Sicilia - Enna - Castello di Lombardia (positivo, insieme) by Sommer, Giorgio (attribuito), Galifi, Francesco, Agnello, Giuseppe, Anonimo , Anonimo , Anonimo , Regia Soprintendenza ai Monumenti - Catania, Ente Provinciale per il Turismo - Enna (fine/ fine XIX-XX)

https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/1900382239-0 an entity of type: MovableCulturalProperty

positivo, album, insieme
Sicilia - Enna - Castello di Lombardia (positivo, insieme) di Sommer, Giorgio (attribuito), Galifi, Francesco, Agnello, Giuseppe, Anonimo <1901-1950>, Anonimo <1945 - 1955>, Anonimo <1951 - 2000>, Regia Soprintendenza ai Monumenti - Catania, Ente Provinciale per il Turismo - Enna (fine/ fine XIX-XX) 
Sicilia - Enna - Castello di Lombardia (positivo, insieme) by Sommer, Giorgio (attribuito), Galifi, Francesco, Agnello, Giuseppe, Anonimo <1901-1950>, Anonimo <1945 - 1955>, Anonimo <1951 - 2000>, Regia Soprintendenza ai Monumenti - Catania, Ente Provinciale per il Turismo - Enna (fine/ fine XIX-XX) 
Architettura militare - fortificazioni (positivo, insieme) di Sommer, Giorgio (attribuito), Galifi, Francesco, Agnello, Giuseppe, Anonimo <1901-1950>, Anonimo <1945 - 1955>, Anonimo <1951 - 2000>, Regia Soprintendenza ai Monumenti - Catania, Ente Provinciale per il Turismo - Enna (fine/ fine XIX-XX) 
Architettura militare - fortificazioni (positivo, insieme) by Sommer, Giorgio (attribuito), Galifi, Francesco, Agnello, Giuseppe, Anonimo <1901-1950>, Anonimo <1945 - 1955>, Anonimo <1951 - 2000>, Regia Soprintendenza ai Monumenti - Catania, Ente Provinciale per il Turismo - Enna (fine/ fine XIX-XX) 
ca 1880-ante 1970 
Raccoglitore ad anelli con meccanismo a leva difettoso, copertina in cartone con finitura marmorizzata e chiusura a laccetti in cotone marrone, dorso in tessuto marrone su cui è incollata una etichetta in carta ingiallita dai margini strappati lateralmente, parzialmente coperta da etichetta apposta successivamente. Le 179 schede cartacee ivi contenute, provenienti da diverse campagne di inventariazione, si differenziano per colore e tipo di cartoncino e presentano una numerazione non consecutiva 
positivo (album, insieme) 
00382239 
Insieme di positivi incollati su schede di supporto in cartoncino inserite in raccoglitore ad anelli 
241 
19 
1900382239 
EN/ Castello di Lombardia 
Architettura militare - fortificazioni 
Sicilia - Enna - Castello di Lombardia 
Raccoglitore ad anelli con meccanismo a leva difettoso, copertina in cartone con finitura marmorizzata e chiusura a laccetti in cotone marrone, dorso in tessuto marrone su cui è incollata una etichetta in carta ingiallita dai margini strappati lateralmente, parzialmente coperta da etichetta apposta successivamente. Le 179 schede cartacee ivi contenute, provenienti da diverse campagne di inventariazione, si differenziano per colore e tipo di cartoncino e presentano una numerazione non consecutiva 
restauro, spolveratura, condizionamento 
In armadio metallico chiuso, locale non climatizzato 
Sicilia - Enna - Castello di Lombardia ; Architettura militare - fortificazioni, Tutti i positivi contenuti nel faldone sono riferibili al Castello di Lombardia, monumento simbolo di Enna, il cui nome deriva probabilmente da una colonia di lombardi stabilitisi in questo luogo in età normanna. Avvicinandosi alla città dalla pianura circostante la fortezza appare ancora oggi possente, arroccata sulla grande rupe sui cui fianchi, tagliati a scarpa, si innestano le mura con le torri superstiti. Non è possibile determinare con esattezza, per scarsezza o irreperibilità di documenti, l’origine del castello, l’opinione più comunemente accettata è che l’opera antichissima sia stata quasi completamente ricostruita da Federico II di Svevia che utilizzò le costruzioni preesistenti modificandone l’aspetto, pur mantenendone probabilmente l’impianto planimetrico generale, strettamente legato all’orografia del terreno. Perno della strategia difensiva di tutta la Sicilia, il castello venne continuamente restaurato da tutte le dinastie regnanti succedutesi. L’impianto