore e successivamente approfondisce lo studio con contributi in riviste come Capitolium, Rassegna italiana, Nuova Antologia e il Bollettino d’Arte, fino alla monografia uscita nel 1957. Un altro elemento molto presente è la miniatura, con riproduzioni di manoscritti conservati in biblioteche nazionali e internazionali (Biblioteca Laurenziana di Firenze, Biblioteca Marciana di Venezia, Biblioteche Nazionali di Napoli, Palermo, Parigi, la Biblioteca Palatina o la Biblioteca Apostolica Vaticana). Muñoz matura un forte interesse per il mondo bizantino e la sua curiosità verso il Medio Oriente lo porta già nel 1905 a Istanbul, e poi in Grecia e in Libia, proprio per approfondire le sue ricerche sui codici miniati: da questo ambito prendono corpo contributi rilevanti in riviste di settore fino alla sua presenza, nel 1954, nel comitato scientifico dell’importante Mostra Storica Nazionale della miniatura svoltasi a Palazzo Venezia. Da segnalare inoltre una puntuale documentazione del portale in bronzo del Filarete nella Basilica di S. Pietro probabilmente legata alla stesura del volume "Filarete, scultore e architetto del secolo XV" pubblicato nel 1908 insieme a Michele Lazzaroni. All’interno del fondo si evidenziano anche tracce dell’attività di Muñoz come membro della Commissione Edilizia del Governatorato, con progetti di riassetto di aree monumentali ed archeologiche della città inserite nel Piano regolatore del 1931: l’isolamento del Mausoleo di Augusto, il ripristino della Basilica di Santa Sabina, l’assetto del Parco di Traiano o la Via dei Fori Imperiali. Si ricorda in questo contesto l’introduzione della "zona di rispetto" lungo la Via Appia, un’area nella quale Muñoz decise di edificare anche la sua abitazione nei pressi della Chiesa di S. Urbano alla Caffarella. Completano la raccolta opere pittoriche, numerosi disegni e vari progetti architettonici
Roma (RM)
1201416273
raccolta professionale
proprietà Stato
La raccolta mostra temi riconducibili agli ambiti di studio e ricerca di Antonio Muñoz, alle sue attività scientifiche, editoriali e didattiche. Un corposo gruppo di lastre documenta il Museo Canoviano di Possagno, in particolare la Gipsoteca con vedute di insieme e di singole opere, da collocarsi cronologicamente prima del bombardamento del 1917 in cui l’edificio venne rovinosamente colpito. Muñoz comincia ad occuparsi di Canova già dal 1922, con un articolo pubblicato in occasione del centenario dalla morte dello scultore e successivamente approfondisce lo studio con contributi in riviste come Capitolium, Rassegna italiana, Nuova Antologia e il Bollettino d’Arte, fino alla monografia uscita nel 1957. Un altro elemento molto presente è la miniatura, con riproduzioni di manoscritti conservati in biblioteche nazionali e internazionali (Biblioteca Laurenziana di Firenze, Biblioteca Marciana di Venezia, Biblioteche Nazionali di Napoli, Palermo, Parigi, la Biblioteca Palatina o la Biblioteca Apostolica Vaticana). Muñoz matura un forte interesse per il mondo bizantino e la sua curiosità verso il Medio Oriente lo porta già nel 1905 a Istanbul, e poi in Grecia e in Libia, proprio per approfondire le sue ricerche sui codici miniati: da questo ambito prendono corpo contributi rilevanti in riviste di settore fino alla sua presenza, nel 1954, nel comitato scientifico dell’importante Mostra Storica Nazionale della miniatura svoltasi a Palazzo Venezia. Da segnalare inoltre una puntuale documentazione del portale in bronzo del Filarete nella Basilica di S. Pietro probabilmente legata alla stesura del volume "Filarete, scultore e architetto del secolo XV" pubblicato nel 1908 insieme a Michele Lazzaroni. All’interno del fondo si evidenziano anche tracce dell’attività di Muñoz come membro della Commissione Edilizia del Governatorato, con progetti di riassetto di aree monumentali ed archeologiche della città inserite nel Piano regolatore del 1931: l’isolamento del Mausoleo di Augusto, il ripristino della Basilica di Santa Sabina, l’assetto del Parco di Traiano o la Via dei Fori Imperiali. Si ricorda in questo contesto l’introduzione della "zona di rispetto" lungo la Via Appia, un’area nella quale Muñoz decise di edificare anche la sua abitazione nei pressi della Chiesa di S. Urbano alla Caffarella. Completano la raccolta opere pittoriche, numerosi disegni e vari progetti architettonici