Archeologia - Siti parchi archeologici (positivo) by Crupi, Giovanni (studio), Galifi Crupi, Francesco (ditta) - produzione (prima metà XX)

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Archeologia - Siti parchi archeologici (positivo) by Crupi, Giovanni (studio), Galifi Crupi, Francesco (ditta) - produzione (prima metà XX) 
Archeologia - Siti parchi archeologici (positivo) di Crupi, Giovanni (studio), Galifi Crupi, Francesco (ditta) - produzione (prima metà XX) 
Architettura religiosa - Templi (positivo) by Crupi, Giovanni (studio), Galifi Crupi, Francesco (ditta) - produzione (prima metà XX) 
Architettura religiosa - Templi (positivo) di Crupi, Giovanni (studio), Galifi Crupi, Francesco (ditta) - produzione (prima metà XX) 
post 1901-ante 1930 
positivo 
00425451 
19 
1900425451 
Crupi introduce la figura umana all’interno della composizione con l’intento di offrire un riferimento dimensionale. L’inserimento di presenze umane come strumento di confronto proporzionale costituiva una prassi consolidata nella fotografia archeologica del XIX secolo. In questo contesto, la figura umana assume la funzione di una “stadia”, ovvero un’unità di misura impiegata per restituire la scala dell’inquadratura. Tale accorgimento si rivelava particolarmente rilevante nella rappresentazione di paesaggi, architetture e contesti di documentazione archeologica. La stampa fotografica in esame, realizzata mediante la tecnica alla gelatina ai sali d’argento. Nel 1900 l'attività di Giovanni Crupi viene rilevata dal nipote Francesco Galifi Crupi che costituì una nuova ditta e che molto probabilmente fece un uso commerciale degli scatti fotografici dello zio. Di fatto lo scatto fotografico che generò il negativo 114, dal quale è tratta questa stampa, risale tuttavia a un'epoca precedente, compresa tra il 1884 e il 1885, coincidente con gli esordi della carriera fotografica di Giovanni Crupi e con l’inizio di una sistematica campagna di documentazione dei monumenti archeologici della Sicilia. L’attribuzione cronologica del negativo è stata possibile grazie alla consultazione del sito web antiquarisch.de, dove è pubblicata una stampa all’albumina corrispondente, dalla quale risulta essere derivata anche questa stampa. Nella versione ai sali d’argento, databile tra il 1901 e il 1930, si rileva una differente impostazione dell’inquadratura rispetto alla stampa all’albumina del 1884-1885. E' Francesco Galifi Crupi che sceglie, infatti, di restringere il campo visivo, escludendo la didascalia originaria riportante il nome dell'autore: Giovanni Crupi e l’identificazione del soggetto. Tale riquadratura, in fase di stampa in camera oscura, si rende verosimilmente necessaria per esigenze di carattere promozionale e il nuovo nome della ditta venne apposto, con timbro a inchiostro sul verso della stampa. Dal punto di vista compositivo, la fotografia artistica è riconducibile alla "scuola taorminese di fotografia" di cui Giovanni Crupi, artista di talento, a cui è riconosciuto il merito di aver dato l'impulso alla nascita di questa scuola 
19109 
AGRIGENTO - Tempio Giunone Lucina 
Architettura religiosa - Templi 
Archeologia - Siti parchi archeologici 
spolveratura 
Il positivo è stato inserito all'interno di buste a quattro falde prodotte con un unico foglio di carta Duralong Cotton, senza adesivi, puro cotone senza aggiunta di sostanze chimiche, non tamponata, di prima qualità. Il condizionamento effettuato nel 2023 su tutto il patrimonio fotografico del Fondo Giuseppe Cultrera rientra nella normativa vigente in materia dei beni fotografici 
Archeologia - Siti parchi archeologici ; Architettura religiosa - Templi, Il Tempio di Giunone e Lucina, espressione del dorico arcaico, fu edificato intorno al 450 a.C. ad Akragas, nell’area oggi nota come Valle dei Templi. Al centro dell’inquadratura, in prossimità dello stilobate, davanti al tempio è un adolescente, ripreso di spalle, in piedi e scalzo. Il giovane indossa un tessuto bianco con pois neri annodato intorno alla vita e appare intento ad osservare le proprie mani, nelle quali reggere un oggetto. La postura della figura giovanile si richiama ai canoni estetici dell’arte greca e si inserisce armonicamente nello spazio scenografico costruito da Crupi, contribuendo a una resa visiva equilibrata e fortemente evocativa del contesto archeologico 
Siracusa (SR) 
1900425451 
positivo 
proprietà Ente pubblico territoriale 
gelatina ai sali d'argento 
carta 
Il Tempio di Giunone e Lucina, espressione del dorico arcaico, fu edificato intorno al 450 a.C. ad Akragas, nell’area oggi nota come Valle dei Templi. Al centro dell’inquadratura, in prossimità dello stilobate, davanti al tempio è un adolescente, ripreso di spalle, in piedi e scalzo. Il giovane indossa un tessuto bianco con pois neri annodato intorno alla vita e appare intento ad osservare le proprie mani, nelle quali reggere un oggetto. La postura della figura giovanile si richiama ai canoni estetici dell’arte greca e si inserisce armonicamente nello spazio scenografico costruito da Crupi, contribuendo a una resa visiva equilibrata e fortemente evocativa del contesto archeologico 

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