del castello presenta una tipologia a corti interne racchiuse da una cinta esterna poligonale con massicci torrioni agli angoli, sono ancora presenti sei torri di cortina e quattro interne, tutte a pianta quadrilatera, ma pare che anticamente il numero delle torri fosse doppio. La cinta racchiude una superficie di ca. 26.600 mq suddivisa in tre atri separati da cortine murarie e comunicanti solo tramite porte interne. La presenza dei tre cortili "assicurava una difesa a sezioni separate, utile in caso di espugnazione di uno dei settori". Lungo il lato occidentale è presente il rivellino, uno stretto cortile rettangolare protetto da un muraglione merlato di cui permane la porzione meridionale, che si ergeva con le sue due torri a difesa dell’ingresso principale della fortezza, originariamente dotato di una apertura mediana sul lato occidentale in seguito murata, presenta oggi due porte di accesso poste sui lati corti, di cui una, quella settentrionale, aperta nel 1939. Dal rivellino due accessi, di cui uno realizzato nel 1938 quale uscita di sicurezza ad uso del teatro, conducono al primo cortile detto degli armati o di S. Nicolò, fino al 1937 sede di strutture carcerarie e dal 1938 occupato dal teatro all’aperto “più vicino alle stelle”, definitivamente smantellato alla fine degli anni ‘90, quando era ormai da tempo inutilizzato. Nell’area un tempo occupata dal palcoscenico si apre un grande vano ipogeo, con ampia gradinata scavata nella roccia che scende fino al piano della strada sottostante. Dal primo atrio una scalinata di recente realizzazione conduce alla porta, detta della Catena, che dà accesso al secondo cortile, chiamato della Maddalena o delle vettovaglie, oggetto, nel 1914, di invasivi sbancamenti nella parte centrale, designata quale sede dei serbatoi idrici comunali. All’estremità settentrionale del cortile si apre una postierla, detta porta falsa, che, murata e inaccessibile dall’esterno fino a metà degli anni ‘50, venne in seguito aperta e dotata di una scalinata di accesso dallo stradale. Attraverso un portale a doppia arcatura si giunge al più interno e difeso dei tre grandi cortili, che ospitava tutte le strutture utili sia alla vita di corte che alla difesa militare della famiglia reale, il mastio del castello, la “torre Pisana” si trova infatti all’interno del terzo cortile, così come la centrale torre dell’Harem, fulcro della residenza reale, e il palatium, grande aula rettangolare posta a sud della torre Pisana. Almeno fino al 1949 l’ingresso alla torre avveniva attraverso una rozza gradinata addossata sul lato orientale, alcuni scatti documentano la demolizione della gradinata e lo scavo che permise di accedere al piano terra attuale, altissimo e coperto da un solaio ligneo ripristinato su mensole litiche originarie. Una scala snodantesi lungo le pareti interne e con due rampe finali ricavate negli spessori murari conduce al secondo livello coperto da volta a crociera. Un’ultima rampa di scale, alloggiata in una galleria che taglia lo spessore del muro, porta alla terrazza la cui merlatura è di ripristino. Gli scatti coprono un arco di tempo di quasi un secolo, i più antichi rientrano nei canoni di vedutistica da cartolina, ma per la maggior parte documentano diverse fasi di utilizzo del castello e vari interventi di studio, di restauro e di scavo, demolizioni e ripristino, non mancano esemplari che mostrano alcuni scorci del panorama mozzafiato godibile dalla sommità della torre Pisana 
Enna (EN) 
1900382239-0 
positivo album 
proprietà Ente pubblico territoriale 
gelatina ai sali d'argento 
albumina 
carta 
tecniche varie 
Tutti i positivi contenuti nel faldone sono riferibili al Castello di Lombardia, monumento simbolo di Enna, il cui nome deriva probabilmente da una colonia di lombardi stabilitisi in questo luogo in età normanna. Avvicinandosi alla città dalla pianura circostante la fortezza appare ancora oggi possente, arroccata sulla grande rupe sui cui fianchi, tagliati a scarpa, si innestano le mura con le torri superstiti. Non è possibile determinare con esattezza, per scarsezza o irreperibilità di documenti, l’origine del castello, l’opinione più comunemente accettata è che l’opera antichissima sia stata quasi completamente ricostruita da Federico II di Svevia che utilizzò le costruzioni preesistenti modificandone l’aspetto, pur mantenendone probabilmente l’impianto planimetrico generale, strettamente legato all’orografia del terreno. Perno della strategia difensiva di tutta la Sicilia, il castello venne continuamente restaurato da tutte le dinastie regnanti succedutesi. L’impianto del castello presenta una tipologia a corti interne racchiuse da una cinta esterna poligonale con massicci torrioni agli angoli, sono ancora presenti sei torri di cortina e quattro interne, tutte a pianta quadrilatera, ma pare che anticamente il numero delle torri fosse doppio. La cinta racchiude una superficie di ca. 26.600 mq suddivisa in tre atri separati da cortine murarie e comunicanti solo tramite porte interne. La presenza dei tre cortili "assicurava una difesa a sezioni separate, utile in caso di espugnazione di uno dei settori". Lungo il lato occidentale è presente il rivellino, uno stretto cortile rettangolare protetto da un muraglione merlato di cui permane la porzione meridionale, che si ergeva con le sue due torri a difesa dell’ingresso principale della fortezza, originariamente dotato di una apertura mediana sul lato occidentale in seguito murata, presenta oggi due porte di accesso poste sui lati corti, di cui una, quella settentrionale, aperta nel 1939. Dal rivellino due accessi, di cui uno realizzato nel 1938 quale uscita di sicurezza ad uso del teatro, conducono al primo cortile detto degli armati o di S. Nicolò, fino al 1937 sede di strutture carcerarie e dal 1938 occupato dal teatro all’aperto “più vicino alle stelle”, definitivamente smantellato alla fine degli anni ‘90, quando era ormai da tempo inutilizzato. Nell’area un tempo occupata dal palcoscenico si apre un grande vano ipogeo, con ampia gradinata scavata nella roccia che scende fino al piano della strada sottostante. Dal primo atrio una scalinata di recente realizzazione conduce alla porta, detta della Catena, che dà accesso al secondo cortile, chiamato della Maddalena o delle vettovaglie, oggetto, nel 1914, di invasivi sbancamenti nella parte centrale, designata quale sede dei serbatoi idrici comunali. All’estremità settentrionale del cortile si apre una postierla, detta porta falsa, che, murata e inaccessibile dall’esterno fino a metà degli anni ‘50, venne in seguito aperta e dotata di una scalinata di accesso dallo stradale. Attraverso un portale a doppia arcatura si giunge al più interno e difeso dei tre grandi cortili, che ospitava tutte le strutture utili sia alla vita di corte che alla difesa militare della famiglia reale, il mastio del castello, la “torre Pisana” si trova infatti all’interno del terzo cortile, così come la centrale torre dell’Harem, fulcro della residenza reale, e il palatium, grande aula rettangolare posta a sud della torre Pisana. Almeno fino al 1949 l’ingresso alla torre avveniva attraverso una rozza gradinata addossata sul lato orientale, alcuni scatti documentano la demolizione della gradinata e lo scavo che permise di accedere al piano terra attuale, altissimo e coperto da un solaio ligneo ripristinato su mensole litiche originarie. Una scala snodantesi lungo le pareti interne e con due rampe finali ricavate negli spessori murari conduce al secondo livello coperto da volta a crociera. Un’ultima rampa di scale, alloggiata in una galleria che taglia lo spessore del muro, porta alla terrazza la cui merlatura è di ripristino. Gli scatti coprono un arco di tempo di quasi un secolo, i più antichi rientrano nei canoni di vedutistica da cartolina, ma per la maggior parte documentano diverse fasi di utilizzo del castello e vari interventi di studio, di restauro e di scavo, demolizioni e ripristino, non mancano esemplari che mostrano alcuni scorci del panorama mozzafiato godibile dalla sommità della torre Pisana 

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